Lomagna: 4 novembre, generare pace e unità nel caos
Una comunità unita nel ricordo dei caduti e nell’affermazione tenace dei valori della pace. Così Lomagna ha celebrato la ricorrenza del 4 Novembre, Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, in una cerimonia ricca di significato, partecipazione e momenti di profonda riflessione intergenerazionale.


Terminata la Messa celebrata da don Andrea Restelli, un lungo corteo, guidato dalla Polizia Locale e dal Corpo Musicale Osnago-Lomagna, si è diretto al monumento dei caduti. Presenti, oltre all'Amministrazione, gli Alpini, la Protezione Civile, l'Arma dei Carabinieri con il Luogotenente Christian Cucciniello, le classi quinte della scuola primaria A. Volta, i rappresentanti delle associazioni, il Centro Diurno Integrato “Corte Busca” e tanti cittadini.
Dopo l'intonazione dell'inno d'Italia da parte di Rosanna Usuelli e la deposizione della corona d'alloro, il primo a prendere la parola è stato Michele Carozzi, in rappresentanza del gruppo Alpini. “Ricordiamo chi, rispondendo al richiamo del dovere, ha sacrificato la vita per la patria, da loro prendiamo insegnamento", ha proclamando l'Alpino, sottolineando come il 4 Novembre dovrebbe tornare a ottenere il rango di festività nazionale. Un pensiero commosso è stato rivolto anche ai militari caduti nelle missioni di pace, come nell'incidente aereo in Bosnia.


Il discorso della sindaco Cristina Citterio ha tracciato un ponte tra le Grandi Guerre del passato e la complessa realtà dell'oggi, ricordando con amarezza quei "caduti che oggi non abbiamo ancora imparato a smettere di pagare". Il primo cittadino ha evidenziato il ruolo cruciale delle Forze Armate, chiamate non solo alla difesa e alla tutela del diritto internazionale, ma anche a un "presidio territoriale constante" capace di affrontare "conflitti sociali, fragilità domestiche ed emergenze ambientali" con attività di vicinanza, accompagnamento e solidarietà.


Riprendendo un passaggio del discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Citterio ha richiamato l'attenzione sui rischi delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale quando diventano strumenti volti a provocare violenza. Di fronte a uno scenario globale in cui "i conflitti si duplicano, prevale la prepotenza del denaro, manca la risposta ai bisogni sociali, e prevalgono l'individualismo e un nazionalismo cieco", disvalori che rischiano di togliere senso all'impegno collettivo, la risposta deve essere il rinnovamento. "Il processo attraverso cui qualcuno o qualcosa viene trasformato, ammodernato, rinnovando l'adesione ai valori costituzionali che guidano e fondano il nostro vivere e che mostrano la via dell'unità, della coesione sociale e della solidarietà anche delle piccole cose, senza cedere alla paura di ciò che non capiamo o che non riusciamo a controllare".


Nonostante l'instabilità emotiva e la crescente complessità del nostro tempo, il messaggio è stato chiaro: “occorre conservare l'anelito di pace che resiste, si rinnova e chiede di non arrendersi, trovando nuove strade e nuovi strumenti". In questo senso, "dimostrare supporto alle Forze Armate significa generare unità nella frammentarietà".
Ampio spazio è stato dedicato alle nuove generazioni, vera linfa della comunità. Lisa Broggi, nuova presidente del Consiglio dei ragazzi e delle ragazze è intervenuta per sottolineare l'importanza dell'azione concreta dei giovani per preservare il loro futuro. A concludere la cerimonia alcune riflessioni degli alunni delle classi V della scuola primaria, che si sono esibiti nei brani “La ballata del soldato” e “Il vecchio e il bambino”.


Terminata la Messa celebrata da don Andrea Restelli, un lungo corteo, guidato dalla Polizia Locale e dal Corpo Musicale Osnago-Lomagna, si è diretto al monumento dei caduti. Presenti, oltre all'Amministrazione, gli Alpini, la Protezione Civile, l'Arma dei Carabinieri con il Luogotenente Christian Cucciniello, le classi quinte della scuola primaria A. Volta, i rappresentanti delle associazioni, il Centro Diurno Integrato “Corte Busca” e tanti cittadini.
Dopo l'intonazione dell'inno d'Italia da parte di Rosanna Usuelli e la deposizione della corona d'alloro, il primo a prendere la parola è stato Michele Carozzi, in rappresentanza del gruppo Alpini. “Ricordiamo chi, rispondendo al richiamo del dovere, ha sacrificato la vita per la patria, da loro prendiamo insegnamento", ha proclamando l'Alpino, sottolineando come il 4 Novembre dovrebbe tornare a ottenere il rango di festività nazionale. Un pensiero commosso è stato rivolto anche ai militari caduti nelle missioni di pace, come nell'incidente aereo in Bosnia.


Il discorso della sindaco Cristina Citterio ha tracciato un ponte tra le Grandi Guerre del passato e la complessa realtà dell'oggi, ricordando con amarezza quei "caduti che oggi non abbiamo ancora imparato a smettere di pagare". Il primo cittadino ha evidenziato il ruolo cruciale delle Forze Armate, chiamate non solo alla difesa e alla tutela del diritto internazionale, ma anche a un "presidio territoriale constante" capace di affrontare "conflitti sociali, fragilità domestiche ed emergenze ambientali" con attività di vicinanza, accompagnamento e solidarietà.


Riprendendo un passaggio del discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Citterio ha richiamato l'attenzione sui rischi delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale quando diventano strumenti volti a provocare violenza. Di fronte a uno scenario globale in cui "i conflitti si duplicano, prevale la prepotenza del denaro, manca la risposta ai bisogni sociali, e prevalgono l'individualismo e un nazionalismo cieco", disvalori che rischiano di togliere senso all'impegno collettivo, la risposta deve essere il rinnovamento. "Il processo attraverso cui qualcuno o qualcosa viene trasformato, ammodernato, rinnovando l'adesione ai valori costituzionali che guidano e fondano il nostro vivere e che mostrano la via dell'unità, della coesione sociale e della solidarietà anche delle piccole cose, senza cedere alla paura di ciò che non capiamo o che non riusciamo a controllare".


Nonostante l'instabilità emotiva e la crescente complessità del nostro tempo, il messaggio è stato chiaro: “occorre conservare l'anelito di pace che resiste, si rinnova e chiede di non arrendersi, trovando nuove strade e nuovi strumenti". In questo senso, "dimostrare supporto alle Forze Armate significa generare unità nella frammentarietà".
I.Bi.
























