Cernusco: impossibile fermare la GDO
Articolo: Cernusco: risposta a Conrater con numeri
Gentile signor Mario,
ho letto la sua lunga lettera al signor Conrater e mi permetta una premessa: non voglio fare l'avvocato difensore di nessuno. Ma dare a Conrater la colpa di quello che è successo con l'Esselunga di Cernusco Lombardone mi sembra semplicemente scorretto. E le spiego perché. Lei cita numeri veri, e nessuno li contesta. Il problema è che quei numeri dimostrano esattamente il contrario di quello che lei vuole dimostrare. Dimostrano che la Grande Distribuzione non è un'invenzione di Conrater, né di Cernusco, né tantomeno dell'Italia. È un fenomeno mondiale, consolidato da oltre 50 anni, in tutti i paesi occidentali. Dai supermercati americani ai discount tedeschi, dai centri commerciali francesi alle piattaforme online. Pretendere che un sindaco di un piccolo paese della Brianza potesse fermare da solo un processo globale è come pretendere che un sindaco possa fermare la pioggia con un ombrello. Si poteva gestire l'impatto, non cancellare la storia. Secondo punto: se i piccoli negozi chiudono, fa parte delle dinamiche del mercato, giuste o sbagliate che siano. Lei stesso lo ammette, quasi di sfuggita, quando cita l'e-commerce cresciuto del 187%, gli affitti, i costi, le abitudini cambiate. E allora perché scaricare tutto sulle spalle di un ex sindaco? I negozi chiudono perché la gente compra online alle 23 di sera dal divano, perché non ci sono più ricambi generazionali, perché un giovane oggi preferisce un lavoro dipendente con ferie pagate piuttosto che aprire una bottega alle 6 di mattina e chiuderla alle 20. Chiudono perché i consumatori, tutti noi, abbiamo scelto comodità e prezzo. E il consumatore, caro signor Mario, è sovrano. Lei può fare tutta la morale che vuole sulla ricchezza che resta sul territorio, ma poi è il cliente che decide dove spendere i suoi 100 euro. Non è Conrater a costringerlo ad andare all'Esselunga. In conclusione, signor Mario: lei se la canta e se la suona. I dati che lei snocciola indicano un trend nazionale, se non una tendenza mondiale. Non sono il frutto di una decisione amministrativa locale. Si può non essere d'accordo. Ma non è colpa di Conrater se il mondo è andato in quella direzione.
Cordialità
Gentile signor Mario,
ho letto la sua lunga lettera al signor Conrater e mi permetta una premessa: non voglio fare l'avvocato difensore di nessuno. Ma dare a Conrater la colpa di quello che è successo con l'Esselunga di Cernusco Lombardone mi sembra semplicemente scorretto. E le spiego perché. Lei cita numeri veri, e nessuno li contesta. Il problema è che quei numeri dimostrano esattamente il contrario di quello che lei vuole dimostrare. Dimostrano che la Grande Distribuzione non è un'invenzione di Conrater, né di Cernusco, né tantomeno dell'Italia. È un fenomeno mondiale, consolidato da oltre 50 anni, in tutti i paesi occidentali. Dai supermercati americani ai discount tedeschi, dai centri commerciali francesi alle piattaforme online. Pretendere che un sindaco di un piccolo paese della Brianza potesse fermare da solo un processo globale è come pretendere che un sindaco possa fermare la pioggia con un ombrello. Si poteva gestire l'impatto, non cancellare la storia. Secondo punto: se i piccoli negozi chiudono, fa parte delle dinamiche del mercato, giuste o sbagliate che siano. Lei stesso lo ammette, quasi di sfuggita, quando cita l'e-commerce cresciuto del 187%, gli affitti, i costi, le abitudini cambiate. E allora perché scaricare tutto sulle spalle di un ex sindaco? I negozi chiudono perché la gente compra online alle 23 di sera dal divano, perché non ci sono più ricambi generazionali, perché un giovane oggi preferisce un lavoro dipendente con ferie pagate piuttosto che aprire una bottega alle 6 di mattina e chiuderla alle 20. Chiudono perché i consumatori, tutti noi, abbiamo scelto comodità e prezzo. E il consumatore, caro signor Mario, è sovrano. Lei può fare tutta la morale che vuole sulla ricchezza che resta sul territorio, ma poi è il cliente che decide dove spendere i suoi 100 euro. Non è Conrater a costringerlo ad andare all'Esselunga. In conclusione, signor Mario: lei se la canta e se la suona. I dati che lei snocciola indicano un trend nazionale, se non una tendenza mondiale. Non sono il frutto di una decisione amministrativa locale. Si può non essere d'accordo. Ma non è colpa di Conrater se il mondo è andato in quella direzione.
Cordialità
Sandro
























