Olgiate: celebrata la festa dell’unità nazionale e F.A.
Domenica 1 novembre Olgiate Molgora e la frazione di San Zeno hanno anticipato le celebrazioni del IV Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, per rendere omaggio a quanti hanno servito il Paese e sacrificato la propria vita per la Patria.
Oltre agli Alpini, alla cerimonia erano presenti il vicesindaco Matteo Fratangeli, l’assessore Paola Colombo, il maresciallo della stazione dei carabinieri di Brivio Gabriele Tricomi, il comandante del Corpo Intercomunale di Polizia Locale Alberto Maggioni e il parroco don Emanuele Colombo.
Il ritrovo è stato fissato al parcheggio delle scuole elementari di viale Sommi Picenardi. Da qui i partecipanti hanno raggiunto in corteo il monumento ai Caduti dove, dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli, sono state deposte le corone d’alloro benedette da don Emanuele. La cerimonia è proseguita con la lettura dei nomi di quanti hanno perso la vita per la Patria.
A prendere parola è stato il capogruppo degli Alpini di Olgiate e Calco, Giacomo Milani, che ha dato lettura del messaggio del presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero. Le sue parole hanno ricordato come il 4 novembre sia una giornata ricca di significati e di insegnamenti che affondano le radici nell’intera storia del paese, e per la quale l’Associazione chiede da tempo il ritorno al rango di festività nazionale. Per gli Alpini, ha ricordato Favero, è anche l’occasione per ribadire l’attaccamento ai valori che da sempre li legano alla fedeltà alla Patria, in guerra come in pace.
Il messaggio non si è limitato a guardare al passato, ma ha rivolto l'attenzione anche alle sfide del presente, segnato dal ribaltamento di molte certezze geopolitiche e da un disagio sociale vissuto spesso in modo traumatico, soprattutto dalle generazioni più giovani. In uno scenario così complesso, ha sottolineato Favero, gli Alpini sono chiamati a continuare a rispondere “presente”, trasmettendo con determinazione e costanza i propri valori proprio ai più giovani: «Sono certo che sapremo affrontare le difficoltà con la nostra tradizionale e caparbia capacità di metterci al servizio della Patria e delle nostre comunità. Perciò, uniti nel ricordo e nel nome di tutti i Caduti, proseguiamo il cammino sulla via che ci hanno indicato coloro che ci hanno preceduto, impegnandoci a essere sempre testimoni dei valori che ispirano le nostre azioni. Viva l’Italia, viva gli Alpini!».
La parola è poi passata al vicesindaco Matteo Fratangeli, che ha invitato i presenti a interrogarsi sul valore dell'unità nazionale e sulle responsabilità che ciascuno è chiamato ad assumersi nel presente: «Celebrare questa ricorrenza oggi, nel 2026, non significa soltanto volgere lo sguardo al passato, ma interrogarsi sul senso profondo dell’unità e sulla responsabilità del presente» ha esordito, richiamando l'attenzione sui conflitti che lacerano il mondo ma anche sulle tensioni che attraversano la nostra stessa società e ci toccano da vicino.
Il vicesindaco ha fatto riferimento al clima sociale e civile che si respira in Italia nelle ultime settimane, caratterizzato da divisioni sempre più marcate, toni aspri, una crescente difficoltà nella convivenza, e un disagio economico e sociale che rischia di trasformarsi in rancore e frammentazione. Di fronte a piazze agitate, polarizzazione, estremismi e alla tentazione di rinchiudersi ciascuno nel proprio recinto, il richiamo all’unità nazionale, ha osservato «non può ridursi a una formula retorica consegnata ai libri di storia, ma rappresenta un’urgenza democratica quotidiana». Un’unità che non si esaurisce nelle celebrazioni istituzionali, ma si costruisce attraverso comportamenti concreti e responsabilità condivise: «L’unità del Paese si difende ogni giorno: riducendo gli strappi sociali, praticando l’ascolto, in particolare dei giovani, rifiutando la violenza verbale e fisica e ricordando che le istituzioni democratiche sono la casa comune di tutti, nessuno escluso» ha proseguito il vicesindaco, ricordando che se le Forze armate e il presidio della legalità garantiscono la sicurezza democratica, la tenuta civile del Paese dipende dalla responsabilità di ciascun cittadino.
Agli Alpini Fratangeli ha riconosciuto un ruolo unico e insostituibile: «Presenti nelle emergenze, nel sostegno alle comunità e nella custodia della memoria, testimoniano con l’esempio che il servizio non divide ma unisce».
Il vicesindaco ha voluto poi riservare un pensiero a don Giancarlo Cereda: «La sua perdita ha sconvolto non solo la sua parrocchia, ma l’intero tessuto civile e umano del nostro territorio», ricordandolo come un punto di riferimento e un pastore capace di camminare in mezzo alla sua gente e di tenere unite famiglie e generazioni quando le difficoltà rischiavano di dividerle.
Con la porta sempre aperta don Giancarlo ha accompagnato la comunità in ogni momento, diventando una presenza costante e un riferimento per chiunque avesse bisogno di ascolto. Perché, ha proseguito Fratangeli, una comunità autentica non si definisce soltanto attraverso i propri confini geografici, ma prende forma nei legami spirituali e umani che tengono unite le persone. «Don Giancarlo ha speso la vita per l’amore verso il prossimo e il bene comune, insegnando che la coesione sociale e il dialogo nascono dai piccoli gesti quotidiani», da qui l’invito del vicesindaco, ciascuno nel proprio piccolo, ad essere «costruttori di pace sociale» e a guardare al futuro con fiducia e generosità.
La mattinata è proseguita nella frazione di San Zeno: anche qui è seguita la deposizione delle corone d’alloro al monumento ai caduti di Vallicelli, in un ultimo gesto di omaggio e riconoscenza.

