Montevecchia: l’antica festa del Santuario ai tempi del Covid-19, la benedizione di Don Enrico



Il Lunedì dell’Angelo per la parrocchia di Montevecchia è da sempre una giornata speciale. È la festa del Santuario della Beata Vergine del Monte Carmelo, che spicca in cima alla collina. Un rito che si ripete da centinaia di anni. Le memorie tramandate di generazione in generazione fanno risalire le origini della speciale cerimonia a prima che Montevecchia fosse riconosciuta come parrocchia, ovvero nel 1564. Nemmeno le due guerre mondiali arrestarono questa usanza che lega la comunità religiosa locale.

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Il parroco don Enrico Radaelli
Certo qualcosa è cambiato nel senso di aggregazione che si respirava un tempo, quando in piazzetta Agnesi venivano offerti a chi veniva in processione il caratteristico Pincianell, i firòn (collane di morbide castagne), l’insalata novella da campo e le uova. Per un periodo alle Quattro Strade i bambini venivano portati dai genitori per le giostre. Tutto questo non accade più, ma la messa al Santuario con la processione ad unire i fedeli è sempre stato un momento imprescindibile.


Quest’anno però il rito viene sospeso. L’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus impone di restare a casa, di limitare gli spostamenti ed eliminare gli assembramenti per evitare il contagio. Prescrizioni di buon senso che non possono non essere fatte proprie dalla parrocchia di Montevecchia. Del resto anche le celebrazioni della Pasqua in Vaticano hanno subìto forti modifiche rispetto all’usuale. Le immagini di papa Francesco in una San Pietro deserta passeranno alla Storia.





La speranza per un futuro migliore viene tuttavia scandita a mezzogiorno dal suono delle campane del Santuario. Dal terrazzo don Enrico Radaelli chiama i fedeli a un raccoglimento spirituale nelle proprie abitazioni condividendo la preghiera alla Madonna. Viene esposta la reliquia della Vergine. Una piccola rappresentanza della corale intona l’Ave Maria e successivamente il “Dolce cara madre nostra”. La breve cerimonia dinanzi a un paesaggio dall’orizzonte particolarmente limpido quest’oggi si conclude con la benedizione ripetuta sui quattro punti cardinali.

Di seguito la preghiera che viene recitata.

Preghiera alla Madonna
(don Tonino Bello)

Santa Maria, Vergine della notte, noi ti imploriamo di starci vicino
perché incombe il dolore, irrompe la prova,
sibila il vento della disperazione
e sovrasta sulla nostra esistenza Il cielo nero degli affanni.
Liberaci dai brividi delle tenebre,
stendi il tuo manto su di noi
perché diventi più sopportabile la lunga attesa della libertà.
Alleggerisci con carezze di madre la sofferenza dei malati.
Riempi di presenze amiche e discrete il tempo di chi è solo.
Preserva da agni male i nostri cari,
conforta chi ha perso fiducia nella vita.
Non lasciare nessuno solo a soffrire nella notte.
Facci il regalo della comunione,
della gioia di sentirci insieme e di volerci bene.
Te lo chiediamo per le nostre famiglie
perché il dialogo, la gioia degli affetti non vengano mai meno.
Te lo chiediamo con tutte le nostre forze
perché desideriamo stare sempre dalla parte della vita,
là dove essa nasce, cresce e muore.
Te le chiediamo per il mondo intero, per tutti i popoli
perché la pace diventi il traguardo dei nostri impegni quotidiani
M.P.
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