Merate: aumentano le richieste di aiuto all'Altra metà del cielo per stalking.90 donne accolte in 6 mesi.Invito alla generosità

Amalia Bonfanti e Rita Milani
L'ultimo regalo in ordine di tempo è quello della InCoop che, basandosi sulla sua carta di valori e sulle finalità sociali del settore appositamente dedicato, ha deciso di devolvere 1000 euro all'Altra Metà del Cielo, frutto del "risparmio" operato sullo spegnimento nei punti vendita delle luminarie del Natale dello scorso anno.
"Non possiamo che ringraziare" ha commentato la vulcanica presidente meratese, Amalia Bonfanti, che con le sue collaboratrici volontarie si dedica anima e corpo al sodalizio "questi soldi sono per noi una grossa boccata di ossigeno perché ci serviranno per acquistare prodotti necessari alle donne e ai loro bambini. Già durante l'anno InCoop ci sostiene con scorte di cibo, detersivi, prodotti per l'igiene personale e per noi sono tutti aiuti fondamentali".
L'Altra Metà del Cielo, con sede in Via Roma, raccoglie il grido di aiuto di donne che sono vittime della barbarie tra le mura domestiche, sul lavoro, nei vari ambienti che frequentano. L'associazione gestisce due case di prima accoglienza, che diventano il rifugio quando l'emergenza femminile è questione davvero di vita o di morte, quando cioè la permanenza nell'ambiente domestico per la donna mette a repentaglio la sua incolumità. In questi momenti il distacco è una vera e propria fuga e la persona viene via con il poco che ha indosso, dovendosi poi affidare in tutto e per tutto al sodalizio. Ecco il perché dell'importanza di gesti di generosità con donazione di vestiti, scarpe per donne e ragazze e poi giochi, pannolini, salviettine per i bambini, anche loro strappati a case dove regna la brutalità.
Da inizio dell'anno sono state accolte 90 donne, di cui 70 al primo ingresso. 9 le donne rifugiate nelle case di prima accoglienza con 12 bambini.
Ma quello che spaventa di più ora è lo stalking, quella forma di persecuzione ossessiva, che diventa maniacale, fino a soffocare la vittima che si sente oppressa, controllata, curata, senza più la libertà di muoversi e di vivere la propria esistenza.
L'età delle vittime di stalking si è abbassata di molto, posizionandosi tra i 25 e i 40 anni e non si tratta generalmente di soggetti disagiati quando di donne italiane, con un lavoro, realizzate che diventano prede di un cecchino che si apposta fuori dalla loro vita ed è pronto a colpirle senza farsi vedere.
In 7 giorni le telefonate di aiuto per stalking ricevute da una sola volontaria sono state 13, 7 quelle evase da un'altra in 5 giorni.
Numeri che fanno statistica certamente ma che riescono bene a far capire la portata del problema, la sua gravità e attualità e soprattutto come poter mettersi in gioco per dare una mano.
S.V.
























