Imbersago: Alzheimer e demenza, le offerte sul territorio per sostenere malati e famiglie
Alzheimer e demenze. Questi gli argomenti che nela serata di martedì 3 marzo sono stati affrontati presso la Mediateca di Imbersago, dove si è svolta la conferenza “E chi diversi. Liberi di volare…” che ha permesso di conoscere le opportunità che il nostro territorio offre ai malati e alle loro famiglie.
La prima a intervenire è stata la dottoressa Paola Melzi, neurologa presso l’ospedale di Merate, che ha parlato delle demenze sotto il punto di vista medico. “Invecchiare non è una malattia, ma le possibilità di soffrire di malattie neurologiche aumentano con l’età. Oltre all’età vi sono altri fattori di rischio come quelli genetici e la storia famigliare del malato (fattori non modificabili) o l’abuso di alcool, fumo, una scarsa attività fisica e sociale (fattori modificabili)”.
Un aiuto concreto in questo senso può arrivare dell’UVA “ambulatorio specialistico neurologico dedicato a diagnosi e terapia dei pazienti affetti da Demenza di alzheimer”.
In seguito Felicita Burini, assistente sociale presso l’ASL di Lecco, ha trattato l’argomento della valutazione multidimensionale del bisogno, “primo luogo della presa in carico globale della persona che richiede integrazione tra professionalità e istituti diversi. I tre principali nodi della rete territoriali sono i comuni, medici di famiglia ed ASL”.
Nel territorio vi sono diversi percorsi assistenziali tra cui il “progetto sperimentale presso l’istituto geriatrico Frisia di Merate che prevede un percorso integrato post acuto per il reinserimento sicuro al domicilio di anziani complessi con decadimento cognitivo”.
Flavio Donina, responsabile ufficio di piano di Retesalute, ha parlato delle misure a sostegno delle famiglie con persone non autosufficienti.
“La Lombardia si è accorta che i malati di halzaimer sono i meno assistiti. Così ha ripensato a nuove offerte. Dal primo di marzo prende avvio il “progetto Welfere nazione” per cui sono stati stanziati 3 milioni in 3 anni. Questo progetto considera 2 tipologie di interventi: gli anziani non autosufficienti e i giovani. Per ora si proverà in 4 comuni: Cernusco, Lomagna, Osnago e Montevecchia”. Egli ha poi specificato che Regione Lombardia “nel 2014 ha preso delle misure attraverso 3 delibere con l'obiettivo di sostenere il carico a cura delle famiglie che hanno al suo interno soggetti problematici (anziani non autosufficienti e persone disabili). Obiettivo è l’integrazione socio-sanitario”.
Raffaella Onnembo, coordinatrice Sad Retesalute, ha parlato del servizio di assistenza domiciliare che “è presente in 22 comuni del casatese e meratese. Il Sad si propone di mantenere e operate per il benessere fisico e mentale. Gli interventi richiesti sono diversi tra cui l’igiene della persona, la preparazione del pasto ed attività extra domestiche. Questi interventi sono svolti presso il domicilio della persona assistita”. In particolare “il servizio opera dalle sette del mattino alle nove di sera dal lunedì al venerdì, il sabato fino all’una per un massimo di tre ore quotidiane di servizio a paziente. Nel 2014 sono stati seguite 170 persone per una media di 1150 ore al mese”.
Danilo Stagi, direttore di una struttura di Paderno d’Adda, è il promotore dell’iniziativa Alzheimer cafè “a cui possono partecipare l’anziano affetto da demenza e la propria famiglia”. I partecipanti si dispongono intorno ai tavoli, gli accompagnatori con gli operatori della struttura, gli anziani con i volontari. Le attività svolte sono dagli anziani sono giochi con le carte, il canto ed altre attività costruite sulle competenze che un anziano possiede, mentre i famigliari si confrontano tra di loro per aiutarsi e sostenersi a vicenda.
Infine è intervenuta Paola Merlini, assessore del comune di Imbersago, che ha parlato della sua esperienza personale riguardo agli argomenti trattati in questa conferenza.
Per informazioni sulle malattie mentali è possibile contattare telefonicamente lo sportello unico welfare, tel. 039 9514528 dal lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.00.
Invece se si vogliono avere più informazioni sull’alzheimer cafè è possibile chiamare il numero 039.514015 o mandare una e-mail a: info@ilpontevolontari.org .
La prima a intervenire è stata la dottoressa Paola Melzi, neurologa presso l’ospedale di Merate, che ha parlato delle demenze sotto il punto di vista medico. “Invecchiare non è una malattia, ma le possibilità di soffrire di malattie neurologiche aumentano con l’età. Oltre all’età vi sono altri fattori di rischio come quelli genetici e la storia famigliare del malato (fattori non modificabili) o l’abuso di alcool, fumo, una scarsa attività fisica e sociale (fattori modificabili)”.

