Curare le Parole: il convegno di Casa dei Ragazzi IAMA

Grande partecipazione a Olgiate Molgora per l’incontro dedicato a linguaggi, relazioni e identità oltre la disabilità. Successo per la mostra di Giancarlo Carli, detto il Lombardino, e grande emozione per la performance teatrale del Centro Socio Educativo.
Olgiate Molgora, 29 ottobre 2026 – Oltre 50 persone tra familiari, operatori e operatrici, rappresentanti di ATS, dei Comuni limitrofi e dell’Ambito di Merate hanno partecipato venerdì 23 ottobre, presso la Sala Polivalente San Zeno di Olgiate Molgora, al convegno “Curare le Parole. Linguaggi, relazioni e identità oltre la disabilità”, promosso da Casa dei Ragazzi IAMA.
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Un pomeriggio di confronto, ascolto ed emozione, che ha riunito voci ed esperienze diverse attorno a una domanda fondamentale: quale ruolo hanno le parole, le relazioni e le pratiche quotidiane nel costruire le opportunità di vita delle persone con disabilità?
A emergere con forza è stata una consapevolezza: le parole non si limitano a descrivere la realtà, ma contribuiscono a costruirla. Possono aprire possibilità, alimentare aspettative e valorizzare le capacità, oppure diventare barriere che limitano desideri e aspirazioni.

Dal linguaggio al progetto di vita: mettere la persona al centro

Moderato dalla prof.ssa Elena Zanfroni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il convegno ha affrontato il tema della cura delle parole da diverse prospettive: pedagogica, educativa, clinica e comunicativa.
La prof.ssa Silvia Maggiolini, del CeDisMa (Centro studi e ricerche sulla Disabilità e Marginalità) dell’Università Cattolica, ha approfondito il significato dell’inclusione e della partecipazione, richiamando l’importanza di superare una visione che considera la persona come qualcuno da inserire in un contesto già definito. La sfida è costruire contesti nei quali ciascuno possa essere parte attiva della comunità.
Le professioniste di Casa dei Ragazzi IAMA – la psicologa Mara Colnago e le logopediste Irene Redondi e Sara Pagani – hanno portato l’attenzione sulle pratiche quotidiane delle Residenze Sanitarie Assistenziali, approfondendo il valore della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e la necessità di riconoscere a ogni persona il diritto di esprimersi, comunicare preferenze e manifestare anche il proprio dissenso.
Marta Mozzanica, Responsabile Area Sociale e Formazione di Casa dei Ragazzi IAMA, ha invece riflettuto sul valore della documentazione educativa e clinica, sottolineando come raccontare una persona significhi custodirne la storia, le relazioni e le aspirazioni, andando oltre la semplice descrizione di prestazioni e bisogni.
A chiudere il confronto, l’intervento di Sara De Carli, giornalista del mensile Vita, che ha richiamato la responsabilità del linguaggio nei media e nella società e la necessità di superare formule stereotipate, anche quando apparentemente animate dalle migliori intenzioni.
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Il filo conduttore degli interventi è stato il progetto di vita: non un futuro già scritto da altri, ma un percorso da costruire insieme alla persona, riconoscendone desideri, capacità e possibilità di scelta.
È in questa prospettiva che il lavoro quotidiano di Casa dei Ragazzi IAMA incontra le aspirazioni della normativa sulla disabilità: tradurre i principi in esperienze concrete, attraverso l’ascolto, la personalizzazione degli interventi e la costruzione di opportunità reali di partecipazione. Il progetto di vita non resta così un principio astratto, ma diventa un orientamento che attraversa le relazioni, le scelte educative e l’organizzazione dei servizi.
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Lombardino e il CSE: talento, desideri ed emozioni
A rendere particolarmente significativo il pomeriggio sono stati anche due momenti nei quali le persone con disabilità sono state protagoniste non soltanto dei percorsi di cura, ma della vita culturale e della comunità.
Grande interesse ha suscitato la prima mostra personale di Giancarlo Carli, conosciuto come Lombardino, ospite delle RSD di Casa dei Ragazzi IAMA. Dopo una lunga attività pittorica, Giancarlo ha potuto presentare al pubblico le proprie opere e condividere il suo percorso artistico. In occasione dei saluti iniziali, alla presenza del sindaco di Olgiate Molgora, Giovanni Battista Bernocco, ha espresso anche un desiderio che guarda al futuro: esporre le proprie opere nella sala consiliare del Comune.
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Un’aspirazione concreta, personale, che racconta meglio di molte parole il significato di un progetto di vita: riconoscere ciò che una persona ama, ciò che sa fare e ciò che ancora desidera realizzare.
Intensa e commovente è stata anche la performance “La lingua dei miei occhi”, proposta da Sarah Leveraro insieme alle educatrici e alle persone del Centro Socio Educativo (CSE). Attraverso il linguaggio del teatro, dello sguardo, dei gesti e della presenza reciproca, lo spettacolo ha ricordato che comunicare non significa soltanto parlare e che l’assenza di parole non coincide con l’assenza di pensieri, emozioni o desideri.
Un momento che ha coinvolto profondamente il pubblico, restituendo in forma artistica uno dei messaggi centrali del convegno: per comprendere l’altro, a volte, occorre rallentare, cambiare prospettiva e imparare ad ascoltare anche ciò che non viene detto.
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Il valore delle occasioni di confronto

La partecipazione di familiari, professionisti e rappresentanti delle istituzioni ha confermato il valore di occasioni di confronto capaci di mettere in dialogo servizi, famiglie e territorio.
Con “Curare le Parole”, Casa dei Ragazzi IAMA ha voluto condividere un’esperienza che unisce riflessione culturale e pratica quotidiana, mostrando come i principi del progetto di vita possano prendere forma nelle relazioni, nella comunicazione, nell’arte e nella possibilità di coltivare i propri sogni.
È possibile rivedere il video del Convegno qui:
https://youtu.be/TEpeEp4GWxE
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