In Provincia attivi 97 corsi di italiano per stranieri, 972 iscritti, 162 insegnanti coinvolti. Meratese distretto meno ''adeguato''
97 corsi attivi, 972 iscritti, 162 “insegnanti” coinvolti nelle lezioni di italiano che sull’intero territorio della Provincia di Lecco, nel corso del 2013, sono stati destinati alla popolazione straniera.
Una rete di supporto, a titolo gratuito e non, volta a favorire l’integrazione delle persone che, provenienti da Paesi esteri, vivono e lavorano nel lecchese.
Quella illustrata dal Report a cura del CISeD della Provincia di Lecco (nell’ambito dell’OPI - Osservatorio Provinciale sull’Immigrazione) è una situazione variegata che vede – accanto alla Valsassina dove la presenza di stranieri è inferiore al 3% della popolazione e dunque non vi è necessità di corsi di italiano – una buona proposta formativa.
L’adeguatezza del servizio (rapporto tra indice di disponibilità del corso e numero di cittadini stranieri) è massima soprattutto nei comuni di piccole dimensioni, mentre i grandi centri come Lecco, Merate, Calolziocorte, Casatenovo e Oggiono risultano “penalizzati” nonostante l’elevato numero di corsi a causa della presenza maggiore di stranieri.
In 29 comuni della Provincia di Lecco è presente almeno un corso dedicato agli stranieri che vogliono imparare l’italiano, promossi da Ctp Eda, Caritas, comuni, associazioni:
I corsi attivati in questi paesi non sono riservati ai residenti ma aperti anche agli stranieri che abitano nei comuni vicini. Da qui il report illustra un “indice di disponibilità” di questa opportunità nei vari paesi, che vede Lecco al primo posto (con oltre 20 corsi disponibili) e le situazioni territoriali migliori nelle aree di Merate – Cernusco – Lomagna – Osnago, Mandello – Abbadia – Ballabio, Erve – Vercurago, Garlate – Pescate – Galbiate, Malgrate – Valmadrera.
L’indice di adeguatezza ha l’obiettivo di mettere in relazione il potenziale bisogno di scolarizzazione e integrazione linguistica in un comune con le effettive disponibilità che quel territorio offre. L’indice è semplicemente il quoziente tra il numero di cittadini stranieri residenti in un dato comune e l’indice di disponibilità per quel comune.
Dalla cartina che ne emerge risulta una insufficiente adeguatezza della proposta formativa in Valsassina e dell’alto lago (ad esclusione di Dervio) e nell’area di Costa Masnaga, Nibionno, Bulciago, Garbagnate, Rogeno, Molteno e Bosisio Parini. Come dicevamo, comuni grossi come Lecco, Merate e Casatenovo risultano penalizzati, mentre nel meratese a “spiccare” sono Lomagna, Cernusco, Osnago, Montevecchia, la Valletta e Imbersago. Calco, Olgiate e Brivio si meritano un “buono” in adeguatezza della proposta formativa, mentre Merate, Airuno, Robbiate, Paderno e Verderio raggiungono la sufficienza.
Il distretto lecchese è quello più numeroso per presenza di stranieri, con 13427 presenze e 50 corsi attivi. C’è un corso per stranieri disponibile ogni 69,2 cittadini stranieri.
Il distretto di Bellano presenta 3406 presenze straniere e, seppur il numero dei corsi sia di molto inferiore (5), l’indice di adeguatezza è di uno ogni 71,7 persone.
Il "peggiore" è quello del distretto meratese, dove vivono 10372 stranieri e sono attivi 42 corsi, uno ogni 78,57 persone non italiane.
Questa la tabella nel dettaglio del distretto meratese:
Tra le etnie presenti sul territorio, quelle a frequentare maggiormente i corsi sono le popolazioni africane (Burkina Faso soprattutto) e asiatiche (Cina , India e Bangladesh).
In questa tabella, in cui le etnie sono classificate in ordine di presenza sul territorio, si evince questo dato oltre a quello dei 972 frequentanti dei corsi (per lo più donne), pari al 3,5% della popolazione straniera presente sul territorio.
Nella nostra Provincia c’è uno straniero frequentante i corsi di italiano ogni 28 residenti stranieri.
I corsi si svolgono in egual misura la mattina, il pomeriggio o la sera, per lo più a titolo gratuito o con un costo che non supera i 30 euro, e nel 36% dei casi offrono anche un servizio di baby sitting per le donne con figli. Il 31% di essi è rivolto specificamente ad un pubblico femminile:
I corsi di italiano per stranieri spesso comprendono più livelli, dall’alfabetizzazione all’avanzato,
per meglio rispondere alle esigenze dei frequentanti. Oltre alla semplice preparazione linguistica in molti corsi vengono fatte attività integrative quali preparazione ai test, uso del computer per studio e lavoro e orientamento al lavoro. La maggioranza dei corsi prevede anche lezioni di educazione civica, in ottemperanza alla normativa sull’Accordo di Integrazione.
Più dei 2/3 dei docenti rilevati (162) ha una qualifica da insegnante, mediatore/facilitatore o operatore dei servizi sociali e culturali. I rimanenti si dividono tra coloro che sono ancora studenti universitari e un insieme eterogeneo di altre professioni.
Dai dati sulla situazione lavorativa emerge invece come la quasi totalità dei docenti sia occupata oppure già in pensione. Particolarmente rilevante è l’incidenza sul totale delle ex insegnanti ora in pensione.
Per visualizzare l’elenco completo della proposta dei corsi di italiano per stranieri a livello provinciale clicca qui
Una rete di supporto, a titolo gratuito e non, volta a favorire l’integrazione delle persone che, provenienti da Paesi esteri, vivono e lavorano nel lecchese.
Quella illustrata dal Report a cura del CISeD della Provincia di Lecco (nell’ambito dell’OPI - Osservatorio Provinciale sull’Immigrazione) è una situazione variegata che vede – accanto alla Valsassina dove la presenza di stranieri è inferiore al 3% della popolazione e dunque non vi è necessità di corsi di italiano – una buona proposta formativa.

