Brivio: grande cerimonia con gli studenti per il IV Novembre
Una mattinata di commemorazione, memoria e riflessione, con un messaggio di fiducia rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Nella giornata di domenica 8 novembre, Brivio ha celebrato la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate con una cerimonia che ha attraversato alcuni dei luoghi simbolo del paese, rendendo omaggio a quanti hanno sacrificato la propria vita il Paese.


Alla manifestazione hanno preso parte il sindaco Federico Airoldi e diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale, don Ottavio Villa, il comandante della Polizia locale Alberto Maggioni, una rappresentanza dei Carabinieri, gli Alpini del gruppo di Brivio, i rappresentanti dell’Avis, dell’associazione Nazionale Marinai d'Italia e dell'associazione Nazionale Carabinieri in congedo. Numerosa anche la partecipazione dei cittadini, tra cui gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, accompagnati dalla professoressa Emanuela Casati. Ad accompagnare musicalmente i diversi momenti della commemorazione è stato il Corpo Musicale Giulia Recli di Brivio.


Le celebrazioni hanno preso il via alle 10 presso il monumento ai Caduti di via Como, nei pressi della Rsa Frigerio, dove si sono svolti l'alzabandiera, la deposizione di una corona d'alloro da parte degli Alpini e gli onori ai Caduti. Da qui è partito il corteo che ha raggiunto il palazzo municipale, dove è stata deposta una seconda corona al monumento ai Caduti, questa volta a cura dell'Associazione Nazionale Carabinieri in congedo.
La commemorazione è quindi proseguita lungo le vie del centro fino al lungofiume, dove, presso il cippo dedicato ai Marinai in lung'Adda Monfalcone, è stata deposta una terza corona d'alloro da parte dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia. Proprio qui si è tenuto il momento più significativo della mattinata, con gli interventi istituzionali e il contributo degli studenti.


A prendere la parola è stato il sindaco Federico Airoldi, che ha voluto innanzitutto ricordare il significato storico del IV Novembre, anniversario della conclusione della Prima guerra mondiale per l'Italia, e il sacrificio di coloro che persero la vita durante il conflitto.

“I nomi riportati sui nostri monumenti appartengono a persone che hanno vissuto nelle nostre comunità, che avevano famiglie, affetti e progetti per il loro futuro. Molti di loro erano giovani, poco più che ragazzi, chiamati ad affrontare una guerra che ha segnato profondamente la storia dell'Italia e dell'Europa intera. Il loro sacrificio rappresenta una parte della nostra storia che abbiamo il dovere di conoscere e tramandare alle nuove generazioni”, ha sottolineato il primo cittadino.

Airoldi ha quindi richiamato l'attenzione su un'altra importante ricorrenza del 2026, l'ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana, ricordando come il Paese abbia attraversato otto decenni di crescita e sviluppo, nonostante le difficoltà. Un lungo periodo durante il quale la pace è stata spesso considerata una condizione ormai acquisita, mentre gli attuali scenari internazionali dimostrano quanto gli equilibri possano essere fragili.


“La situazione internazionale che stiamo vivendo, con le guerre e le tensioni che interessano diverse parti del mondo, ci ricorda quanto questi equilibri siano fragili e quanto sia importante continuare a diffondere i valori della pace, della libertà e della democrazia”, ha osservato il sindaco.
Il cuore del suo intervento è stato però dedicato ai giovani, ai quali Airoldi ha voluto trasmettere un messaggio di speranza, invitando gli adulti a non alimentare soltanto timori e preoccupazioni per il futuro.
“I ragazzi di oggi stanno crescendo in un periodo complesso, nel quale si parla frequentemente di guerre, crisi e incertezze. Sono problemi reali che non possiamo ignorare, ma credo che noi adulti abbiamo anche la responsabilità di non trasmettere alle nuove generazioni soltanto le nostre preoccupazioni”, ha spiegato il primo cittadino, ricordando le opportunità offerte oggi dalla conoscenza, dalla tecnologia e dalla possibilità di confrontarsi con il mondo.


Un invito accompagnato da un richiamo alle responsabilità degli adulti e delle istituzioni, chiamati a creare le condizioni affinché le nuove generazioni possano sviluppare le proprie capacità e costruire il proprio percorso.
Il sindaco ha infine rivolto un ringraziamento alle donne e agli uomini delle Forze Armate per il servizio svolto a tutela della sicurezza del Paese e delle istituzioni, concludendo con un ultimo pensiero dedicato alla memoria.

