Sabbioncello: la preghiera per l'unità dei cristiani con 3 culti

Si è conclusa la settimana ecumenica di preghiera per l'unità dei cristiani. Al convento di Sabbioncello la Fraternità di Santa Maria Nascente ha organizzato come momento centrale di raccoglimento la liturgia di venerdì 25 gennaio sera, in presenza di tre ministri di altrettanti culti. Per i cattolici sull'altare c'era padre Fiorenzo Reati, che ha tirato le fila come ogni anno dell'incontro di fede. Per i suoi studi e il suo trascorso in Russia a tu per tu con il mondo ortodosso avverte la fine delle divisioni tra i cristiani come un imperativo. A rappresentare il patriarcato ortodosso russo è giunto a Merate l'ucraino padre Oleg Podryachik. Ha partecipato alla funzione religiosa anche Luciano Zappella, membro della chiesa valdese di Bergamo.

"Cercate di essere veramente onesti", citazione del Deuteronomio, è il tema proposto dai cristiani dell'Indonesia, Paese a larga maggioranza musulmana. Un denominatore comune, come la centralità di Cristo, che è servito come traccia durante i tre sermoni pronunciati. Dal 1968 il tema e i testi sono elaborati congiuntamente dalla commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese, per protestanti e ortodossi, e dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, per i cattolici.

Padre Fiorenzo Reati

Dal Vangelo secondo Luca è stato letto il passo di Gesù nella sinagoga quando enuncia la profezia di Isaia. «In un primo momento Gesù torna al posto senza aggiungere altro, ma tutti lo guardano perché sono in attesa della sua Parola. In quel tempo il popolo era vessato, c'erano movimenti pacifici e altri no. Tutti stavano aspettando l'uomo mandato da Dio» ha ricordato Luciano Zappella. Il Vangelo racconta che Gesù si rivolge allora agli ebrei dicendo che per lo ha ascoltato in quel momento si realizza la profezia di un tempo in cui il Signore sarà favorevole.

Luciano Zappella

«L'anno di grazia avviene se gli uomini lo vogliono. È necessario fare però un passo indietro verso la condivisione che renda più giusta la società, senza accumulare la ricchezza». Il testo sacro prosegue raccontando i disordini creatisi dopo che Gesù invoca di praticare la condivisione. Infine Zappella ha fornito tre indicazioni che possono favorire l'unità dei cristiani: il continuo approfondimento della Parola ebraica, il perseguimento della Giustizia, l'essere dalla parte degli ultimi perché solo così si può portare il messaggio cristiano. Padre Oleg Podryachik ha evidenziato l'importanza delle azioni degli uomini nella determinazione del futuro, pur credendo nel profondo rapporto con il Signore.

Padre Oleg Podryachik

«Solo se riusciamo a riconoscere i nostri sbagli riusciamo a scoprire la luce di Cristo. Noi dobbiamo sforzarci a portare la luce di Cristo, ognuno di noi può diventare un apostolo, dobbiamo dunque noi essere per primi un esempio - ha esortato padre Oleg Podryachik - Iniziamo a cercare la ricchezza della Parola di Cristo. Gesù se tu non ci aiuti non riusciamo a fare niente, ma se invece tu ci aiuti riusciamo a fare molto di più». Si è tenuto per ultimo padre Fiorenzo Reati, che ha concentrato il suo discorso sul concetto di libertà, che viene ripetuto tre volte nel testo del Vangelo di Luca. «Se in me non c'è la libertà non darò la libertà agli altri. La fede cristiana non si può chiudere in un libro, perché è vita, è la libertà di vivere: sa di vento, di futuro, di aperti spazi, la libertà».

Una libertà che non può essere provata appieno se non condivisa insieme al prossimo, ed è proprio su questo aspetto che il francescano ha indugiato al termine dell'omelia: «Non so rispondere alla sofferenza degli innocenti, ma il nostro Dio che soffre ci insegna la solidarietà e la partecipazione, ci insegna di portare agli ultimi aiuto e conforto». A seguire sono state recitate delle preghiere per l'impegno per la giustizia, la misericordia e l'unità. È stato quindi professato il Credo Niceno-Costantinopolitano. Al termine sono stati distribuiti ai fedeli dei cartoncini con riportate le intenzioni. Si è così conclusa l'iniziativa ecumenica di preghiera per l'unità cristiana che tradizionalmente si svolge tra il 18 e il 25 gennaio, tra la festa della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo.

La settimana di preghiera fu avviata ufficialmente nel 1908 a Graymoor, nello Stato di New York, dal reverendo episcopaliano Paul Wattson. Ma non mancarono precedentemente delle riflessioni a riguardo. La prima ipotesi di preghiera per l'unità delle Chiese nacque addirittura alla fine del Settecento in ambito protestante, per poi ottenere delle manifestazioni di diffusione nel secolo successivo. Fu sostenuta dalla prima Assemblea dei vescovi anglicani a Lambeth nel 1867 e poi da papa Leone XIII nel 1894. Il percorso di affrancamento della preghiera per l'unità dei cristiani - secondo la volontà di Cristo stesso - si ebbe quindi solo più tardi con il reverendo Paul Wattson.
M.P.
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