Merate: nasce il progetto del CubEdAM, l'arte è itinerante


Il primo "cubo" è sorto a Merate in uno spazio privato bene visibile per chi transita in Viale Verdi, ma il progetto mira ad espandersi in altri comuni della provincia lecchese (Imbersago potrebbe essere il prossimo candidato) e non solo. Si tratta del "CubEdAM", un "centro espositivo d'arte moderna" situato in uno spazio "on the road" dove gli artisti possono esporre gratuitamente le loro opere. Lo scopo del progetto è quello di dare spazio e visibilità agli artisti emergenti cercando di far conoscere l'arte in un modo alternativo. "Noi vorremmo che sia l'arte a muoversi e non il pubblico" ha spiegato Maria Crippa, studentessa d'arte. "Questa idea potrebbe dare visibilità a tutti quegli artisti che non riescono a far conoscere come vorrebbero le loro opere. Vorremmo creare lungo le strade di forte percorrenza dei cubi all'interno dei quali allestire una piccola mostra. La maggior parte della gente non ha tempo ne' voglia di avvicinarsi all'arte e questo è uno sbaglio. La vita di oggi è sempre più frenetica e non si apprezzano i piccoli gesti o le cose che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Tre sono i cubi in progetto, uno realizzato in legno, uno in plastica e uno in ferro; ma non è detto che se questa iniziativa dovesse rivelarsi un successo altri cubi saranno ideati e allestiti in giro per la Brianza. Ora non ci resta che altri privati si facciano avanti per potere mettere in mostra la nostra arte". L'idea del CubEdAM è nata grazie a Riccardo Mandelli, che ha messo a disposizione per primo parte del suo giardino a Merate per la prima installazione. L'idea di utilizzare spazi privati vuole anche essere una forma di salvaguardia delle opere contro atti di vandalismo. Per Andrea Gaspari, uno dei più noti scultori di fama nazionale trapiantato da anni a Paderno d'Adda, il progetto CubEdAM è un toccasana per tutti quegli artisti che non trovano spazio nella dura legge delle gallerie d'arte. Dare uno spazio gratuito, anche se piccolo, per un artista ancora sconosciuto potrebbe essere una piccola ma interessante finestra nel mondo. Fino a metà febbraio sarà presente all'interno del CubEdAm un'opera di Elia intitolata "The Last Hunger", scultura realizzata interamente in legno d'abete intarsiato e dipinto con colori vinilici. Si tratta di una anatomia rivisionata con colori brillanti in modo tale che l'organismo riesca a digerire qualsiasi forma d'arte. Sul sito internet http://digilander.libero.it/cubedam oltre che ammirare le fotografie delle opere allestite è stato realizzato anche uno spazio dedicato agli artisti in modo tale che le persone amanti d'arte possono conoscere tutti quelli che hanno aderito al "CubEdAM", e se vorranno anche acquistare le loro opere.
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