Merate:Enrico Comi parla di tossicodipendenza. In comunità da giovane, adesso fa prevenzione
Venerdì sera, 13 aprile, a Merate presso l'aula magna dedicata a Paolo Borsellino e alla sua scorta, si è svolto un incontro rivolto particolarmente ai genitori sul tema delle droghe. È stato organizzato dall'Istituto Viganò di Merate, insieme a un altro appuntamento rivolto agli studenti di prima superiore in quella stessa giornata con le forze dell'ordine [clicca QUI]. Con l'aiuto di Enrico Comi, ex tossicodipendente che da 25 anni fa però prevenzione, si è cercato di sciogliere qualche interrogativo. Perché un giovane comincia? Questa la domanda di partenza. Comi ha messo in luce una verità di fondo: non si tratta di un obbligo, ma di una scelta personale, basata però su informazioni scorrette e su un'apparenza che inganna. Ha quindi contraddetto alcune opinioni comuni sugli spinelli, secondo le quali non creano dipendenza, fanno meno male delle sigarette, sono naturali. Alla spiegazione si alternavano racconti del vissuto, del passato e del presente. Ha ripercorso i periodi più difficili della sua vita, culminati con due coma in tre giorni a 21 anni.
A quell'età aveva provato svariati tipi di sostanze, dall'eroina all'LSD. Dopo quell'esperienza che l'ha segnato è cominciato un lento e faticoso percorso verso la disintossicazione totale. Ora però viaggia in tutta Italia, incontra gli studenti nelle scuole e offre qualche consiglio ai genitori. «Se vi accorgete che vostro figlio fa anche un piccolo commento sul tema della droga magari mentre state guardando la televisione, allora vuol dire che ne vuole parlare. È un piccolo sensore. Non serve contrapporsi e giocare a braccio di ferro. Bisogna ragionarci insieme. Incalzarlo con continue domande fino a che si renda conto da solo che il suo punto di vista è scorretto». La serata è stata un'occasione per i genitori presenti in auditorium per rivolgere numerose domande all'ospite. Ha quindi dichiarato di essere contrario alla legalizzazione delle droghe leggere.
La proposta di legge non parla - se non in una postilla - di prevenzione. Viene dettagliato invece come e quanto tassare. «Non pensate di non essere preparati a parlarne con i vostri figli. Non esiste un manuale delle istruzioni. Anche se non sembra, i ragazzi tengono in considerazione quello che dicono i genitori. Alcuni studenti che incontro mi chiedono come reagivano i miei quando stavo attraversando il periodo peggiore». È il contatto con i molti giovani che gli ha dato la forza di andare avanti. Ha fondato l'associazione Stupefatto, ha scritto un libro ed è co-autore di uno spettacolo teatrale basato sullo stesso volume, che ha raggiunto 240 repliche. E il progetto per il futuro è un film.
Il tema della tossicodipendenza viene affrontato da diversi anni all'Istituto Viganò all'interno dell'ampio percorso sulla legalità. Oltre alle classi prime, a gennaio era stati coinvolti i ragazzi di terza superiore.
Marco Pessina