Garlate: riaperto il Museo della Seta Abegg patrimonio storico e culturale del territorio
Una eccellenza del patrimonio culturale storico non solo lecchese ma italiano ed europeo, un luogo “vivo” che riapre al pubblico dopo 7 anni di chiusura completamente rinnovato, ponte tra la storia e la tradizione dell’industria serica e il futuro dell’utilizzo del prezioso materiale tessile. Quella del Museo della Seta Abegg di Garlate nella mattinata di oggi, sabato 30 novembre, è stata una “inaugurazione” partecipata in cui alla descrizione della riqualificazione dei suoi ambienti e macchinari si è unito il racconto del grande impegno di tutti coloro (Comitato scientifico, amministratori, aziende, volontari) che hanno reso possibile il ritorno in opera di un luogo che sembrava destinato ad essere dimenticato.
La sua rinascita – con due sale espositive dedicate alle diverse fasi della lavorazione della seta, l’esposizione di macchinari unici ristrutturati, una sezione interattiva proiettata al futuro e un laboratorio didattico per gli studenti – è una scommessa vinta grazie ad un lavoro di squadra che il sindaco Giuseppe Conti ha voluto ricordare non senza un pizzico di emozione.
“La Regione ha revocato a questo luogo il titolo di raccolta museale, in questi 2 anni tante persone mi hanno aiutato a credere in questa scommessa” ha spiegato il primo cittadino di fronte a tanti di coloro che hanno reso possibile la riapertura. “Il valore di questo luogo sta proprio nell’impegno corale dei lavoratori e degli imprenditori che ne hanno reso possibile la rinascita. Questo sarà un museo vivo, in cui si riannodano i fili di tante storie di coloro che ci hanno lavorato, che trasmette emozioni ed evoca ricordi. È una occasione di cui il territorio deve tenere conto, la strada è ancora lunga per il recupero dell’intera filiera della filanda. Tra gli obiettivi ci sono anche quelli di un accordo con il Parco Adda Nord per il recupero di un’ala, e di una collaborazione con altri musei. È l’inizio di una nuova storia, ed essere sindaco del paese in cui sorge è per me un privilegio”.
Curatore del museo della seta, da più parti elogiato per il grande impegno con cui ha seguito i lavori di riqualificazione, sarà il dottor Flavio Crippa che ha accompagnato i presenti nella prima visita guidata all’interno del museo. Sarà la cooperativa sociale Liberi Sogni a gestire tutte le attività all’interno della struttura.
L’assessore provinciale Marco Benedetti e Giovanni Codega, presidente della Comunità Montana Lario Orientale e valle San Martino, hanno sottolineato l’importanza del museo per l’intero territorio, quale testimonianza dell’identità e della storia lecchese, nonché della cultura del lavoro che lo ha reso prospero.
Claudio Gamba (dirigente Musei, Biblioteche, Archivi e Soprintendenza Beni Librari presso Regione Lombardia) ha spiegato il grande apporto comunitario che, in un paese piccolo, ha visto coinvolti decine di volontari per la riapertura di un patrimonio unico, che racconta la storia di un mestiere e del territorio su cui sorge.
Salvatore Sutera, a capo del Comitato scientifico che ha seguito passo passo i lavori, ha ricordato come tutto abbia avuto inizio da una situazione disastrosa, in cui una parte dell’ala est era stata venduta al Parco Adda Nord e dove i problemi strutturali non sono stati ancora del tutto risolti. “A partire dal tetto, il museo ha ancora bisogno di aiuto” ha spiegato. “Il filo conduttore è stato quello di conservare il passato, come la pavimentazione antica che era fatta appositamente per assorbire le cariche elettrostatiche, unendolo però ad una chiarezza nuova con pannelli esplicativi e sezioni ben distinte”.
Dalla trattura alla lavorazione della seta, fino alle ultime ricerche scientifiche sul suo utilizzo, ogni sezione è ben definita e fornisce informazioni attraverso pannelli che si alternano ai macchinari, alcuni dei quali funzionanti. Un patrimonio, come spiegato da Aldo Castellano (professore presso il Politecnico di Milano) di assoluta eccellenza che grazie alla forte volontà di chi ha promosso il progetto è divenuto realtà.
