Montevecchia: raccolti 16 quintali di olive a Pilastrello per "L'Oli de la Madona"

Venerdì 30 ottobre, in località Pilastrello, gli ulivi sono ormai senza frutti. La raccolta delle olive sui terrazzamenti sotto il Santuario di Montevecchia si è appena chiusa, dopo circa una settimana di lavoro, pianta dopo pianta, sulle fasce in pendenza che salgono verso la cima del colle.
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A raccogliere è Terrazze di Montevecchia, l’azienda vitivinicola che, chiusa la vendemmia, è passata agli ulivi. Quest’anno dalle piante sono scesi circa 16 quintali di olive. Con una resa intorno al 10%, diventeranno “L’Oli de la Madona”, l’olio dell’azienda. Il nome, spiegano i produttori, ha una doppia ragione: l’olio nasce dai 300 ulivi che crescono sotto il Santuario della Beata Vergine del Carmelo e  produrlo su terrazzamenti così stretti e ripidi comporta “un gran lavoro”. Un nome che tiene insieme, con ironia, la devozione e la fatica.
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Che l’ulivo abbia radici antiche su questo versante lo suggerisce anche la toponomastica: a pochi passi dal Pilastrello si trova la frazione Oliva, il cui nome richiama le coltivazioni di ulivo di un tempo. Oggi quella coltura sta tornando, e non solo qui: negli ultimi anni gli ulivi sono ricomparsi su diverse colline del Parco del Curone. Oggi, infatti, si coltivano olive a Valgreghentino, a La Valletta Brianza e in altre località di Montevecchia. Sono storie diverse, accomunate dal recupero di terreni abbandonati e conquistati dalla boscaglia. Nel 2024 è nato anche il progetto “Identità Terre Lariane”, pensato per mettere in rete questi olivicoltori.

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In Lombardia, intanto, la stagione 2026 si annuncia tra le migliori degli ultimi anni. Nel bresciano Confagricoltura parla dell’annata migliore degli ultimi vent’anni e prevede circa 100mila quintali di olive, più del doppio dei 32mila del 2025. Anche sul Lario i primi riscontri in frantoio parlano di una produzione abbondante, pur con differenze da zona a zona, e di olive sane. Un quadro in controtendenza rispetto al dato nazionale: per l’Italia, Federolio stima un calo di circa il 20% rispetto alle 325mila tonnellate dell’anno precedente.
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Intanto, sui terrazzamenti a Montevecchia il lavoro di quest’anno è finito. Ora è tempo di imbottigliare, riportando sull'etichetta il nome della Madonna che dalla cima del colle protegge le piante da cui nasce l'olio.
M.Pen.
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