Calco: disposta l’autopsia sul corpo di Thomas ritrovato nei boschi a Como. Si cerca un ''perché'' al suo allontamento

Un'immagine recente di Thomas
Lo avevano cercato anche domenica lì, nei dintorni della scala del Paradiso, all'interno del parco Spina Verde di Ponte Chiasso. Di lui però, nonostante la presenza di decine tra amici, parenti e volontari, non si era trovata alcuna traccia e il passare delle ore non aveva fatto che aumentare il carico di angoscia e preoccupazione. Paure che purtroppo martedì sera hanno trovato conferma quando, dopo il ritrovamento del cadavere di una persona, avvistata da due escursionisti, i famigliari hanno effettuato il riconoscimento della salma di Thomas. E così anche l'ultima speranza, che era stata affidata a un appello che sarebbe andato in onda questa sera a Chi l'ha visto, è sfumata.
Oggi alle 12.30 il magistrato ha conferito l'incarico all'anatomopatologo di effettuare l'autopsia sulla salma del 37enne per capire le cause della sua morte. Thomas potrebbe essere stato colto da malore mentre vagava per i boschi, essersi accasciato e non avere avuto più la forza di rialzarsi per chiedere aiuto. Il freddo e l'umidità di questi giorni, uniti al fatto che era poco coperto avendo abbandonato i suoi vestiti, poco dopo aver lasciato l'auto a Capiago Intimiano, potrebbero avere portato il giovane al decesso. Sul corpo, da un primo esame esterno, non apparirebbero segni di violenza, né dovuti a incidenti come una caduta o una collisione su un sasso.
L'avvocato Roberto Corbetta, incaricato dalla famiglia di seguire la vicenda, dalla polizia locale di Alzate brianza ha recuperato gli effetti personali tra cui lo zaino, un giubbotto e dei fogli manoscritti.
Alle pagine di un diario, invece, Thomas avrebbe affidato meticolosamente i suoi pensieri e da lì si vedrebbe anche il suo percorso personale, sempre più introverso e solitario, e spirituale, impermeato e intriso da credenze e riti che una confessione alla quale si era avvicinato, pare gli avesse inculcato.
Mentre si allontanava da casa, mercoledì 15 gennaio, a bordo della sua Golf Thomas era stato fermato a un posto di controllo dei carabinieri e, in uno stato mentale già confuso, il fatto che qualcuno possa avere toccato i suoi effetti personali, rendendoli "impuri", potrebbe averlo destabilizzato ulteriormente.
L'avere abbandonato i vestiti, rotto il vetro dell'auto per recuperare una coperta, fatto una sosta in chiesa a pregare con un tale fervore da avere attirato l'attenzione anche del parroco sono tutti elementi che oltre all'allontanamento volontario fanno pensare che il 37enne, residente a Arlate ma originario di Verderio Inferiore dove vivono i genitori, sia stato in qualche modo "attirato" in quella zona dal desiderio di trovare qualcosa o qualcuno di davvero importante.
L'autopsia potrà certamente dire di più sulle cause della morte, i messaggi sul telefono e quelli manoscritti sul diario potrebbe dare una chiave di lettura e un senso al suo "viaggio" verso la scala del Paradiso di Ponte Chiasso.



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S.V.
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