Tutte le informazioni su come visitarlo sono reperibili al sito http://www.museosetagarlate.it/
Da sinistra Mattia Morandi, Marco Benedetti, Giovanni Codega, Giuseppe Conti,
Salvatore Sutera, Claudio Gamba, Aldo Castellano
La sua rinascita – con due sale espositive dedicate alle diverse fasi della lavorazione della seta, l’esposizione di macchinari unici ristrutturati, una sezione interattiva proiettata al futuro e un laboratorio didattico per gli studenti – è una scommessa vinta grazie ad un lavoro di squadra che il sindaco Giuseppe Conti ha voluto ricordare non senza un pizzico di emozione.
Il pubblico. In prima fila il Prefetto Antonia Bellomo
“La Regione ha revocato a questo luogo il titolo di raccolta museale, in questi 2 anni tante persone mi hanno aiutato a credere in questa scommessa” ha spiegato il primo cittadino di fronte a tanti di coloro che hanno reso possibile la riapertura. “Il valore di questo luogo sta proprio nell’impegno corale dei lavoratori e degli imprenditori che ne hanno reso possibile la rinascita. Questo sarà un museo vivo, in cui si riannodano i fili di tante storie di coloro che ci hanno lavorato, che trasmette emozioni ed evoca ricordi. È una occasione di cui il territorio deve tenere conto, la strada è ancora lunga per il recupero dell’intera filiera della filanda. Tra gli obiettivi ci sono anche quelli di un accordo con il Parco Adda Nord per il recupero di un’ala, e di una collaborazione con altri musei. È l’inizio di una nuova storia, ed essere sindaco del paese in cui sorge è per me un privilegio”.
Primo a destra il dottor Flavio Crippa, curatore del Museo
Curatore del museo della seta, da più parti elogiato per il grande impegno con cui ha seguito i lavori di riqualificazione, sarà il dottor Flavio Crippa che ha accompagnato i presenti nella prima visita guidata all’interno del museo. Sarà la cooperativa sociale Liberi Sogni a gestire tutte le attività all’interno della struttura.
L’assessore provinciale Marco Benedetti e Giovanni Codega, presidente della Comunità Montana Lario Orientale e valle San Martino, hanno sottolineato l’importanza del museo per l’intero territorio, quale testimonianza dell’identità e della storia lecchese, nonché della cultura del lavoro che lo ha reso prospero.
A sinistra il sindaco strappa il cartello che indicava la chiusura del Museo
Claudio Gamba (dirigente Musei, Biblioteche, Archivi e Soprintendenza Beni Librari presso Regione Lombardia) ha spiegato il grande apporto comunitario che, in un paese piccolo, ha visto coinvolti decine di volontari per la riapertura di un patrimonio unico, che racconta la storia di un mestiere e del territorio su cui sorge.
La sala della trattura
Salvatore Sutera, a capo del Comitato scientifico che ha seguito passo passo i lavori, ha ricordato come tutto abbia avuto inizio da una situazione disastrosa, in cui una parte dell’ala est era stata venduta al Parco Adda Nord e dove i problemi strutturali non sono stati ancora del tutto risolti. “A partire dal tetto, il museo ha ancora bisogno di aiuto” ha spiegato. “Il filo conduttore è stato quello di conservare il passato, come la pavimentazione antica che era fatta appositamente per assorbire le cariche elettrostatiche, unendolo però ad una chiarezza nuova con pannelli esplicativi e sezioni ben distinte”.
La sezione della torcitura
Dalla trattura alla lavorazione della seta, fino alle ultime ricerche scientifiche sul suo utilizzo, ogni sezione è ben definita e fornisce informazioni attraverso pannelli che si alternano ai macchinari, alcuni dei quali funzionanti. Un patrimonio, come spiegato da Aldo Castellano (professore presso il Politecnico di Milano) di assoluta eccellenza che grazie alla forte volontà di chi ha promosso il progetto è divenuto realtà.
Il salone tra passato e futuro
Il professor Edoardo Demo (Università di Vicenza) ha infine ricordato come la lavorazione della seta abbia caratterizzato l’economia italiana fin dal 1500. Un pezzo di quella storia, grazie alla volontà delle istituzioni del territorio e a tanti volontari, è oggi raccontato all’intero del museo della seta garlatese.Tutte le informazioni su come visitarlo sono reperibili al sito http://www.museosetagarlate.it/
Il laboratorio didattico