Montevecchia: 4 novembre tra droni, carità e parole
Mercoledì 4 novembre la comunità di Montevecchia si è riunita per celebrare la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, una ricorrenza dedicata all'onore di chi ha servito e continua a servire l'Italia con coraggio, impegno e dedizione. La commemorazione si è articolata attraverso momenti di intenso raccoglimento spirituale e civile, ponendo al centro della riflessione comune i valori della pace e della coesione sociale.
Un elemento centrale della giornata è stata l'omelia pronunciata da Don Luigi durante la funzione religiosa. Il Sacerdote ha offerto un'analisi di profonda attualità sui drammi della guerra contemporanea, soffermandosi in particolare sull'uso delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale applicata alla guida dei droni e agli strumenti di offesa e sterminio. Don Luigi ha evidenziato come l'impiego di algoritmi matematici nelle decisioni belliche rischi di produrre un'artificiosa deresponsabilizzazione di fronte alla tragedia delle armi, ricordando tuttavia che dietro ogni sistema tecnologico rimangono sempre responsabili gli Stati e le persone che ne guidano le informazioni. Richiamando l'insegnamento dell'enciclica papale, la riflessione religiosa ha contrapposto alla logica dei conflitti il principio fondante della carità, che deve tradursi concretamente nel rispetto profondo dell'altro, nella capacità di prendere in considerazione il prossimo e nel rifiuto del giudizio sommario.
Prendendo la parola a seguito dell'omelia, il sindaco Ivan Pendeggia ha scelto di pronunciare un discorso a braccio, modificando la scaletta preparata per ricollegarsi direttamente alle toccanti riflessioni del sacerdote. Il primo cittadino ha voluto calare i concetti spirituali nella quotidianità della vita cittadina e istituzionale, invitando la popolazione all'importanza di utilizzare parole capaci di unire anziché dividere, sia nei contesti familiari e d'amicizia sia nel confronto politico. A questo proposito, ha tracciato una netta distinzione tra il significato di "affrontarsi" e quello di "confrontarsi". Se l'affrontarsi parte da posizioni rigide e contrapposte mantenendo ciascuno i propri presupposti, il confrontarsi rappresenta l'atto di mettersi davvero in ascolto dell'altro, affrontando i problemi insieme e riconoscendo che l'interlocutore possiede una storia, un'esperienza e una prospettiva differenti dalle nostre.
La celebrazione ha visto la partecipazione attiva del Gruppo Alpini, verso il quale il Sindaco ha espresso parole di vivo ringraziamento. Il corpo delle Penne Nere è stato ricordato come un esempio concreto di unione e solidarietà. Pur avendo vissuto le drammatiche vicende dei conflitti del passato, gli Alpini si sono distinti nel tempo per la capacità di superare le divisioni e per l'impegno costante nel prestare soccorso e riunire le comunità colpite da emergenze o calamità naturali.
La cerimonia si è avviata a conclusione con la solenne benedizione impartita da Don Luigi presso il Monumento ai Caduti delle due guerre, in suffragio di tutti i defunti. I presenti si sono poi uniti nell'esecuzione dell'Inno di Mameli. A coronamento delle commemorazioni, gli Alpini hanno intonato lo storico canto "Signore delle cime", dedicandolo alla memoria di tutti coloro che hanno perso la vita in guerra.



La cerimonia si è avviata a conclusione con la solenne benedizione impartita da Don Luigi presso il Monumento ai Caduti delle due guerre, in suffragio di tutti i defunti. I presenti si sono poi uniti nell'esecuzione dell'Inno di Mameli. A coronamento delle commemorazioni, gli Alpini hanno intonato lo storico canto "Signore delle cime", dedicandolo alla memoria di tutti coloro che hanno perso la vita in guerra.
M.Pen.
























