Olgiate: profanata la chiesa di via Roma. Chiusa dal parroco

Per ben tre volte qualcuno ha utilizzato la chiesina dell’Assunta di via Roma come un bagno. Una situazione incresciosa che ha spinto il parroco di Olgiate Molgora, don Emanuele Colombo, a prendere una decisione drastica, ovvero quella di chiudere temporaneamente l’edificio religioso, impedendone l’accesso ai fedeli.
Ad annunciarlo è stato lo stesso sacerdote attraverso un messaggio pubblicato sull’ultimo bollettino parrocchiale, nel quale ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a prendere questa decisione. “A partire da questa settimana la Chiesina dell’Assunta di via Roma rimarrà chiusa. La decisione arriva dopo l’ennesimo atto di profanazione della Chiesa: per la terza volta qualcuno ha utilizzato l'interno della Chiesa come un gabinetto” ha scritto don Emanuele, esprimendo tutto il proprio rammarico per quanto accaduto.
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La piccola chiesa, situata lungo via Roma, rappresenta da tempo un luogo di preghiera e raccoglimento per alcuni fedeli del paese. Le sue dimensioni sono particolarmente contenute, tanto da poter ospitare una decina di persone al massimo, ma questo non ha impedito di rappresentare un punto di riferimento per chi desiderava concedersi qualche minuto di tranquillità e spiritualità durante la giornata.
Fino a oggi, infatti, erano alcuni volontari della parrocchia a occuparsi quotidianamente dell’apertura e della chiusura dell’edificio, rispettivamente al mattino e alla sera, garantendo così a chiunque la possibilità di entrare per una preghiera. Un servizio svolto con dedizione che, purtroppo, non è bastato a evitare il ripetersi degli episodi.
“L’affidamento al buon senso non è più sufficiente e questo è l’unico modo per tutelare questo luogo. Ringrazio quanti fin d’ora si sono dati da fare per tenere in ordine la Chiesa, anche dopo questi incresciosi fatti” ha proseguito il parroco nel suo messaggio, rivolgendo un pensiero particolare ai volontari che si sono occupati anche di ripulire l’edificio dopo gli atti di profanazione.
A pagare le conseguenze di questi comportamenti saranno dunque soprattutto i fedeli che erano soliti frequentare la chiesina, ora impossibilitati ad accedervi. Una circostanza di cui lo stesso don Emanuele si è detto dispiaciuto: “Mi dispiace per quanti hanno a cuore questo luogo trovando in esso uno spazio per la preghiera o un momento di raccoglimento e ora non potranno più farlo”.
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