Fatica e onestà oggi non bastano

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Articolo: Ancora con la storia a modo nostro

Gentile Marco, la sua storia merita rispetto: lavorare a 15 anni, la scuola serale, il trenino per Garbagnate, il doppio lavoro dei suoi genitori. È la storia di tanti nostri padri, e tra questi mi ci metto anch'io, quando la vita era veramente grama. E ha ragione: la vita è fatica. Con onestà, nella mia lettera non ho mai detto che i ragazzi che hanno devastato mezza Milano avessero ragione a farlo. Ho cercato di spiegare che liquidare tutto come "inciviltà" non spiega perché è successo. Lei mi dice: io a 15 anni faticavo e non rompevo vetrine. Negli anni in cui lei faceva lo sguattero in via Orefici, a due isolati in San Babila paninari e autonomi si prendevano a cinghiate ogni sabato e c'era chi le vetrine le rompeva. Eppure nessuno diceva che tutta la sua generazione fosse viziata. Non era una generazione di santi, era una generazione come quella attuale, dove la stragrande maggioranza dei ragazzi studia, lavora o cerca lavoro senza rompere nulla. Purtroppo c'è una minoranza che sbaglia. Se per questa minoranza diciamo che tutta la generazione è viziata e con la pancia piena, commettiamo un'ingiustizia nei loro confronti. Il suo sacrificio dimostra che si può faticare e restare onesti. Ma non dimostra che basti più fatica quando i problemi sono altri: scuola che non regge, stage gratis, caro vita e affitti fuori controllo. Lei nel 1983, lavorando da sguattero con l'aiuto dei suoi, è riuscito a farsi una casa a Garbagnate. Oggi un ragazzo con la stessa voglia di fare non se la potrebbe più permettere. 
Cordialmente
Alessandro
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