Invece di aggressioni si faccia un confronto serio sul ponte

Gentile Direttore,
da qualche settimana la pagina facebook di Occhio al Ponte è oggetto di una consistente e continua presenza di commenti, provenienti prevalentemente da persone che aderiscono al neonato Comitato Ponte Nuovo.
Vorremmo segnalare questa situazione per due ragioni.
La prima è positiva: siamo contenti che esista un contraddittorio e che ci sia la possibilità di confrontarci con chi ha posizioni diverse dalle nostre. Il confronto, se autentico e costruttivo, ci consente di spiegare meglio quali sono le criticità che rileviamo nel progetto di RFI, di approfondire le ragioni delle nostre posizioni e di illustrare la proposta alternativa. Ci piacerebbe, anzi, che tale confronto potesse essere reale e non solo virtuale.
La seconda ragione, invece, ci preoccupa. Troppo spesso questi interventi non sembrano orientati al confronto, ma piuttosto a una contrapposizione continua, con toni talvolta aggressivi. Si finisce così per occupare gli spazi di discussione senza creare le condizioni per un vero dialogo.
Inoltre le posizioni del Comitato sembrano sostanzialmente coincidere con quelle di chi governa e ha responsabilità dirette nelle decisioni sul progetto del nuovo Ponte San Michele: la Provincia di Lecco, come emerge dalle ultime dichiarazioni del suo Vicepresidente; la Regione Lombardia, attraverso gli interventi dell'Assessora e del Sottosegretario all'autonomia; il Comune di Calusco d'Adda, con la consivisione espressa da componenti della Giunta; RFI, che ha un rapporto diretto con il Ministero delle Infrastrutture.
Soggetti che hanno rappresentanza istituzionale, disponibilità di risorse e soprattutto strumenti concreti per incidere sulle decisioni e sulle tempistiche dell'opera. E ne hanno avuti in passato.
In questo quadro, colpisce la quantità di tempo e di energie dedicate dal Comitato a intervenire sulla pagina di una rete di cittadini che non ha alcun potere decisionale, ma che cerca semplicemente di sollevare criticità, porre interrogativi e dare spazio a proposte alternative.
Ci sembra importante non perdere di vista un aspetto: le responsabilità delle scelte non sono di chi le mette in discussione; sono di chi ha il potere di assumerle e di determinarne le conseguenze.
Noi non possiamo decidere se e quando l'opera verrà realizzata; non disponiamo degli strumenti per farlo. Il nostro compito, come rete di cittadini, è quello di dare voce a chi chiede rispetto per il proprio territorio e per le persone che lo abitano; a chi ritiene che le scelte infrastrutturali debbano considerare non soltanto la realizzazione di un'opera, ma anche lo sviluppo sostenibile, la qualità della vita dei residenti e una visione della mobilità capace di guardare al lungo periodo.
Per questo riteniamo che le energie dovrebbero essere indirizzate soprattutto verso chi ha la responsabilità di decidere. È alle istituzioni e ai soggetti che sostengono il progetto che spetta il compito di spiegare perché questa sia la scelta migliore, quali alternative siano state considerate, quali conseguenze produrrà sul territorio e quali garanzie vengano offerte ai cittadini.
Il confronto con noi, che evidenziamo le problematiche, è legittimo e persino necessario. Ma non può diventare un modo per spostare l'attenzione dalle responsabilità di chi decide a chi, semplicemente, chiede di essere ascoltato.
Se le nostre argomentazioni vengono considerate prive di fondamento o di senso, siamo naturalmente disponibili a discuterne nel merito. Ma il confronto non dovrebbe trasformarsi in una presenza continua e talvolta aggressiva negli spazi di chi esprime posizioni differenti.
Le decisioni, le responsabilità e le conseguenze delle scelte non sono nelle mani di Occhio al Ponte. Sono nelle mani di chi governa, progetta e decide.
Noi continueremo a fare ciò che riteniamo nostro dovere: dare voce ai cittadini, porre domande, analizzare le criticità, avanzare proposte e chiedere che il futuro di un territorio non venga deciso senza ascoltare chi vive quel territorio ogni giorno o lo amministra.
Rete Occhio al Ponte
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