“Il modo migliore per onorare chi ci ha preceduto è quello di non considerare scontate la pace e la libertà che abbiamo ricevuto, ma di impegnarci per conservarle e trasmetterle a chi verrà dopo di noi. Il mio augurio, soprattutto ai più giovani, è che possano guardare al futuro con fiducia, conoscendo e rispettando la nostra storia, ma avendo anche il coraggio di costruirne una nuova”. Quindi la conclusione: “Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l’Italia”.

Particolarmente significativo è stato anche il contributo degli studenti delle classi terze della scuola secondaria, che hanno partecipato attivamente alla commemorazione proponendo la lettura di alcune poesie di Giuseppe Ungaretti dedicate all'esperienza della guerra. I ragazzi hanno inoltre letto l'articolo 11 della Costituzione italiana, quello che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Un momento che ha unito il ricordo delle tragedie del passato ai principi sui quali si fonda la Repubblica, dando voce proprio a quelle nuove generazioni alle quali il sindaco aveva rivolto il proprio messaggio.

Il suo intervento si è poi concentrato sull'attualità e sull'importanza strategica del mare per l'Italia, sia per la protezione delle infrastrutture sottomarine, fondamentali per le telecomunicazioni e l'approvvigionamento energetico, sia per la sicurezza delle rotte commerciali. Ciminago ha ricordato le missioni internazionali nelle quali è impegnata la Marina Militare, anche in aree particolarmente delicate dal punto di vista geopolitico, evidenziando la necessità di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e dei cittadini verso la dimensione marittima del Paese. Infine, ha rivolto un ringraziamento agli equipaggi, uomini e donne che trascorrono lunghi periodi lontano dalle proprie famiglie, impegnati in missioni in mari spesso ostili, concludendo con un “Viva la Marina Militare, viva le Forze Armate italiane”.

Terminate le celebrazioni sul lungofiume, il corteo, sempre accompagnato dalle note del Corpo Musicale Giulia Recli, ha ripreso il proprio cammino in direzione della chiesa parrocchiale, dove alle 11 è stata celebrata la Santa Messa, a conclusione della mattinata dedicata alla memoria dei Caduti e ai valori dell'unità nazionale.


Alla manifestazione hanno preso parte il sindaco Federico Airoldi e diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale, don Ottavio Villa, il comandante della Polizia locale Alberto Maggioni, una rappresentanza dei Carabinieri, gli Alpini del gruppo di Brivio, i rappresentanti dell’Avis, dell’associazione Nazionale Marinai d'Italia e dell'associazione Nazionale Carabinieri in congedo. Numerosa anche la partecipazione dei cittadini, tra cui gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, accompagnati dalla professoressa Emanuela Casati. Ad accompagnare musicalmente i diversi momenti della commemorazione è stato il Corpo Musicale Giulia Recli di Brivio.


Le celebrazioni hanno preso il via alle 10 presso il monumento ai Caduti di via Como, nei pressi della Rsa Frigerio, dove si sono svolti l'alzabandiera, la deposizione di una corona d'alloro da parte degli Alpini e gli onori ai Caduti. Da qui è partito il corteo che ha raggiunto il palazzo municipale, dove è stata deposta una seconda corona al monumento ai Caduti, questa volta a cura dell'Associazione Nazionale Carabinieri in congedo.
La commemorazione è quindi proseguita lungo le vie del centro fino al lungofiume, dove, presso il cippo dedicato ai Marinai in lung'Adda Monfalcone, è stata deposta una terza corona d'alloro da parte dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia. Proprio qui si è tenuto il momento più significativo della mattinata, con gli interventi istituzionali e il contributo degli studenti.


A prendere la parola è stato il sindaco Federico Airoldi, che ha voluto innanzitutto ricordare il significato storico del IV Novembre, anniversario della conclusione della Prima guerra mondiale per l'Italia, e il sacrificio di coloro che persero la vita durante il conflitto.

“I nomi riportati sui nostri monumenti appartengono a persone che hanno vissuto nelle nostre comunità, che avevano famiglie, affetti e progetti per il loro futuro. Molti di loro erano giovani, poco più che ragazzi, chiamati ad affrontare una guerra che ha segnato profondamente la storia dell'Italia e dell'Europa intera. Il loro sacrificio rappresenta una parte della nostra storia che abbiamo il dovere di conoscere e tramandare alle nuove generazioni”, ha sottolineato il primo cittadino.

Airoldi ha quindi richiamato l'attenzione su un'altra importante ricorrenza del 2026, l'ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana, ricordando come il Paese abbia attraversato otto decenni di crescita e sviluppo, nonostante le difficoltà. Un lungo periodo durante il quale la pace è stata spesso considerata una condizione ormai acquisita, mentre gli attuali scenari internazionali dimostrano quanto gli equilibri possano essere fragili.


