Sul nuovo ponte
Articolo: Nuovo ponte di Paderno: ecco un po' di cronistoria
Credo che sul Ponte San Michele serva un po' più di concretezza e meno nostalgia per progetti che, pur interessanti sulla carta, non hanno mai trovato realizzazione. Corretto ricordare che già in passato, con il concorso Adda 80, si prevedeva la costruzione di un nuovo ponte in affiancamento a quello storico. L'idea di avere due infrastrutture vicine, quindi, non nasce oggi, non è un capriccio del ministro o assessore regionale di turno e non dovrebbe essere presentata, come una scelta improvvisata o priva di precedenti e logiche progettuali. C'è poi una contraddizione nelle critiche di chi propone di realizzare soltanto il nuovo ponte ferroviario, lasciando la viabilità stradale altrove o rinviando la soluzione a un futuro indefinito. Se il problema è l'impatto paesaggistico, non si capisce perché un nuovo ponte ferroviario, comunque necessario e comunque visibile, dovrebbe essere considerato accettabile, mentre un ponte che consenta anche di risolvere il problema dell'attraversamento stradale diventerebbe improvvisamente inaccettabile. Il vero tema dovrebbe essere quello di valutare la qualità del progetto, il suo inserimento nel paesaggio, la sicurezza e i benefici complessivi per il territorio, non fermarsi a un pregiudizio sulla vicinanza delle due strutture. Naturalmente, il nuovo ponte non risolverà da solo tutti i problemi della viabilità locale, che richiedono interventi complementari e una pianificazione seria. Ma dopo decenni di ipotesi, progetti accantonati e occasioni mancate, non possiamo permetterci di ricominciare ogni volta da zero. Il territorio chiede altrettanto a gran voce una soluzione concreta, completa e finalmente realizzabile, non di un'altra occasione per rimandare tutto al futuro lasciando invariato il caos che giornalmente già subiamo e sempre più a fatica sopportiamo.
Credo che sul Ponte San Michele serva un po' più di concretezza e meno nostalgia per progetti che, pur interessanti sulla carta, non hanno mai trovato realizzazione. Corretto ricordare che già in passato, con il concorso Adda 80, si prevedeva la costruzione di un nuovo ponte in affiancamento a quello storico. L'idea di avere due infrastrutture vicine, quindi, non nasce oggi, non è un capriccio del ministro o assessore regionale di turno e non dovrebbe essere presentata, come una scelta improvvisata o priva di precedenti e logiche progettuali. C'è poi una contraddizione nelle critiche di chi propone di realizzare soltanto il nuovo ponte ferroviario, lasciando la viabilità stradale altrove o rinviando la soluzione a un futuro indefinito. Se il problema è l'impatto paesaggistico, non si capisce perché un nuovo ponte ferroviario, comunque necessario e comunque visibile, dovrebbe essere considerato accettabile, mentre un ponte che consenta anche di risolvere il problema dell'attraversamento stradale diventerebbe improvvisamente inaccettabile. Il vero tema dovrebbe essere quello di valutare la qualità del progetto, il suo inserimento nel paesaggio, la sicurezza e i benefici complessivi per il territorio, non fermarsi a un pregiudizio sulla vicinanza delle due strutture. Naturalmente, il nuovo ponte non risolverà da solo tutti i problemi della viabilità locale, che richiedono interventi complementari e una pianificazione seria. Ma dopo decenni di ipotesi, progetti accantonati e occasioni mancate, non possiamo permetterci di ricominciare ogni volta da zero. Il territorio chiede altrettanto a gran voce una soluzione concreta, completa e finalmente realizzabile, non di un'altra occasione per rimandare tutto al futuro lasciando invariato il caos che giornalmente già subiamo e sempre più a fatica sopportiamo.
Luca P.
Purtroppo il tema non è tanto l'impatto ambientale che forse nel 1980 era meno sentito ma come arrivare al ponte. Un sostanziale raddoppio del traffico con anche i mezzi pesanti appare insostenibile per le minuscole strade che attraversano Robbiate e Paderno. Dall'altra parte hanno provveduto a realizzare una variante almeno ma da quella lecchese, complice una Provincia inesistente, c'è l'imbuto tra il semaforo sulla SP 56 e l'imbocco del ponte. Si farà pure a due corsie ma nell'imbuto ci si deve comunque passare. Questo è il tema che i nostri politici, dopo anni di latitanza, fingono di non vedere. E non entrano, infatti, nel merito.
























