Merate: la voce dei ragazzi "celebra" il IV novembre

Una profonda riflessione civile, memoria storica e attiva partecipazione hanno caratterizzato la mattinata di mercoledì 4 novembre a Merate, dove la cittadinanza si è radunata in Piazza della Libertà per celebrare la Festa dell'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate. La cerimonia, organizzata dall'Amministrazione comunale, ha visto come assoluti protagonisti gli studenti e i docenti della Scuola Secondaria di Primo Grado "A. Manzoni".
IVNovembre_Merate__9_.jpg (629 KB)
A dare il via al momento di raccoglimento comunitario è stato l'intervento introduttivo del professor Pierantonio Merlini, docente dell'Istituto, il quale ha rivolto un grato saluto all'amministrazione, alle forze dell'ordine e agli Alpini per la costante vicinanza manifestata verso il mondo scolastico. Il docente ha sottolineato come la presenza attiva della scuola a queste commemorazioni sia una componente irrinunciabile per trasmettere ai ragazzi i valori fondanti della democrazia e della convivenza civile. In conformità con la tradizione dell'istituto di dedicare ogni anno una canzone a una tematica di rilevanza sociale, la piazza ha ascoltato l'esecuzione del celebre brano pacifista "Il mio nome è mai più", ponendo al centro dell'attenzione i pensieri e le riflessioni elaborate dagli alunni nei giorni precedenti.
IVNovembre_Merate__7_.jpg (348 KB)
L'assessore Patrizia Riva, il comandante della PL Ciro Scognamiglio, il sindaco Mattia Salvioni

La commemorazione è entrata nel vivo con le parole del docente di storia, il professor Lorenzo Proserpio, che ha guidato la piazza in un toccante parallelo generazionale tra il presente e il passato. Proserpio ha invitato i ragazzi a riflettere sulla propria quotidianità, fatta di comfort, camerette riscaldate, smartphone in mano e preoccupazioni spesso riposte in un brutto voto o in un commento negativo sui social network, confrontandola con la drammatica realtà dei coetanei del 1916 e 1917. Quei giovani di soli diciotto o vent'anni non avevano tecnologia né comodità, ma si trovavano bloccati all'interno di trincee tra fango e gelo, sotto la pioggia o la neve, stretti dalla paura costante di perdere la vita da un momento all'altro. Spiegando come il 4 novembre 1918 segnò la fine del primo conflitto mondiale per l'Italia con il silenzio delle armi, il docente ha evidenziato le due motivazioni essenziali per le quali ancora oggi nel 2026 ha senso fare memoria: da un lato la consapevolezza che la libertà, l'unità e la possibilità di viaggiare senza confini nascono dal sacrificio di chi non è mai tornato a casa, dall'altro la funzione della memoria intesa come il backup del proprio telefono, un patrimonio senza il quale si perde la propria storia e si rischia di ripetere i medesimi tragici errori.

Il percorso rievocativo si è poi articolato attraverso una sequenza di letture poetiche e canti della tradizione alpina, curati direttamente dalle studentesse e dagli studenti della scuola. Tra questi, i ragazzi hanno recitato i versi crudi di "Veglia" di Giuseppe Ungaretti, riflettendo sull'orrore di passare una notte intera accanto al corpo massacrato di un compagno e sull'impossibilità di sottrarsi al dolore della guerra. A seguire, la lettura di "Mare" di Piero Jahier ha dato voce all'angoscia dei genitori in perenne attesa di una lettera dal fronte che non sarebbe mai arrivata. La piazza si è poi unita nell'intonare il canto "Sul cappello", rievocando le sofferenze e la devozione dei soldati, mentre la lettura della poesia "Al soldato caduto" di Renzo Pezzani, composta nel 1919 in onore del Soldato Ignoto, ha ricordato il sacrificio del fante rimasto senza nome sulla montagna, sepolto sotto l'erba e la terra con l'elmetto e il badile.

Galleria fotografica (vedi tutte le 34 immagini)


Particolarmente significativo è stato il discorso del sindaco Mattia Salvioni, che ha preferito accantonare il testo preparato per ricollegarsi direttamente alle emozioni e ai pensieri espressi dagli alunni. Rivolgendosi direttamente ai giovani con fiducia nella loro maturità, il primo cittadino ha domandato loro se fossero pronti a essere il futuro e il presente della nazione. Salvioni ha sottolineato come la difesa della pace e della coesione sociale non richieda figuranti o influencer di sorta, ma prenda forma nei piccoli gesti di ogni giorno, imparando a gestire i conflitti quotidiani con i fratelli, gli amici o i compagni di squadra negli sport attraverso l'ascolto, l'accoglienza e la stretta di mano. Il Sindaco ha inoltre lanciato un forte appello sul valore inestimabile del tempo, esortando gli studenti a non sprecare nemmeno un secondo delle proprie giornate a scuola o in famiglia, poiché valorizzare la propria crescita negli anni della scuola media è il presupposto fondamentale per diventare testimoni credibili di un futuro di pace, cooperazione e armonia in Italia, in Europa e nel mondo. Al termine dell'intervento, la comunità ha intonato l'Inno d'Italia, eseguendo poi nuovamente il brano "Il mio nome è mai più" prima della conclusione della prima fase cittadina.
IVNovembre_Merate__34_.jpg (1.43 MB)
La celebrazione è proseguita con un momento solenne riservato alle classi terze della Scuola Secondaria, che si sono trasferite presso il Giardino della Memoria, storicamente conosciuto come il Parco del Cannone. Qui si sono svolti i riti ufficiali dell'Alzabandiera e della deposizione della corona d'alloro presso il Monumento ai Caduti, seguiti da un'approfondita lezione sul campo tenuta dal professor Lorenzo Proserpio. Il docente ha ripercorso le origini storiche dell'area verde, nate a seguito della Circolare Ministeriale del 27 dicembre 1922 promossa da Dario Lupi, che invitava i Comuni d'Italia a piantare viali e parchi della rimembranza affidati agli studenti, dove ogni albero corrispondeva a un caduto ed era identificato da una targhetta recante nome, cognome, grado e date anagrafiche.
IVNovembre_Merate__23_.jpg (684 KB)
Il professore Lorenzo Proserpio

La mattinata non ha determinato la fine delle celebrazioni del IV Novembre a Merate. Il programma vivrà il suo culmine domenica 8 novembre, quando alle ore 11 si terrà la Santa Messa nella Chiesa Prepositurale di Sant'Ambrogio, seguita dal corteo promosso dalla Banda Sociale Meratese verso il monumento di Piazza degli Eroi, con l'alzabandiera nel Giardino della Memoria e la deposizione delle corone d'alloro presso tutti i Monumenti ai Caduti delle frazioni cittadine.
M.Pen.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.