Merate: Fabio Tamandi maglia nera tra gli assessori. Tanti i progetti ereditati da Robbiani, pochi quelli portati a termine

La stroncatura non arriva dal giornale, ma direttamente dai lettori che nel corso di questo 2023 ormai agli sgoccioli hanno lamentato una serie di mancanze, lacune, insufficienze da non avere dubbi: il peggior assessore dell’anno di Merate è stato Fabio Tamandi.

La premessa, come ogni anno, è d’obbligo: pareri, giudizi valutazioni sono tutti soggettivi possono essere condivisi o, al contrario, respinti al mittente. Confutati in tanti modi. Insomma lo spazio è a disposizione per i commenti.

Questa volta però le segnalazioni critiche dei lettori sono state davvero numerose.

Va anche detto che nessun assessore ha brillato per qualche iniziativa particolare: Giuseppe Procopio ha gestito la variante di PGT ma con scarso coinvolgimento della popolazione nonostante il tema sia decisivo per la città; Alfredo Casaletto ha svolto la funzione di responsabile del bilancio in modalità ordinaria amministrazione; Franca Maggioni ha brillato per la disponibilità anche nei casi più difficili, vedi la signora che dormiva sulla panchina ma non è andata oltre una buona gestione corrente; Fiorenza Albani si è occupata più della propria “carriera” in provincia e a Merate, aderendo a FdI probabilmente per avere più possibilità di essere rieletta che di dare vita a autentiche iniziative turistico-culturali. Paradossalmente ha lavorato di più il Sindaco nella sua funzione di assessore ai lavori pubblici seguendo numerosi cantieri il cui esito può piacere oppure no, ma almeno qualcosa di concreto ha fatto vedere.
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Andrea Robbiani e Fabio Tamandi

Torniamo al nostro Fabio Tamandi che invece avrebbe potuto fare i fuochi d’artificio con l’eredità ricevuta dal suo predecessore Andrea Robbiani.
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San Rocco

Il primo punto lasciato in sospeso da Robbiani era la bonifica dello stagno di San Rocco, acquisito dall’Amministrazione comunale nel maggio 2022 in coincidenza con il passaggio (forzato) delle deleghe. Robbiani era pronto a operare. Tamandi non ha neppure varato un programma preliminare di intervento se non un modesto incarico da 5mila euro. Infatti a distanza ormai di 560 giorni ha solo sfalciato l’erba del prato attorno e aperto un canale, grazie ai volontari degli Amis di Pumpier e della protezione Civile. L’assegnazione di un fondo da 50mila euro ancora non ha mostrato i suoi effetti.
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Il secondo punto riguarda ancora l’ambiente di cui Tamandi detiene la delega con territorio e innovazione. Lago di Sartirana, programma attivazione casette dell’acqua, sfalcio del canneto, sagomatura delle isole, asportazione di parte del sedime, miglioramento della cartellonistica e attivazione di un sistema di ristoro. Nulla. Non è stato fatto nulla.
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Il terzo punto è ancora relativo al quadrante nord della città, precisamente il torrente Ruschetta, emissario di Sartirana e immissario di San Rocco. Robbiani aveva predisposto un piano di bonifica con la sistemazione degli argini e la pulizia del fondo a tratti invaso anche da rifiuti e immondizia. Ma il torrente è esattamente com’era 560 giorni fa.
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E veniamo in centro. Gli è stato fatto notare da più parti che l’urina dei cani minaccia i tigli soprattutto di via Carlo Baslini. Il numero di cani che fa la pipì contro la base delle piante è impressionante. Del resto elevatissimo è il numero di cani e la via centrale è notoriamente definita la “vasca”. Altrove le basi degli alberi sono protette o da recinzioni vere e proprie o da sostanze chimiche che allontanano il cane. Tamandi è ben consapevole del problema. Ma si limita, al solito, a registrarlo. Senza fare nulla. Intanto le basi dei tigli sono sempre più danneggiate dall’acido dell’urina dei quadrupedi e l’aria, d’estate, non odora di ciclamino.

In tanti comuni, la maggioranza in realtà, oltre all’obbligo di raccogliere la deiezione canina c’è quello di spargere acqua sull’evacuato altrimenti resta un residuo sull’asfalto. Si tratta di una banalissima modifica al regolamento che però Tamandi, anche qui pur consapevole del problema, non si è mai sognato di effettuare.
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L'unico cestino per le deiezioni canine su via don Consonni

Sempre in tema c’è da registrare la scomparsa dei cestini della spazzatura e dei cestini per la raccolta delle deiezioni canine. Così, raccolto il prodotto, non resta che infilarselo in tasca in attesa di trovare un idoneo contenitore. Ce n’era uno in centro ma è sparito anche quello.


E veniamo alla più recente “Giornata degli alberi” che ricorre ogni 21 novembre. Molti comuni hanno organizzato cerimonie con le scolaresche e la messa a dimora di piante. Merate nulla di nulla. L’Assessore non ha organizzato alcuna iniziativa riservandosi in un non meglio precisato futuro di fare qualcosa.
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Per restare ai giorni nostri, infine, pende il progetto di riqualificazione di Villa Baslini e del suo retrostante parco. Non si conosce nulla del progetto ma da più parti si teme per le piante che lo costituiscono. L’Assessore tuttavia si è chiuso in un risoluto riserbo. Dirà quando sarà il tempo.
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Ci sarebbe anche da far memoria a Tamandi che in base alla convenzione stipulata dopo il varo del PGT del 2012 l’area ex Diana per una fetta deve essere attrezzata a cura della proprietà a parco pubblico. Ma al momento ancora c’è la montagna di terra di risulta.

Ci fermiamo qui. Possiamo comprendere che lavorare in un importante panificio e occuparsi del proprio futuro politico per una persona apparentemente mite in realtà molto ambiziosa renda poi difficile lo svolgimento del mandato. Però le deleghe che il Sindaco gli ha assegnato sono di primaria importanza per una città che solo nello sviluppo ambientale può trovare una risposta alla stagnazione e all’iper edificato.

Il mandato volge al termine e Fabio Tamandi sta negoziando su diversi tavoli la possibilità di una ricandidatura con assessorato incorporato. Scelga almeno, in caso di vittoria con chicchessia, Sport e Commercio. Dovrebbe riuscire meglio e magari in futuro togliere la maglia nera e indossare quella gialla. E, per concludere presti maggiore attenzione al cliente, che secondo i dettami generazionali viene prima della politica.
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