Il corso per donne straniere di Olginate, che lo scorso anno ha vinto il "premio della bontà"
L’adeguatezza del servizio (rapporto tra indice di disponibilità del corso e numero di cittadini stranieri) è massima soprattutto nei comuni di piccole dimensioni, mentre i grandi centri come Lecco, Merate, Calolziocorte, Casatenovo e Oggiono risultano “penalizzati” nonostante l’elevato numero di corsi a causa della presenza maggiore di stranieri.
In 29 comuni della Provincia di Lecco è presente almeno un corso dedicato agli stranieri che vogliono imparare l’italiano, promossi da Ctp Eda, Caritas, comuni, associazioni:

I corsi attivati in questi paesi non sono riservati ai residenti ma aperti anche agli stranieri che abitano nei comuni vicini. Da qui il report illustra un “indice di disponibilità” di questa opportunità nei vari paesi, che vede Lecco al primo posto (con oltre 20 corsi disponibili) e le situazioni territoriali migliori nelle aree di Merate – Cernusco – Lomagna – Osnago, Mandello – Abbadia – Ballabio, Erve – Vercurago, Garlate – Pescate – Galbiate, Malgrate – Valmadrera.
L’indice di adeguatezza ha l’obiettivo di mettere in relazione il potenziale bisogno di scolarizzazione e integrazione linguistica in un comune con le effettive disponibilità che quel territorio offre. L’indice è semplicemente il quoziente tra il numero di cittadini stranieri residenti in un dato comune e l’indice di disponibilità per quel comune.
Dalla cartina che ne emerge risulta una insufficiente adeguatezza della proposta formativa in Valsassina e dell’alto lago (ad esclusione di Dervio) e nell’area di Costa Masnaga, Nibionno, Bulciago, Garbagnate, Rogeno, Molteno e Bosisio Parini. Come dicevamo, comuni grossi come Lecco, Merate e Casatenovo risultano penalizzati, mentre nel meratese a “spiccare” sono Lomagna, Cernusco, Osnago, Montevecchia, la Valletta e Imbersago. Calco, Olgiate e Brivio si meritano un “buono” in adeguatezza della proposta formativa, mentre Merate, Airuno, Robbiate, Paderno e Verderio raggiungono la sufficienza.

Il distretto lecchese è quello più numeroso per presenza di stranieri, con 13427 presenze e 50 corsi attivi. C’è un corso per stranieri disponibile ogni 69,2 cittadini stranieri.
Il distretto di Bellano presenta 3406 presenze straniere e, seppur il numero dei corsi sia di molto inferiore (5), l’indice di adeguatezza è di uno ogni 71,7 persone.
Il "peggiore" è quello del distretto meratese, dove vivono 10372 stranieri e sono attivi 42 corsi, uno ogni 78,57 persone non italiane.
Questa la tabella nel dettaglio del distretto meratese:

Tra le etnie presenti sul territorio, quelle a frequentare maggiormente i corsi sono le popolazioni africane (Burkina Faso soprattutto) e asiatiche (Cina , India e Bangladesh).
In questa tabella, in cui le etnie sono classificate in ordine di presenza sul territorio, si evince questo dato oltre a quello dei 972 frequentanti dei corsi (per lo più donne), pari al 3,5% della popolazione straniera presente sul territorio.
Nella nostra Provincia c’è uno straniero frequentante i corsi di italiano ogni 28 residenti stranieri.

I corsi si svolgono in egual misura la mattina, il pomeriggio o la sera, per lo più a titolo gratuito o con un costo che non supera i 30 euro, e nel 36% dei casi offrono anche un servizio di baby sitting per le donne con figli. Il 31% di essi è rivolto specificamente ad un pubblico femminile:

I corsi di italiano per stranieri spesso comprendono più livelli, dall’alfabetizzazione all’avanzato,
per meglio rispondere alle esigenze dei frequentanti. Oltre alla semplice preparazione linguistica in molti corsi vengono fatte attività integrative quali preparazione ai test, uso del computer per studio e lavoro e orientamento al lavoro. La maggioranza dei corsi prevede anche lezioni di educazione civica, in ottemperanza alla normativa sull’Accordo di Integrazione.
Più dei 2/3 dei docenti rilevati (162) ha una qualifica da insegnante, mediatore/facilitatore o operatore dei servizi sociali e culturali. I rimanenti si dividono tra coloro che sono ancora studenti universitari e un insieme eterogeneo di altre professioni.
Dai dati sulla situazione lavorativa emerge invece come la quasi totalità dei docenti sia occupata oppure già in pensione. Particolarmente rilevante è l’incidenza sul totale delle ex insegnanti ora in pensione.

Per visualizzare l’elenco completo della proposta dei corsi di italiano per stranieri a livello provinciale clicca qui

