Il ritrovo è stato fissato al parcheggio delle scuole elementari di viale Sommi Picenardi. Da qui i partecipanti hanno raggiunto in corteo il monumento ai Caduti dove, dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli, sono state deposte le corone d’alloro benedette da don Emanuele. La cerimonia è proseguita con la lettura dei nomi di quanti hanno perso la vita per la Patria.

Giacomo Milani
A prendere parola è stato il capogruppo degli Alpini di Olgiate e Calco, Giacomo Milani, che ha dato lettura del messaggio del presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero. Le sue parole hanno ricordato come il 4 novembre sia una giornata ricca di significati e di insegnamenti che affondano le radici nell’intera storia del paese, e per la quale l’Associazione chiede da tempo il ritorno al rango di festività nazionale. Per gli Alpini, ha ricordato Favero, è anche l’occasione per ribadire l’attaccamento ai valori che da sempre li legano alla fedeltà alla Patria, in guerra come in pace.


Matteo Fratangeli
La parola è poi passata al vicesindaco Matteo Fratangeli, che ha invitato i presenti a interrogarsi sul valore dell'unità nazionale e sulle responsabilità che ciascuno è chiamato ad assumersi nel presente: «Celebrare questa ricorrenza oggi, nel 2026, non significa soltanto volgere lo sguardo al passato, ma interrogarsi sul senso profondo dell’unità e sulla responsabilità del presente» ha esordito, richiamando l'attenzione sui conflitti che lacerano il mondo ma anche sulle tensioni che attraversano la nostra stessa società e ci toccano da vicino.


Il vicesindaco ha voluto poi riservare un pensiero a don Giancarlo Cereda: «La sua perdita ha sconvolto non solo la sua parrocchia, ma l’intero tessuto civile e umano del nostro territorio», ricordandolo come un punto di riferimento e un pastore capace di camminare in mezzo alla sua gente e di tenere unite famiglie e generazioni quando le difficoltà rischiavano di dividerle.


























