Merate: confermati 14 esuberi, tutti rosa, dell’azienda Diana. L’organico ora sarà di 19 unità nel sito produttivo di Olgiate
Si è chiuso poco prima di mezzogiorno, nella giornata odierna, l’incontro tra la proprietà “Diana”, storica società meratese produttrice di costumi da bagno, fondata nel 1947, Confindustria e i rappresentanti delle sigle sindacali Filctem Cgil e Femca Cisl, nelle firme di Fabio Gerosa e Tiziano Cogliati. Incontro che ha confermato 14 esuberi per altrettante lavoratrici tutte donne che da domani martedì 2 luglio entreranno in mobilità. Per loro i sindacalisti hanno ottenuto un “piano di rientro” degli stipendi arretrati nonché la rateizzazione del Tfr con l’impegno da parte della società “se le cose riprenderanno ad andare un po’ meglio, di rivedere il numero delle rate, diminuendole ovviamente in favore dei lavoratori” come ha spiegato Cogliati.
Questa sera, la commissione urbanista del comune di Merate, quale terzo punto dell'ordine del giorno, discuterà invece la bozza della proposta di intervento di completamento AC2 riferito all’area dell’ex stabilimento di via Statale, dismesso e pronto a essere trasformato in area residenziale.
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La sede storica di Merate
Per le maestranze, i primi problemi erano cominciati già nel 2006 con l’attivazione per alcuni di loro della prima mobilità, per effetto anche della politica di delocalizzazione della produzione avviata dalla Diana, azienda che “veste” campioni internazionali impegnati nel nuoto. “In quattro anni – prosegue Cogliati – sono stati attivate la cassa integrazione ordinaria, i contratti di solidarietà, la cassa straordinaria e ora la mobilità”. A scomputo dunque dei 14 esuberi ufficializzati quest’oggi, “l’organico aziendale scende ora a 19 unità. Abbiamo comunque ottenuto il mantenimento nel sito produttivo di Olgiate della realizzazione dei costumi tecnici”.Questa sera, la commissione urbanista del comune di Merate, quale terzo punto dell'ordine del giorno, discuterà invece la bozza della proposta di intervento di completamento AC2 riferito all’area dell’ex stabilimento di via Statale, dismesso e pronto a essere trasformato in area residenziale.
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A. M.
























