Verderio: sala gremita per il libro sugli uomini del '900, opera di Giulio Oggioni

Il salone gremito dell'oratorio di Verderio ex Superiore ha fatto da cornice alla presentazione del volume "Verderio, i nostri uomini protagonisti del '900", ultima fatica letteraria e storica firmata dal cittadino Giulio Oggioni. L'opera rappresenta il naturale completamento del percorso iniziato nel 2023 con la pubblicazione dedicata alle donne verderesi: questa volta l'autore si è preso l'impegno di raccogliere e catalogare le biografie di ben 600 uomini che hanno segnato il secolo scorso sul territorio.
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Un lavoro imponente, frutto di tre anni di intense ricerche condotte insieme a una rete di preziosi collaboratori, soprattutto Giorgio Oggioni, pubblicato grazie al fondamentale supporto del Comune e della Pro Loco. Per Oggioni si tratta di un vero e proprio progetto di vita dedicato al paese, che va a coronare una monumentale opera storica composta complessivamente da 12 volumi principali e altri sei approfondimenti. Il sindaco Danilo Villa ha espresso un ringraziamento personale e profondo all'autore, particolarmente sentito anche per motivi familiari, dato che il libro ripercorre anche le vicende di suo padre. Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato il valore socio-culturale della memoria in un'epoca di rapide trasformazioni. Ha ricordato come Verderio sia un paese cambiato profondamente e come uno dei rischi principali di questo cambiamento sia l'anonimato. I libri servono ancora in una società in continua evoluzione perché ricordano da dove si viene, un passaggio indispensabile per costruire il futuro attingendo alle migliori attitudini della comunità.
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Danilo Villa, Giorgio Oggioni, Giulio Oggioni

Il sindaco ha poi tracciato un parallelismo letterario, citando James Joyce per la dignità dello sguardo e l'attenzione alla quotidianità che accumunano lo scrittore irlandese al lavoro di Oggioni. Richiamando la celebre massima secondo cui “raccontando bene una città si finisce per raccontare il mondo”, Villa ha evidenziato come nelle pagine del libro di Oggioni, contadini, operai, artigiani e sacerdoti si ritrovino ritratti con la medesima dignità. Le loro vicende, colte nei momenti più spontanei, compongono un microcosmo locale capace di farsi portatore di valori universali, virtù e fatiche condivise.
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Il volume si articola in nove capitoli ben definiti, ha spiegato Oggioni. Nel primo capitolo l'autore restituisce la parola alla gente comune, ovvero a circa 150 personaggi emersi dalla normalità della vita contadina di un tempo. Tra questi spiccano figure uniche ed eccentriche come Pirovano Diamante, noto in paese per le sue previsioni del tempo, Ambrogio Conti detto "Businett", celebre combinatore di matrimoni, e persino l'esperienza della formazione musicale dei "Cleptomani". La narrazione prosegue nel secondo capitolo accendendo i riflettori su oltre 70 tra artigiani, commercianti e imprenditori che nel dopoguerra hanno guidato lo sviluppo lavorativo del territorio. Si spazia dall'espansione delle imprese edilizie alla storica trebbiatrice dei fratelli Sala, tra cui figurava il geniale Pietro, fino ad arrivare all'avventura editoriale di Ponzoni, terzo editore in Italia a pubblicare un settimanale televisivo tra il 1960 e il 1980.
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Il terzo capitolo si concentra sul tema della sanità e del volontariato locale, rendendo omaggio all'unico medico condotto dell'epoca, il dottor Fedele Arnaldo Zamparelli. Arrivato a Verderio da Napoli nel 1937, il giovane medico dovette inizialmente superare l'ostacolo del dialetto, spostandosi per le visite prima in bicicletta e successivamente a bordo di una Fiat 600. La dimensione amministrativa e politica trova spazio nel quarto capitolo dove, grazie alle interviste curate da Marco Bartesaghi, vengono ripercorsi i profili dei sindaci e dei dipendenti di entrambi i Comuni di allora. Vengono ricordati Ferdinando e Gianfranco Gnecchi Ruscone, i due sindaci del 1945, Armando Villa, impegnato come primo cittadino per ben 40 anni, Alessandro Origo e due figure popolari indimenticabili come Tarcisio Sala, presenzialista instancabile, e l'agente di polizia Andrea Origo .
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Le figure spirituali e padronali animano invece la parte centrale dell'opera. Il quinto capitolo è riservato ai cinque parroci di Verderio Superiore e agli oltre dieci di Verderio Inferiore, tra cui Don Paolo e Don Giovanni Colnago, punti di riferimento essenziali nell'apertura degli oratori, delle compagnie teatrali e nelle attività di catechesi per intere generazioni. Nel sesto capitolo l'autore mappa la presenza dei casati nobiliari degli Gnecchi Ruscone, dei De Angelis, degli Annoni e dei Gallavresi, che all'inizio del secolo detennero la proprietà di terreni e cascine affittati alle famiglie contadine.
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L'aspetto più drammatico e toccante emerge nel settimo capitolo con il ricordo dei circa 400 giovani inviati al fronte durante i due conflitti mondiali, 100 dei quali periti e dei 82 deportati nei campi di lavoro nazisti. In questa sezione trova collocazione anche la storia del Gruppo Alpini di Verderio, nato nel 1964 con l'inaugurazione del proprio cippo commemorativo e ancora oggi presidio sociale insostituibile per il territorio. L'ottavo capitolo analizza l'evoluzione economica e sociale del paese quando Verderio arrivò a contare ben 46 negozi al dettaglio e 10 osterie. Il testo intreccia le vicende delle famiglie immigrate giunte da Brescia, Piemonte, Padova e Friuli con l'amara parentesi dell'emigrazione verso il Brasile. Tra le famiglie partite oltreoceano figura anche quella di Domenico Colnaghi ed un ramo degli stessi Oggioni, le cui comunità contano oggi oltre un migliaio di persone ancora in contatto con le proprie radici.
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Infine, il nono e ultimo capitolo è doverosamente dedicato agli storici e agli scrittori locali che negli anni hanno custodito la memoria cittadina. Il libro è dedicato in particolar modo alla figura di Giancarlo Consonni, che ha messo a disposizione il suo archivio personale prima di venire iscritto nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano. Insieme a lui vengono omaggiati Marco Bartesaghi, autore di circa 1400 storie raccolte, Beniamino Colnaghi, ex sindaco per due mandati e autore di 300 racconti, Giorgio Oggioni, intervenuto per illustrare l'intricata rete di legami parentali ricostruita nel testo e lo stesso Giulio Oggioni.
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Il sindaco Danilo Villa, Giulio Oggioni e Giorgio Oggioni

La presentazione si è chiusa tra gli applausi con il sentito ringraziamento dell'autore e dei collaboratori e le scuse per eventuali imprecisioni dovute alla grande quantità di materiale esaminato. Resta il valore di una ricerca monumentale che ora spetta all'intera comunità di Verderio valorizzare, leggendo queste pagine per conservare l'orgoglio delle proprie origini e farne tesoro nella vita di tutti i giorni. Per chi non era presente alla serata, il libro sarà acquistabile in alcuni negozi che esporranno la locandina e, infine, anche durante il Mercatino di Natale del 22 novembre.
I.Bi.
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