Novate: è morto Trento Longaretti, aveva 100 anni e realizzò la grande vetrata del Cristo Risorto

Era chiamato lo Chagall d'Italia, Bergamo lo appellava come il "suo" Chagall ma Trento Longaretti, morto ieri a 100 anni, in realtà è stato un artista di fama internazionale, la cui tecnica pittorica lo aveva avvicinato al bielorusso, naturalizzato francese, autore della "Passeggiata", della "Caduta dell'Angelo", della "Notte Verde".

Trento Longaretti con don Angelo e il cardinal Martini


Figlio di un fabbro (che aveva chiamato i suoi fanciulli con nomi patriottici - Trento, Trieste, Vittorio), fin da piccolo aveva manifestato la sua genialità e un talento innati. Confortato dagli studi e da queste sue qualità, spazia con successo dalla pittura e alla grafica, dall'affresco al mosaico e fino a all'arte della vetrata. Ed è proprio per quest'ultimo stile che i novatesi lo ricordano. La grande vetrata della Risurrezione, che campeggia sopra l'altare della chiesa intitolata alla Madonna della Pace, porta proprio la sua firma, su volontà e ideazione dell'allora parroco Don Angelo Cazzaniga, e fu benedetta dal cardinale arcivescovo Carlo Maria Martini, nel 1996. Alla cerimonia fu presente anche lo stesso Longaretti, felice di ammirare in tutta la sua bellezza quest'opera.


Dai colori caldi e sgargianti, di dimensioni ragguardevoli, rappresenta al centro il Cristo Risorto che indica al credente, con un dito puntato al suo costato ferito, la strada da seguire. Accanto a lui due tipi di fede: quella dubbiosa e titubante di San Tommaso che infatti alza il dito in segno interrogativo e quella fiduciosa, orante ed estatica della Madonna che ai piedi del figlio è a mani giunte.
Un'opera unica nel suo genere per la mano che la plasmò ma anche per la mente che dietro i tratti dei volti, i colori accesi, la simbologia dei gesti, ha voluto raccontare un grande Mistero.
S.V.
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