Paderno: nel 1979 la gara vinta dallo studio De Miranda per un nuovo ponte da 373 mt a doppia carreggiata per auto e treni
L'idea di un secondo ponte, a sud del San Michele, dedicato al traffico veicolare e ferroviario su due livelli e su altrettante carreggiate, si era concretizzata negli anni Ottanta a seguito di un concorso nazionale indetto da Regione Lombardia con le Ferrovie.
A vincere quella gara, indetta nel 1979, era stato un progetto elaborato dall'ingegnere Fabrizio De Miranda dagli architetti Guido Canella, Michele Achilli ed Antonio Acuto con la collaborazione degli ingegneri Mario De Miranda e Elena Gnecchi Ruscone. Due le fasi che fanno seguito a quel progetto. La prima dal 1980 al 1986 con una serie di approvazioni da parte degli enti coinvolti (province, regioni, comuni, ferrovie). Si arriva quasi a redigere un disciplinare per la progettazione esecutiva quando, nel 1986, per ragioni non chiare, l'iter si ferma. Per qualche anno nulla si muove fino a che, ed ecco la seconda fase, la realizzazione dell'opera è ripresa nel 1992 per volontà di regione Lombardia. Vengono svolti nuovi studi, si aggiorna il progetto e lo si sviluppa ulteriormente sulle base delle richieste e delle considerazioni dei vari enti (regione, ferrovie e provincia) fino ad arrivare a una versione aggiornata nel 1997, con un maggior dettaglio degli innesti stradali.

L'ingegnere Fabrizio De Miranda
A vincere quella gara, indetta nel 1979, era stato un progetto elaborato dall'ingegnere Fabrizio De Miranda dagli architetti Guido Canella, Michele Achilli ed Antonio Acuto con la collaborazione degli ingegneri Mario De Miranda e Elena Gnecchi Ruscone. Due le fasi che fanno seguito a quel progetto. La prima dal 1980 al 1986 con una serie di approvazioni da parte degli enti coinvolti (province, regioni, comuni, ferrovie). Si arriva quasi a redigere un disciplinare per la progettazione esecutiva quando, nel 1986, per ragioni non chiare, l'iter si ferma. Per qualche anno nulla si muove fino a che, ed ecco la seconda fase, la realizzazione dell'opera è ripresa nel 1992 per volontà di regione Lombardia. Vengono svolti nuovi studi, si aggiorna il progetto e lo si sviluppa ulteriormente sulle base delle richieste e delle considerazioni dei vari enti (regione, ferrovie e provincia) fino ad arrivare a una versione aggiornata nel 1997, con un maggior dettaglio degli innesti stradali.

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Secondo lo studio di ingegneria De Miranda Associati (specializzato nella progettazione di ponti e strutture, realizzati in tutto il mondo) il manufatto avrebbe dovuto essere realizzato poco più a sud dell'attuale, per una lunghezza da sponda a sponda di 373 metri, una campata centrale di 256 metri e un'altezza dalla sede stradale sull'acqua di 80 metri. Due i piani: quello superiore per i veicoli su gomma, a due corsie per una larghezza totale di 15 metri, e quello inferiore per la ferrovia a doppio binario, con portata per carichi elevati ed elevate velocità.
Realizzato con un arco in calcestruzzo armato e un impalcato metallico reticolare, il ponte si inseriva nel contesto naturalistico e urbano del territorio, mettendo a riposo, come spiegato dall'ingegnere, il San Michele e rendendolo un esempio di archeologia industriale, adibito al passaggio dei pedoni e trasformato in una sorta di museo a cielo aperto, per illustrarne l'opera di ingegno vecchia di oltre un secolo.
Quel progetto ora è rimasto solo sulla carta.
Sono passati 130 anni dalla "prima pietra" (Clicca qui), quaranta dalla gara per un nuovo ponte e ora, in tutta fretta, ne serviranno due per ... "rimodernare" forse quello esistente?
Quel progetto ora è rimasto solo sulla carta.
Sono passati 130 anni dalla "prima pietra" (Clicca qui), quaranta dalla gara per un nuovo ponte e ora, in tutta fretta, ne serviranno due per ... "rimodernare" forse quello esistente?
Saba Viscardi


