“La situazione internazionale che stiamo vivendo, con le guerre e le tensioni che interessano diverse parti del mondo, ci ricorda quanto questi equilibri siano fragili e quanto sia importante continuare a diffondere i valori della pace, della libertà e della democrazia”, ha osservato il sindaco.
Il cuore del suo intervento è stato però dedicato ai giovani, ai quali Airoldi ha voluto trasmettere un messaggio di speranza, invitando gli adulti a non alimentare soltanto timori e preoccupazioni per il futuro.
“I ragazzi di oggi stanno crescendo in un periodo complesso, nel quale si parla frequentemente di guerre, crisi e incertezze. Sono problemi reali che non possiamo ignorare, ma credo che noi adulti abbiamo anche la responsabilità di non trasmettere alle nuove generazioni soltanto le nostre preoccupazioni”, ha spiegato il primo cittadino, ricordando le opportunità offerte oggi dalla conoscenza, dalla tecnologia e dalla possibilità di confrontarsi con il mondo.


Il sindaco Federico Airoldi
“Ai ragazzi presenti oggi vorrei dire di non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà che vedono intorno a loro, di continuare a coltivare le proprie aspirazioni e di avere fiducia nelle proprie capacità. Il futuro sarà certamente diverso da quello che abbiamo conosciuto noi, ma non per questo dobbiamo immaginarlo peggiore”.Un invito accompagnato da un richiamo alle responsabilità degli adulti e delle istituzioni, chiamati a creare le condizioni affinché le nuove generazioni possano sviluppare le proprie capacità e costruire il proprio percorso.
Il sindaco ha infine rivolto un ringraziamento alle donne e agli uomini delle Forze Armate per il servizio svolto a tutela della sicurezza del Paese e delle istituzioni, concludendo con un ultimo pensiero dedicato alla memoria.

“Il modo migliore per onorare chi ci ha preceduto è quello di non considerare scontate la pace e la libertà che abbiamo ricevuto, ma di impegnarci per conservarle e trasmetterle a chi verrà dopo di noi. Il mio augurio, soprattutto ai più giovani, è che possano guardare al futuro con fiducia, conoscendo e rispettando la nostra storia, ma avendo anche il coraggio di costruirne una nuova”. Quindi la conclusione: “Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l’Italia”.

Particolarmente significativo è stato anche il contributo degli studenti delle classi terze della scuola secondaria, che hanno partecipato attivamente alla commemorazione proponendo la lettura di alcune poesie di Giuseppe Ungaretti dedicate all'esperienza della guerra. I ragazzi hanno inoltre letto l'articolo 11 della Costituzione italiana, quello che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Un momento che ha unito il ricordo delle tragedie del passato ai principi sui quali si fonda la Repubblica, dando voce proprio a quelle nuove generazioni alle quali il sindaco aveva rivolto il proprio messaggio.

Pierluigi Ciminago
Nel corso della cerimonia è intervenuto anche Pierluigi Ciminago, dell'associazione Nazionale Marinai d'Italia, che ha ripercorso le origini della Marina Militare italiana, ricordando come la sua nascita sia strettamente legata al processo di unificazione nazionale. Citando le parole pronunciate da Camillo Benso conte di Cavour nel 1860, Ciminago ha ricordato l'importanza attribuita già allora allo sviluppo delle risorse navali di un Paese affacciato sul Mediterraneo. Ha quindi richiamato il ruolo fondamentale svolto dalla Marina durante la Prima guerra mondiale, sottolineandone il contributo alla vittoria italiana.Il suo intervento si è poi concentrato sull'attualità e sull'importanza strategica del mare per l'Italia, sia per la protezione delle infrastrutture sottomarine, fondamentali per le telecomunicazioni e l'approvvigionamento energetico, sia per la sicurezza delle rotte commerciali. Ciminago ha ricordato le missioni internazionali nelle quali è impegnata la Marina Militare, anche in aree particolarmente delicate dal punto di vista geopolitico, evidenziando la necessità di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e dei cittadini verso la dimensione marittima del Paese. Infine, ha rivolto un ringraziamento agli equipaggi, uomini e donne che trascorrono lunghi periodi lontano dalle proprie famiglie, impegnati in missioni in mari spesso ostili, concludendo con un “Viva la Marina Militare, viva le Forze Armate italiane”.

Terminate le celebrazioni sul lungofiume, il corteo, sempre accompagnato dalle note del Corpo Musicale Giulia Recli, ha ripreso il proprio cammino in direzione della chiesa parrocchiale, dove alle 11 è stata celebrata la Santa Messa, a conclusione della mattinata dedicata alla memoria dei Caduti e ai valori dell'unità nazionale.
E.Ma.

























