Montevecchia: solita edilizia
Con tutto il rispetto per la cultura, per i libri e per le biblioteche. Ma siamo nel 2026, nell'era dell'intelligenza artificiale, della rivoluzione digitale e di un mondo che cambia a una velocità impressionante.
Nel frattempo, le famiglie devono affrontare bollette sempre più pesanti, carburante costoso e un costo della vita che mette in difficoltà tanti cittadini.
E il Comune cosa mette al centro del futuro? Ancora un progetto edilizio!
Si parla addirittura di ampliare l'edificio esistente oppure demolirlo e ricostruirlo.
Ma basta con questa edilizia! Possibile che ogni volta che si parla di futuro la risposta debba essere costruire, ampliare, demolire e ricostruire?
E soprattutto, mi viene spontanea una domanda: perché si torna sempre al cemento e agli interventi edilizi? Perché proprio questa strada?
Sarebbe interessante conoscere nel dettaglio costi, finanziamenti, criteri di scelta, eventuali incarichi e benefici concreti per la cittadinanza. Quando si utilizzano risorse pubbliche, la trasparenza non dovrebbe mai essere un optional.
E attenzione: non sto dicendo che la cultura non serva. Sto dicendo che forse è arrivato il momento di cambiare mentalità!
Perché non investire in intelligenza artificiale, formazione digitale, opportunità per i giovani, servizi alle famiglie e iniziative che possano migliorare concretamente la vita delle persone?
La cultura del futuro non si misura necessariamente in metri quadrati di nuovi edifici.
Amministrare significa avere una visione, non continuare a ragionare soltanto in termini di opere e cantieri.
E allora la domanda finale è semplice: stiamo davvero investendo nel futuro dei cittadini oppure continuiamo a pensare che il futuro si costruisca sempre e soltanto con il cemento?
Perché, francamente, a forza di sentir parlare di edilizia, viene voglia di chiedere: chi ci guadagna davvero da queste scelte?
Con tutto il rispetto, ma dai... non scherziamo!
Nel frattempo, le famiglie devono affrontare bollette sempre più pesanti, carburante costoso e un costo della vita che mette in difficoltà tanti cittadini.
E il Comune cosa mette al centro del futuro? Ancora un progetto edilizio!
Si parla addirittura di ampliare l'edificio esistente oppure demolirlo e ricostruirlo.
Ma basta con questa edilizia! Possibile che ogni volta che si parla di futuro la risposta debba essere costruire, ampliare, demolire e ricostruire?
E soprattutto, mi viene spontanea una domanda: perché si torna sempre al cemento e agli interventi edilizi? Perché proprio questa strada?
Sarebbe interessante conoscere nel dettaglio costi, finanziamenti, criteri di scelta, eventuali incarichi e benefici concreti per la cittadinanza. Quando si utilizzano risorse pubbliche, la trasparenza non dovrebbe mai essere un optional.
E attenzione: non sto dicendo che la cultura non serva. Sto dicendo che forse è arrivato il momento di cambiare mentalità!
Perché non investire in intelligenza artificiale, formazione digitale, opportunità per i giovani, servizi alle famiglie e iniziative che possano migliorare concretamente la vita delle persone?
La cultura del futuro non si misura necessariamente in metri quadrati di nuovi edifici.
Amministrare significa avere una visione, non continuare a ragionare soltanto in termini di opere e cantieri.
E allora la domanda finale è semplice: stiamo davvero investendo nel futuro dei cittadini oppure continuiamo a pensare che il futuro si costruisca sempre e soltanto con il cemento?
Perché, francamente, a forza di sentir parlare di edilizia, viene voglia di chiedere: chi ci guadagna davvero da queste scelte?
Con tutto il rispetto, ma dai... non scherziamo!
Pietro
























