Osnago: la Liberazione e i suoi valori nell'intervento di Brivio
Per il 75° anniversario della Liberazione erano previsti festeggiamenti ben più corposi a Osnago, così come in molte altre parti d'Italia. "75 anni corrispondono a una cifra tonda, ma è anche la misura dell'avvicendarsi di una generazione, il passaggio di testimone tra quelli che c'erano e quelli che dovranno sforzarsi di fare memoria pur non avendo vissuto quegli avvenimenti" ha evidenziato il sindaco Paolo Brivio per affermare l'importanza delle celebrazioni che si susseguono per non dimenticare un passaggio fondamentale della storia d'Italia e rendere onore ai suoi protagonisti.

Tra le iniziative inizialmente in programma c'era l'inaugurazione del Largo Gaetano Casiraghi, nei pressi di via XXV aprile [clicca QUI]. L'evento sarà rimandato all'anno prossimo, quando il clima di apprensione per il Coronavirus si spera sarà passato.
Le celebrazioni si sono quindi limitate al minuto di raccoglimento alle ore 10.30 in onore ai Caduti delle guerre e delle vittime della presente epidemia. Un corteo ridotto con i principali rappresentanti istituzionali e le associazioni Anpi e gruppo alpini si è diretto verso via Roma, al Cippo Casiraghi per ricordare l'osnaghese ucciso per volontà dei nazisti per aver manomesso le linee telefoniche installate dai tedeschi.

Poi il discorso del sindaco presso il Monumento ai caduti, di fronte alla sala civica. "Molti hanno paragonato i tempi che viviamo a una guerra e le conseguenze socio-economiche della pandemia agli effetti di una guerra. Dobbiamo registrare una terribile evidenza statistica: in due mesi nella nostra Regione i morti sono stati cinque volte di più delle vittime civili causate dal conflitto mondiale tra il 1940 e il 1945 - ha dichiarato Paolo Brivio - Ma non stiamo vivendo una guerra: non c'è violenza dell'uomo sull'uomo, aggressione di un popolo a un popolo. Inedita è la sfida, inedita deve essere la miscela di prudenza, coraggio e intelligenza con cui la affrontiamo".

In merito all'emergenza da Coronavirus il sindaco ha critica la gestione lombarda della crisi sanitaria: "Il contesto del sistema sanitario-assistenziale, non dobbiamo nascondercelo, nel nostro Paese e soprattutto in Lombardia ha evidenziato lacune desolanti, su cui sarà necessario riflettere e intervenire a emergenza superata". Ha poi richiamati i valori fondanti della Resistenza su cui è sorta la Repubblica, a partire dall'amore per la libertà dopo aver conosciuto l'esperienza della dittatura. "Oggi in tempi di limitazioni delle libertà individuali non dobbiamo abituarci a considerarle inesorabili e permanenti. Distanziamento, tracciamenti, controlli sui comportamenti e sui movimenti sono misure sacrosante in nome del contenimento emergenziale del contagio, ma non devono diventare forme strutturali del vivere associato e del nostro inconscio collettivo che comprensibilmente cerca protezione ma non deve indurci a legittimare la delazione".

Altro valore richiamato dal sindaco è stato quello della democrazia già insita nel movimento della Resistenza e poi nella Assemblea costituente. Ha quindi lodato quei modelli di società aperte e plurali dove prosperano scienza e cultura. Altro pilastro, quello della giustizia sociale ottenuta dal lavoro. Infine la solidarietà vissuto nella lotta per la liberazione e sancito dopo nella Costituzione. Una generosità che emerge anche oggi nell'affrontare l'emergenza. "Sperimentiamo che nel momento peggiore gli uomini possono tirare anche fuori il meglio di sé. Sta accadendo nel piccolo della nostra Osnago. Alleanze inedite tra persone di gruppi diversi per aiutare chi soffre e la generosità umile e nascosta di tanti mi hanno consolato e in certo momenti commosso". Quindi un appello alle autorità europee per mettere in atto simile solidarietà.

A nome del Corpo musicale di Osnago-Lomagna ha suonato l'Inno di Mameli, l'inno alla gioia e Bella ciao. Su internet la Biblioteca comunale di Osnago "Primo Levi" ha pubblicato un video che raccoglie la lettura di lettere di condannati a morte senza volto, ne emerge la forte l'umanità delle tante persone che hanno costruito l'Italia. Il video è introdotto dal testo di Antonio Gramsci sull'indifferenza.

Le celebrazioni si sono quindi limitate al minuto di raccoglimento alle ore 10.30 in onore ai Caduti delle guerre e delle vittime della presente epidemia. Un corteo ridotto con i principali rappresentanti istituzionali e le associazioni Anpi e gruppo alpini si è diretto verso via Roma, al Cippo Casiraghi per ricordare l'osnaghese ucciso per volontà dei nazisti per aver manomesso le linee telefoniche installate dai tedeschi.

Poi il discorso del sindaco presso il Monumento ai caduti, di fronte alla sala civica. "Molti hanno paragonato i tempi che viviamo a una guerra e le conseguenze socio-economiche della pandemia agli effetti di una guerra. Dobbiamo registrare una terribile evidenza statistica: in due mesi nella nostra Regione i morti sono stati cinque volte di più delle vittime civili causate dal conflitto mondiale tra il 1940 e il 1945 - ha dichiarato Paolo Brivio - Ma non stiamo vivendo una guerra: non c'è violenza dell'uomo sull'uomo, aggressione di un popolo a un popolo. Inedita è la sfida, inedita deve essere la miscela di prudenza, coraggio e intelligenza con cui la affrontiamo".



M.P.
























