Merate: benvenuti a Casa Amica, tra CSE  e laboratori. Sabato il burraco fund raising

E’ una lunga storia quella dell’affermata cooperativa sociale onlus Casa Amica di Merate che sabato organizzerà un torneo di burraco per raccogliere fondi. Sorta nel 1987 come appoggio per i disabili e l’inserimento lavorativo, ha dovuto fronteggiare la crisi che ha bussato anche alla sua porta, senza però lasciare che avesse il sopravvento.

Nel 2011, di concerto con gli enti pubblici, si è deciso di investire nella ristrutturazione dell’edificio con il grande appoggio della Fondazione Cariplo, al fine di aumentare l’offerta della cooperativa anche ai laboratori per il CSE, centro socio educativo, pensato per persone con maggiori forme di disabilità.

In questo settore vengono svolte le attività formative tra cui l’informatica e altre ricreative quali la frequentazione della palestra, della piscina e di un laboratorio musicale, affiancate da laboratori manuali e di oggettistica, dalla realizzazione di bomboniere a biglietti, lavorazioni con ceramica e sapone, collanine con carta riciclata e il Sale Nostrum, ovvero un sale aromatizzato con le piante coltivate nell’orto che costeggia un lato della struttura.

Il progetto del giardino-orto sensoriale ha riscosso infatti successo, impegnando i diversamente abili nella conoscenza e nella coltivazione diretta di fiori e verdura acquistati poi dalle famiglie. Immancabile per i diversamente abili è l’appuntamento con l’associazione Africa Twin Italia e le due ruote.

Lo spazio CSE che viene anche affittato per feste di compleanno

Forte della serietà e del rispetto dei tempi di consegna, Casa Amica ha stretto inoltre importanti collaborazioni con le aziende del territorio, Alpina Raggi, Krino, Caleidograf, Milani Giovanni, Giacomo Ferrari e molte altre impegnandosi nell’imballaggio, nel montaggio di particolari meccanici e nella preparazione di campionature metalliche. Il legame più encomiato è quello con Elemaster SpA, sulla scorta dell’idea del presidente della cooperativa Fulvio Beretta: in virtù dell’accordo è stato progettato e costruito un laboratorio speciale per verniciare le schede elettroniche mediante apposite attrezzature, con l’obiettivo di impiegare i proventi nella copertura dei costi del settore sociale.

La grande realtà di Casa Amica deve molto, moltissimo, ai volontari, una sessantina, che affiancano i lavoratori nell’attività lavorativa o in fascia serale e ancor più dal punto di vista relazionale, secondo le proprie competenze. Con il rilancio della cooperativa, il personale è sensibilmente aumentato passando dai 4 dipendenti e 15 disabili del 2011 ai 15 dipendenti e 52 disabili di oggi, sia donne che uomini di età compresa tra i 18 e i 60 anni, provenienti in larga parte dal meratese e in alcuni casi da lecchese e monzese. Attualmente Casa Amica si rivolge anche alle persone che vivono disagi sociali su input del collocamento mirato provinciale.

Due sono, per ora, i sogni nel cassetto: uno, a lungo periodo, consiste nell’aprire il Servizio di Formazione all’Autonomia o SFA accompagnando nel percorso i diversamente abili con il traguardo di farli diventare lavoratori anche fuori dalla struttura di Casa Amica. L’altro, più a portata di mano, è l’acquisto di un pulmino per il quale si conta sul contributo del torneo di burraco, tenutosi ad aprile e riproposto sabato 12. 
Fortunatamente a margine della scorsa edizione anche persone che non vi avevano partecipato hanno effettuato una donazione, primi gli Alpini di Sirtori, ma la richiesta di una mano è costante.
F.C.
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