Medolago: 6 generazioni di maestri dell'arte bianca


Appena entrati nello storico Panificio Cazzaniga di piazza Papa Giovanni XXIII, si rimane colpiti non solo dall'inebriante profumo dei prodotti appena sfornati ma anche dall'incredibile varietà di pane, pizze, focacce e dolci che ogni giorno Riccardo e il suo team preparano con passione.

Riccardo Cazzaniga


Il forno, che oggi ha un aspetto moderno, vanta una tradizione che di padre in figlio si tramanda da ben 6 generazioni, coprendo un arco temporale di quasi 200 anni consecutivi: una realtà che fa del casato dei Cazzaniga un tassello importante nella storia della penisola bergamasca.

L'attività vede partecipe, non solo Riccardo, ma anche gli altri componenti della famiglia fra cui in particolare la moglie Patrizia, e i membri della generazione precedente, papà Giovanni, detto Giancarlo, e mamma Lietta, aiutati dal fedele collaboratore Amedeo, che assieme a Riccardo si occupa principalmente della produzione dei diversi generi di consumo. Il panificio, che sforna artigianalmente prodotti noti per la scelta degli ingredienti sani e senza aggiunta di additivi, recapita il pane direttamente a casa a più di un centinaio di acquirenti abituali, ma non solo, anche numerosi negozi della zona si affidano ai Cazzaniga per le forniture di pane fresco da servire ai relativi clienti.

 

Certo, nel corso dei secoli l'attività ha subito una notevole evoluzione, ampliandosi nelle tipologie di generi di consumo e adeguandosi alle necessità della nuova clientela, ma mantenendo ugualmente alto lo standard della qualità come nel lontano 1823 quando Giuseppe Cazzaniga costruì il primo forno nella zona di Via Maggiore nel vecchio Borgo di Medolago.

Francesco Cazzaniga


La tradizione di famiglia comincia con il primo passaggio generazionale del forno a Francesco Cazzaniga, che nel 1845 inizia a lavorare con il padre e nel 1880 viene a sua volta affiancato dal figlio Cechino.

Cechino Cazzaniga e consorte

Proprio in questi anni, nel 1886 per la precisione, avviene una svolta che rende ancora più prestigioso il lavoro di questa famiglia: Francesco, non solo viene investito della carica di giudice conciliatore e successivamente nominato sindaco del paese da re Umberto I, ma riceve anche in dono un documento commemorativo dell'"arte bianca" per cui era ormai diventato noto il casato dei Cazzaniga.

Giuseppe Cazzaniga con la moglie

 

Cesare Cazzaniga

 

 

Giancarlo Cazzaniga

Nel 1930 è la volta di Cesare Cazzaniga, di subentrare nell'attività e successivamente di Giancarlo, che ancora lavora al forno con il figlio Riccardo, poiché l'impegno, la passione e la creatività per le quali venne premiato nel 1993 dall'Unione bergamasca consumatori come "maestro dell'arte bianca", ancora lo contraddistinguono.
D.R.
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