Trenord: riparte il girone infernale con ritardi e soppressioni scontate del 30%

Prepariamoci, settembre sarà un mese di pioggia... E' infatti prevista una "pioggia di bonus" per i pendolari che viaggiano sulle linee ferroviarie lombarde. O almeno ci provano a viaggiare.

Trenord ha reso noto che ben 26 linee su 37 nel mese di giugno non hanno raggiunto lo standard minimo di affidabilità. <Pertanto – fa sapere Dario Balotta di Europa Verde – i pendolari del 70% delle linee lombarde potrà acquistare l'abbonamento mensile con lo sconto del 30%...>.

Se non fosse che lo sconto è il risultato di un calvario (l'ennesimo) durato tutto il mese di giugno, fatto di ritardi e soppressioni fonte di rabbia e imprecazioni, sarebbe potuta passare come una buona notizia, lo sconto del 30 per cento.

Ora non voglio qui dilungarmi con l'ennesimo pippone sull'incapacità di gestire i trasporti ferroviari in Lombardia (una volta la colpa è di chi gestisce la rete, un'altra volta di chi gestisce i treni, un'altra ancora di chi predispone i turni dei capitreno e dei macchinisti...), ricordando a pendolari e studenti situazioni che vivono sulla loro pelle quotidianamente.

Vorrei invece fare un salto... in alto. In queste settimane stiamo assistendo alla crisi di Governo più pazza del mondo e il reframe della Lega dall'ormai tempio della politica, il Papeete per intenderci, alla Festa della Lega di Castello Brianza, è che con questi partner Governo non si poteva più lavorare. Sempre e solo no impedivano di fare qualsiasi cosa. Al punto che il leader della Lega Matteo Salvini è arrivato ad invocare i pieni poteri. Un concetto – quello che i grillini erano ormai una palla al piede per il Governo - ribadito domenica sera anche dallo stesso sottosegretario Giancarlo Giorgetti, giunto a Castello nel tentativo di rianimare una festa che aveva preso ormai più una piega culinaria che politica. Non c'è stata molta convinzione nel suo intervento, ma erano invece ben visibili sul viso i segni di una crisi politica vissuta pericolosamente e dai risvolti ancora tutti da scoprire.

Più o meno sembra di risentire l'ex premier Silvio Berlusconi, quando spiegava che durante il suo mandato si sarebbero potute fare molte più cose, ma il dover mantenere un equilibrio con gli alleati di Governo, aveva tarpato le ali del Premier. Lui sognava una maggioranza assoluta, Salvini addirittura è arrivato ad invocare i pieni poteri.

Ma cosa c'entra tutto ciò con il trasporto ferroviario in Lombardia? C'entra, eccome.

La "Locomotiva d'Italia" è governata senza se e senza ma dalla Lega. Il presidente Attilio Fontana e i suoi colonnelli possono fare il bello e il brutto tempo - e probabilmente lo fanno - senza dover rendere conto a nessun alleato. Questi ultimi sono ormai relegati a semplici ruoli di comparse a qualche inaugurazione di secondo piano.

A questo punto è lecito chiedersi per quale motivo, nonostante la serie di annunci e rassicurazioni giunte a più riprese da Palazzo Lombardia, viaggiare in treno da queste parti continui a rappresentare una delle avventure più incerte del Paese. Carrozze sporche, calde d'estate e fredde d'inverno, ritardi, mancate informazioni, guasti e chi più ne ha più ne metta.

Sempre il Verde Balotta ricorda che a dicembre l'a.d. e direttore generale Marco Piuri aveva annunciato che avrebbe tamponato il collasso dell'azienda.

<Nonostante la soppressione di ben 150 treni giornalieri e la promessa solenne che grazie ai tagli di 150  convogli nel 2019 ci sarebbero stati treni più affidabili e regolari - è sempre Dario Balotta a parlare - Trenord (50% FNM e 50% FS) è ancora al collasso. La crisi si è invece aggravata nella gestione inefficiente dei turni del personale di scorta (capi treni) e di condotta (macchinisti),  nella manutenzione dei convogli nonostante le costose esternalizzazioni e  la riorganizzazione denominata (deposito esteso). I treni nuovi arrivano con il contagocce e il personale diminuisce anziché crescere come promesso. A ciò va aggiunto che la rete gestita da RFI (gruppo FS)  e FNM  è sempre malfunzionante e causa anch’essa di disservizi. Con le risorse pubbliche trasferite a Trenord e la crisi climatica in una regione come la Lombardia ci si aspetterebbero ben altri servizi>.

Una raffigurazione plastica della situazione, quella fornita da Balotta, che non può non far riflettere.

Il governatore Fontana, fin troppo impegnato e molto attivo sul fronte dell'autonomia, ha annunciato già almeno una decina di volte, nelle varie rubriche pubblicate (a pagamento?) sui giornaloni, che la situazione dei trasporti ferroviari sarebbe migliorata. Purtroppo però ad oggi nessun segno di miglioramento è stato registrato e a settembre, con la ripresa delle attività lavorative e la riapertura delle scuole la situazione per quanto possibile potrebbe addirittura peggiorare.

Sono in molti a rimpiangere il precedente assessore bergamasco, il tarchiato Alessandro Sorte di Forza Italia, che con un colpo al cerchio e una alla botte, qualche risultato lo aveva prodotto.

La domanda quindi, che vorremmo rivolgere al plenipotenziario Presidente della Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana, è estremamente semplice: come mai la Lega, pur avendo il totale controllo del Governo della Regione, non è ancora riuscita a prendere per le corna il problema dei trasporti ferroviari trovando soluzioni efficaci ai problemi legati al trasporto ferroviario?

Ovviamente ci impegniamo fin d'ora a pubblicare la risposta, qualora dovesse arrivare, a titolo gratuito.

Ci piacerebbe poter dare un filo di speranza ai nostri lettori in procinto di rientrare nel girone dantesco che li attende, una volta varcata la soglia della stazione ferroviaria. Tutto ciò nonostante lo sconto del trenta per cento...
Matrix
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.