Cassina: suggestivo ''tour'' nelle corti tra aneddoti storici e abitudini di vita contadina


Nella suggestiva cornice delle corti meratesi del piccolo borgo-frazione di Cassina Fra Martino, domenica 10 novembre si è snodato un itinerario storico che ha riproposto la vita e la civiltà contadina sedimentata in questi luoghi, attraverso un percorso guidato in cui sono state mostrate ai partecipanti vecchie fotografie, filmati e interviste fatte i testimoni di quei tempi.

"A Merate si torna per un giorno nella Brianza contadina": così è stato annunciato l'evento "Estate di San Martino", organizzato nell'ambito del festival della musica e della cultura tradizionale e antica "Voces", promosso da Sviluppo Non Profit, Res Musica-centro ricerca e promozione musicale e realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo, Acel Service, Provincia di Lecco e comune di Merate con il sostegno della Banca della Valsassina.

L'appuntamento meriterebbe un bis per la partecipazione: dalle 11.30 di mattina, infatti, nonostante la pioggerella incessante e le temperatura abbastanza rigida, sono partiti in molti alla volta della passeggiata guidata tra le corti e il torchio storico (curata da "Brig") e in decine si sono riuniti presso la corte dei Patelan dove i cantori di Sartirana e Merate hanno intrattenuto i presenti con canti paesani.

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Il momento è stato curato da Elena Redaelli. Non meno affascinante la performance del cantastorie Raffaele Nobile, che ha narrato la storia di San Martino, il quale ricoprirebbe un posto di spicco nel calendario agricolo e in quello sacro perché segna l'inizio dell'anno liturgico ambrosiano e la scadenza delle affittanze agrarie.


Nel corso dell'evento è stata ripercorsa anche la storia della frazione di Cassina: il nome sembra possa provenire da un frate di nome Martino, verosimilmente della famiglia Vimercati, proprietari di vasti terreni della zona e probabilmente anche titolari del feudo. A Cassina questo frate si sarebbe ritirato per condurre una vita lontana dalla mondanità. Il borgo vanta anche l'antico castello, la chiesa della Beata Vergine Assunta, risalente al XIV secolo, l'osteria, i lavatoi, la pompa dell'acqua in vicolo Cairoli che è ancora funzionante, il vicolo della scalinata e la casa del mugnaio.


La mattinata si è dunque conclusa in sala civica con un'immancabile degustazione di polenta, salumi, formaggi e vino di produzione locale.
S.T.
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