Olgiate: un regolamento per le sanzioni paesaggistiche
Criteri più chiari, oggettivi e uniformi per determinare le sanzioni relative agli abusi edilizi sotto il profilo paesaggistico. È questo l'obiettivo del nuovo regolamento comunale approvato dal Consiglio comunale di Olgiate Molgora durante di venerdì 29 ottobre. Un provvedimento di natura prevalentemente tecnica, che ha però suscitato anche alcune considerazioni politiche, in particolare da parte della minoranza, che ha scelto di astenersi al momento della votazione. A illustrare il documento è stato l'ingegnere Andrea Ferrigato, che ha spiegato come il testo sia il risultato di un percorso di confronto e approfondimento che ha coinvolto gli uffici comunali, la Commissione Paesaggio e la Commissione Regolamenti.
L'esigenza di dotarsi di uno strumento specifico nasce soprattutto dalle recenti modifiche normative, tra cui quelle introdotte nel 2024 dal cosiddetto decreto Salva Casa. Quest'ultimo ha ampliato, in determinati casi, le possibilità di regolarizzare interventi edilizi realizzati senza le necessarie autorizzazioni, comprendendo anche alcune situazioni che comportano aumenti di volume o superficie.
Come spiegato da Ferrigato, la normativa nazionale e quella regionale prevedono la possibilità di ottenere, in presenza di determinati requisiti, un accertamento di compatibilità paesaggistica per opere eseguite in assenza delle autorizzazioni necessarie. In linea generale, la conseguenza principale di un abuso paesaggistico sarebbe il ripristino dello stato dei luoghi, attraverso la rimozione o la demolizione delle opere. Quando però l'intervento risulta compatibile con il contesto e rientra nelle fattispecie previste dalla legge, è possibile procedere alla regolarizzazione attraverso il pagamento di una sanzione.

Per calcolare l'aumento di valore vengono utilizzati i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’’Agenzia delle Entrate, aggiornati periodicamente, mentre per determinare le superfici si fa riferimento a criteri già definiti dalla normativa.
Sono stati inoltre introdotti alcuni coefficienti correttivi. Il primo tiene conto del periodo in cui è stato realizzato l’abuso, considerando che un intervento eseguito dieci o vent'anni fa non può essere valutato sulla base degli stessi parametri economici di uno recente. Il secondo riguarda invece la sensibilità paesaggistica dell'area interessata: maggiore è il pregio paesaggistico della zona, più elevata sarà la sanzione, attraverso l'applicazione di coefficienti.
Un altro aspetto affrontato dal regolamento riguarda gli interventi che, pur non comportando aumenti di superficie, determinano comunque una trasformazione permanente dei luoghi. In questi casi, per evitare che il calcolo porti a una sanzione nulla o negativa, sono stati individuati degli importi minimi, a partire da 1.000 euro, differenziati in base alla tipologia di intervento. Per quanto riguarda invece il costo delle opere, il Comune farà riferimento ai parametri economici aggiornati dagli uffici tecnici sulla base degli indici Istat, evitando così di dover ricorrere a valutazioni e perizie potenzialmente contestabili.
Infine, il regolamento chiarisce che le sanzioni saranno applicate alle singole unità immobiliari, mentre le relative pertinenze saranno considerate parte dell’unità principale. In questo modo, ad esempio, eventuali irregolarità riguardanti contemporaneamente un’abitazione e il suo box non comporteranno automaticamente due sanzioni distinte.
Il provvedimento è stato approvato con l’astensione della minoranza.
L'esigenza di dotarsi di uno strumento specifico nasce soprattutto dalle recenti modifiche normative, tra cui quelle introdotte nel 2024 dal cosiddetto decreto Salva Casa. Quest'ultimo ha ampliato, in determinati casi, le possibilità di regolarizzare interventi edilizi realizzati senza le necessarie autorizzazioni, comprendendo anche alcune situazioni che comportano aumenti di volume o superficie.
Come spiegato da Ferrigato, la normativa nazionale e quella regionale prevedono la possibilità di ottenere, in presenza di determinati requisiti, un accertamento di compatibilità paesaggistica per opere eseguite in assenza delle autorizzazioni necessarie. In linea generale, la conseguenza principale di un abuso paesaggistico sarebbe il ripristino dello stato dei luoghi, attraverso la rimozione o la demolizione delle opere. Quando però l'intervento risulta compatibile con il contesto e rientra nelle fattispecie previste dalla legge, è possibile procedere alla regolarizzazione attraverso il pagamento di una sanzione.

L'ingegnere Andrea Ferrigato
Il problema, ha evidenziato l’ingegnere, riguarda proprio la quantificazione di quest’ultima. Le disposizioni prevedono infatti che l’importo sia determinato sulla base del maggiore valore tra il danno arrecato e il profitto conseguito, senza però fornire indicazioni sufficientemente dettagliate sulle modalità di calcolo. Da qui la necessità di introdurre parametri precisi e verificabili, in modo da limitare le interpretazioni soggettive e ridurre il rischio di ricorsi e contenziosi. Il nuovo regolamento stabilisce quindi una formula per quantificare il profitto derivante dall’intervento irregolare, inteso come incremento del valore dell’immobile al netto dei costi sostenuti per realizzare le opere.Per calcolare l'aumento di valore vengono utilizzati i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’’Agenzia delle Entrate, aggiornati periodicamente, mentre per determinare le superfici si fa riferimento a criteri già definiti dalla normativa.
Sono stati inoltre introdotti alcuni coefficienti correttivi. Il primo tiene conto del periodo in cui è stato realizzato l’abuso, considerando che un intervento eseguito dieci o vent'anni fa non può essere valutato sulla base degli stessi parametri economici di uno recente. Il secondo riguarda invece la sensibilità paesaggistica dell'area interessata: maggiore è il pregio paesaggistico della zona, più elevata sarà la sanzione, attraverso l'applicazione di coefficienti.
Un altro aspetto affrontato dal regolamento riguarda gli interventi che, pur non comportando aumenti di superficie, determinano comunque una trasformazione permanente dei luoghi. In questi casi, per evitare che il calcolo porti a una sanzione nulla o negativa, sono stati individuati degli importi minimi, a partire da 1.000 euro, differenziati in base alla tipologia di intervento. Per quanto riguarda invece il costo delle opere, il Comune farà riferimento ai parametri economici aggiornati dagli uffici tecnici sulla base degli indici Istat, evitando così di dover ricorrere a valutazioni e perizie potenzialmente contestabili.
Infine, il regolamento chiarisce che le sanzioni saranno applicate alle singole unità immobiliari, mentre le relative pertinenze saranno considerate parte dell’unità principale. In questo modo, ad esempio, eventuali irregolarità riguardanti contemporaneamente un’abitazione e il suo box non comporteranno automaticamente due sanzioni distinte.
Il provvedimento è stato approvato con l’astensione della minoranza.
E.Ma.
























