Paderno: cerimonia in memoria di Enzo Bearzot

"Una grande sportivo, ma anche un grande uomo, che credeva nei valori fondamentali, quali il crescere insieme, l'aiuto reciproco e il lavoro. Perchè, diceva, i risultati si raggiungono solo col lavoro duro. Per questo e per molto altro abbiamo scelto di intitolare il centro sportivo ad Enzo Bearzot. Per questo abbiamo voluto che la fiaccolata partisse da qui, da Paderno d'Adda, dove Bearzot riposa". Queste le parole con le quali Davide Maggioni, sindaco di Sirtori, ha voluto spiegare quello che, insieme ai suoi concittadini, stava facendo. Poi la ciotola di begonie (fiore che resiste al caldo dell'estate) è stata posata sulla tomba del grande commissario tecnico.


Ad ascoltarlo una ventina di ragazzi e dirigenti della Società Sportiva Sirtorese, gli stessi che avrebbero portato la fiaccola fino al loro centro sportivo, nonchè Renzo Rotta, sindaco di Paderno d'Adda, e i dirigenti del GSO, Gruppo Sportivo Oratoriano, sodalizio che consente ai bambini e giovani padernesi di giocare a calcio. "Condivido le parole del sindaco Maggioni - ha continuato Rotta - ma dico anche come molte volte ci dimentichiamo di avere accanto a noi persone che hanno rappresentato un pezzo della nostra Italia, che hanno scritto, con la loro vita, un pezzo della nostra storia". Poi la fiaccola è stata accesa. Subito dopo un invito: "Alex, adesso tocca a te". Biondo, maglietta bianca e calzonici verdi, colori sociali della Sirtorese, la fiaccolata è partita con lui. Cinque minuti dopo transitava davanti alla chiesa parrocchiale, che i padernesi avevano raggiunto per sentire un pezzo di storia dell'arte; la loro.

"Enzo Bearzot, il ct della nazionale che aveva vinto i mondiali del 1982. E' un po' anche nostro concittadino" sottolinea infatti il sindaco Rotta. Sei anni e mezzo. Tanto è il tempo trascorso da quando Enzo Bearzot venne sepolto nel cimitero di Paderno d'Adda. Di questo Comune della Brianza lecchese era infatti originaria la moglie Luisa. Qui vivono ancora molti dei suoi parenti. E qui il ricordo del ct è ancora vivo. Indimenticabile lo scopone di Bearzot col presidente sull'aereo che tornava.

Molti i cittadini che attraversando il camposanto si fermano sulla tomba di quello che per loro era diventato soprattutto un amico. Come Annarosa Panzeri, ex assessore alla cultura, o Angelo Bassani, presidente dell'Inter Club che incontrandolo, al Bar Biffi di piazza Vittoria, prendeva insieme un caffè. Ad Antonio Besana, consigliere comunale di "Vivere la piazza", figlio di Renato cugino della moglie, al quale dopo i mondiali vinti nel 1982 il ct aveva regalato un pallone. "Lo conservo ancora con la sua firma" raccontava sulla sua tomba". "Mia zia e mia madre erano parenti della moglie - dice Marinella Corno, vicesindaco e assessore ai servizi sociali - in famiglia Bearzot veniva ricordato spesso". "Quando arrivava a Paderno - dice Maria Teresa Gerosa, padernese, ex vice sindaco di Castello - qualche volta passava anche da noi". "Incontravo Luisa (moglie di Bearzot, morta recentemente) quando veniva al cimitero" aggiunge la cugina Virginia. Erano le 11 del 23 dicembre 2010, e pioveva a dirotto quando il carro funebre con la salma dell'ex ct della nazionale dei mondiali 1982, aveva imboccato via Airoldi, dove ha sede il cimitero del piccolo comune sulle rive dell'Adda. Ad attenderlo amici, cugini, il parroco don Antonio Caldirola e il vice, ora sindaco Renzo Rotta. Ad accompagnare il feretro nell'ultimo viaggio verso la Brianza lecchese, c'erano i familiari: la moglie Luisa Crippa, i figli Glauco e Cinzia, i nipoti. Un breve percorso e la bara in legno chiaro col cofano di rose rosse aveva raggiunto la tomba di famiglia, dove era stata tumulata.




Articoli correlati
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.