Orgogliosi senza umiliare

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Articolo: Chi parte da condizioni favorevoli?

Nessuno mette in discussione i tuoi sacrifici, né il tuo diritto di essere orgoglioso di ciò che hai conquistato. Ma la tua esperienza personale non può diventare una regola valida per tutti. Le condizioni favorevoli non significano necessariamente nascere ricchi: significano anche avere una famiglia che ti sostiene, godere di buona salute, trovare un lavoro in un determinato momento storico, avere qualcuno che ti aiuta quando sei in difficoltà. E soprattutto, vivere in un contesto in cui il proprio impegno viene adeguatamente ricompensato. Certo che bisogna impegnarsi, assumersi le proprie responsabilità e imparare dai propri errori. Ma questo non significa che tutti gli ostacoli dipendano da errori personali, né che chi non riesce abbia necessariamente fatto meno sacrifici di te. Tu hai lavorato, rinunciato alle vacanze e pagato un mutuo per vent'anni: meriti rispetto per il tuo percorso. Ma c'è chi fa altrettanto e non riesce comunque ad arrivare agli stessi risultati, perché le circostanze non sono uguali per tutti. La differenza sta proprio qui: tu racconti la tua storia come una conquista personale, ma poi la usi per giudicare quella degli altri. E definire “falliti” coloro che non ce la fanno non dimostra forza, merito o capacità. Dimostra soltanto una mancanza di empatia. Si può essere orgogliosi di ciò che si è costruito senza dover umiliare chi ha avuto un percorso più difficile.
Sebastiano
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