Raffaella Onnembo, Paola Merlini, Paola Melzi
L’alzheimer, come ha spiegato la dottoressa, “rappresenta circa il 60% di tutte le demenze. Non c'è nessuna cura, ma si può rallentare il suo processo evolutivo. La terapia più efficace non è quella farmacologica ma è la pazienza e l’aiuto dei famigliari”.Un aiuto concreto in questo senso può arrivare dell’UVA “ambulatorio specialistico neurologico dedicato a diagnosi e terapia dei pazienti affetti da Demenza di alzheimer”.
In seguito Felicita Burini, assistente sociale presso l’ASL di Lecco, ha trattato l’argomento della valutazione multidimensionale del bisogno, “primo luogo della presa in carico globale della persona che richiede integrazione tra professionalità e istituti diversi. I tre principali nodi della rete territoriali sono i comuni, medici di famiglia ed ASL”.
Nel territorio vi sono diversi percorsi assistenziali tra cui il “progetto sperimentale presso l’istituto geriatrico Frisia di Merate che prevede un percorso integrato post acuto per il reinserimento sicuro al domicilio di anziani complessi con decadimento cognitivo”.

Flavio Donina, Felicita Burini, Danilo Stagi
Altro servizio è “il nucleo Alzheimer per i pazienti con demenza e problemi comportamentali. In ambito meratese si svolge presso l’istituto Frisia (con 20 posti) e villa cedri (con 30 posti)”. Esiste anche il centro diurno integrato a Lomagna, servizio semi-residenziale rivolto ad anziani non autosufficienti o ad alto rischio di perdita dell’autonomia, portatori di bisogni non facilmente gestibili a domicilio ma non ancora di entità tale da richiedere il ricovero a tempo in Rsa. Infine c’è la RSA aperta, e per accedervi bisogna avere certificazione neurologo od UVA.Flavio Donina, responsabile ufficio di piano di Retesalute, ha parlato delle misure a sostegno delle famiglie con persone non autosufficienti.
“La Lombardia si è accorta che i malati di halzaimer sono i meno assistiti. Così ha ripensato a nuove offerte. Dal primo di marzo prende avvio il “progetto Welfere nazione” per cui sono stati stanziati 3 milioni in 3 anni. Questo progetto considera 2 tipologie di interventi: gli anziani non autosufficienti e i giovani. Per ora si proverà in 4 comuni: Cernusco, Lomagna, Osnago e Montevecchia”. Egli ha poi specificato che Regione Lombardia “nel 2014 ha preso delle misure attraverso 3 delibere con l'obiettivo di sostenere il carico a cura delle famiglie che hanno al suo interno soggetti problematici (anziani non autosufficienti e persone disabili). Obiettivo è l’integrazione socio-sanitario”.

Raffaella Onnembo, coordinatrice Sad Retesalute, ha parlato del servizio di assistenza domiciliare che “è presente in 22 comuni del casatese e meratese. Il Sad si propone di mantenere e operate per il benessere fisico e mentale. Gli interventi richiesti sono diversi tra cui l’igiene della persona, la preparazione del pasto ed attività extra domestiche. Questi interventi sono svolti presso il domicilio della persona assistita”. In particolare “il servizio opera dalle sette del mattino alle nove di sera dal lunedì al venerdì, il sabato fino all’una per un massimo di tre ore quotidiane di servizio a paziente. Nel 2014 sono stati seguite 170 persone per una media di 1150 ore al mese”.
Danilo Stagi, direttore di una struttura di Paderno d’Adda, è il promotore dell’iniziativa Alzheimer cafè “a cui possono partecipare l’anziano affetto da demenza e la propria famiglia”. I partecipanti si dispongono intorno ai tavoli, gli accompagnatori con gli operatori della struttura, gli anziani con i volontari. Le attività svolte sono dagli anziani sono giochi con le carte, il canto ed altre attività costruite sulle competenze che un anziano possiede, mentre i famigliari si confrontano tra di loro per aiutarsi e sostenersi a vicenda.
Infine è intervenuta Paola Merlini, assessore del comune di Imbersago, che ha parlato della sua esperienza personale riguardo agli argomenti trattati in questa conferenza.
Per informazioni sulle malattie mentali è possibile contattare telefonicamente lo sportello unico welfare, tel. 039 9514528 dal lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.00.
Invece se si vogliono avere più informazioni sull’alzheimer cafè è possibile chiamare il numero 039.514015 o mandare una e-mail a: info@ilpontevolontari.org .
G.M.
























