Cernusco: festa F.A. e una targa al pacifista Locatelli
Il 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ricorda l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti con cui ebbe termine la Prima Guerra Mondiale.
Ecco perché l’Amministrazione comunale di Cernusco Lombardone ha voluto celebrare la ricorrenza con una duplice cerimonia: quella tradizionale, che si rinnova ogni anno in questa data, e l’inaugurazione di una targa dedicata al pacifista ucciso a Sarajevo Gabriele Moreno Locatelli. Iniziativa quest’ultima proposta dall’associazione culturale puntorosso-rete delle alternative, e pensata, come dicono gli organizzatori, “per dare un segnale chiaro contro il clima bellicista in cui viviamo, contro i venti di guerra che soffiano e che producono già, come hanno sempre prodotto, la morte di molte giovani vite e la distruzione di interi paesi”.
La celebrazione ha avuto inizio poco dopo le 11:30 di domenica 1 novembre quando il corteo, partito dalla Chiesa parrocchiale, è arrivato in piazza della Vittoria. Qui, dove si trova il monumento con le lastre commemorative dedicate ai caduti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, hanno avuto luogo l’alzabandiera e la deposizione della corona. Ad accompagnare la cerimonia, l’esecuzione musicale a cura del corpo bandistico della Leggenda del Piave e del Silenzio.
In rappresentanza del sindaco Gennaro Toto, assente per malattia, è intervenuta la vicesindaco Renata Valagussa la quale, dopo i ringraziamenti di rito, ha sottolineato l’importanza della memoria e ha evidenziato il ruolo di pace svolto dalle Forze Armate. L’ amministratrice ha poi dato lettura dell’intervento del primo cittadino, in cui si ribadiva come la pace sia frutto del sacrificio di generazioni e come la libertà sia il risultato dell’equilibrio tra diritti e doveri.
Con un chiaro anche se non esplicito riferimento ai fatti di cronaca delle ultime settimane, il Sindaco ha inoltre ricordato il ruolo delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine nel garantire la sicurezza dei cittadini, dichiarando come sia inaccettabile che esse diventino bersaglio di violenza.
La cerimonia è poi proseguita nel cortile interno dove, tra la sede degli alpini e quella dell’Auser, si trova un maestoso albero di cedro sul quale è stata posta la targa dedicata a Gabriele Moreno Locatelli. Per l’associazione puntorosso-rete delle alternative ha preso la parola Liliana Rota, che ha letto una biografia del pacifista.
Nato a Canzo il 3 maggio 1959, è morto a Sarajevo il 3 ottobre 1993, ucciso da un cecchino serbo durante la guerra in Bosnia. I primi passi li ha mossi nell’Azione Cattolica, in seguito ha studiato teologia a Napoli e Friburgo. La figura ideale a cui si ispirava era San Francesco d’Assisi e sulle sue tracce ha vissuto tra Lombardia, Assisi, Napoli e la Sicilia presso i Frati Minori Rinnovati accostandosi anche ai Piccoli Fratelli di Gesù a Spello. Entrato nell’associazione Beati i costruttori di pace si era recato a Sarajevo per manifestare a favore di una soluzione pacifica del conflitto.
Il 3 ottobre 1993, con altri quattro pacifisti che insieme a lui stavano realizzando il progetto “Si vive una sola pace” e durante un’azione simbolica che consisteva nel deporre una corona di fiori sul luogo della prima vittima di quella guerra e quindi offrire del pane ai soldati bosniaci e a quelli serbi che si fronteggiavano sulle sponde opposte del fiume Miljacka, è stato raggiunto dai colpi di un cecchino. Nonostante il tentativo di salvarlo con due interventi chirurgici non è riuscito a sfuggire alla morte.
Dal 7 ottobre 1993 il pacifista riposa nel cimitero di Canzo, il suo paese natale che a lui ha intitolato il nuovo centro della Protezione civile. Da domenica 1 novembre 2026 il suo nome trova ospitalità anche a Cernusco Lombardone, tra le fronde accoglienti di un cedro. 
Sulla targa a lui dedicata sono incisi alcuni versi di Locatelli, letti a conclusione della cerimonia da Raffaela Lamberti:
vi prego gridate
qui la gente muore di granate
di sniper
di malattie
ma anche di paura
di angoscia
di disperazione
non c’è pace
non c’è pane
e l’inverno arriva
e nessuno crede che non li abbiamo dimenticati
vi prego gridate
























