Merate: in Villa Confalonieri apre "Dialoghi con il vuoto"

Le suggestive sale di Villa Confalonieri sono tornate a vivere nel segno della grande cultura e dell'arte contemporanea nel pomeriggio di sabato 31 ottobre. Alla presenza di un folto pubblico è stata inaugurata ufficialmente la mostra dal titolo "Dialogo con il vuoto. L'opera di Antonio Scaccabarozzi", un evento fortemente voluto dall'amministrazione comunale di Merate per rendere omaggio a uno dei figli più illustri della cittadina brianzola, maestro di livello internazionale scomparso nel 2008.
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L'esposizione, che rimarrà aperta al pubblico a ingresso libero fino al prossimo 22 novembre (visitabile ogni sabato e domenica nei festivi e prefestivi), nasce da un progetto curatoriale sviluppato nell'arco di oltre due anni da Elisabetta Parente, realizzato in stretta collaborazione con l'Archivio Antonio Scaccabarozzi. Un traguardo culturale di altissimo profilo che chiude simbolicamente un cerchio per Villa Confalonieri, pronta a riaprire le porte a nuovi eventi espositivi al termine del ciclo di valorizzazione della dimora storica.
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Mattia Salvioni, Patrizia Riva, Anastasia Rouchota, Elisabetta Parente e Lorenzo Paolo Messina

La mostra raccoglie una selezione rigorosa di circa quaranta opere, scelte con cura per offrire uno sguardo inedito e profondo sulla ricerca dell'artista. Come sottolineato dalla curatrice Elisabetta Parente durante la presentazione, gran parte dei lavori esposti proviene direttamente da collezioni private e da amici dell'artista, venendo mostrati al pubblico per la prima volta assoluta. La curatrice ha inoltre espresso la sua riconoscenza ed entusiasmo nei confronti dell'amministrazione comunale di Merate, sottolineando come sia stimolante collaborare con un ente locale attento e presente che ha a cuore la promozione della cultura e la valorizzazione del territorio.
Il percorso espositivo si sviluppa su due piani della villa attraverso sezioni tematiche introdotte da pannelli esplicativi che riportano le parole e i pensieri di Antonio Scaccabarozzi, permettendo così ai visitatori di lasciarsi guidare dalla voce autentica dell'autore. L'indagine sul "vuoto" non viene intesa come semplice assenza, bensì come elemento costitutivo dell'armonia, come il luogo in cui l'opera d'arte si compie e in cui lo spettatore diventa il vero protagonista dello spazio circostante.
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Mattia Salvioni, sindaco di Merate

Ad aprire gli interventi istituzionali è stato il sindaco Mattia Salvioni seguito dall'assessora alla Cultura Patrizia Riva, che hanno evidenziato il valore strategico di un simile investimento culturale per la città: «È un onore immenso per noi accogliere le opere di un artista meratese doc che ha saputo valicare i confini europei. Le creazioni di Scaccabarozzi richiedono tempo, ricerca rigorosa e una profonda attenzione alla poesia del silenzio. Questa mostra dimostra concretamente quale sia la nostra visione per il futuro di Villa Confalonieri, destinata a diventare il fulcro e il simbolo della vita culturale del territorio».
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La figura umana e artistica del maestro è stata rievocata con emozione dalla presidente dell'Archivio, Anastasia Rouchota, la quale ha tracciato le tappe fondamentali della biografia dell'artista: nato a Merate nel 1936, Scaccabarozzi si trasferì giovane a Milano, assorbendo il fermento culturale degli anni Cinquanta e cimentandosi anche con la scenografia teatrale a Parigi, prima di compiere la scelta radicale di fare ritorno nella sua terra d'origine, tra Merate e Montevecchia, portando in Brianza un respiro autenticamente europeo e collaborando attivamente con la storica Galleria Casati.
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Lorenzo Paolo Messina, archivista della mostra

Un contributo fondamentale alla riscoperta della figura umana e del percorso del maestro è arrivato anche da Lorenzo Paolo Messina, archivista e collaboratore dell'Archivio Scaccabarozzi, che ha illustrato il lavoro di raccolta testimonianze avviato nel 2021 in concomitanza con la scomparsa del collega e amico dell'artista. Un'attività di ricerca che ha dato vita al mini-documentario "Ricordi essenziali di Antonio Scaccabarozzi", un'intensa raccolta di interviste a chi ha condiviso momenti di vita e percorsi creativi con il pittore, svelandone la passione per la natura, le campagne brianzole e la rigorosa coerenza intellettuale.
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L'inaugurazione ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico, tra cui molti cittadini, appassionati, critici e persone che conobbero personalmente il maestro. Un vero e proprio viaggio nella sensibilità di un'artista che, sfuggendo a qualsiasi etichettatura tra astrazione e figurazione, continua a parlare al presente attraverso la forza evocativa del vuoto e dell'essenzialità.
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