Imbersago: Anna Danielon e il libro "Insieme era il mondo"

Nella serata di venerdì 23 ottobre, la biblioteca di Imbersago ha ospitato l'autrice Anna Danielon, che ha presentato il suo ultimo romanzo, "Insieme era il mondo".
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Un racconto che trova la sua ambientazione in Romania, Italia, Spagna e alle Canarie: un respiro ampio sul mondo, a differenza del precedente romanzo "Una ferita in fondo al cuore", che aveva come protagonista il territorio comasco, luogo natio dell'autrice. "Il libro precedente aveva visto la luce ai tempi del Covid, con questo nuovo sentivo il bisogno di girare il mondo, come poi abbiamo potuto ricominciare a fare". Inoltre, l'autrice è sempre stata attratta dalla Romania degli anni '70, di cui si sapeva poco ai tempi della dittatura di Ceaușescu, sulla quale si è a lungo documentata per far partire con il piede giusto la narrazione.
Un viaggio per il globo che segue quattro personaggi, Noa, Vasyl, Giuseppe e Beatrice e le loro famiglie, che inizialmente sembrano correre su binari ben diversi, per poi trovarsi e intrecciarsi indissolubilmente. Una costruzione narrativa non semplice, ma che l'autrice è riuscita a comporre avendo sin da subito in mente le trame individuali e il modo in cui si sarebbero incontrate, creando un unico racconto corale.
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Una struttura che viene ripresa alla fine del libro con l'immagine dello stereogramma: un'illustrazione che a prima vista sembrerebbe un disegno bidimensionale, astratto e confuso, ma che poi si trasforma in un'immagine tridimensionale ben precisa concentrando lo sguardo. E proprio così si mette a fuoco la storia: partendo da vicende separate, lontane nello spazio e apparentemente frammentarie, si arriva, pagina dopo pagina, a un disegno unitario.
Un aspetto che accomuna i protagonisti del romanzo è l'affrontare, chi in maniera maggiore e chi minore, un trauma. La capacità dell'autrice di descriverlo in maniera delicata ma profonda "facendo percepire come dal buio possa emergere un nuovo stato di benessere e ricostruzione personale" le è valsa a settembre la vittoria del premio Emily "I mille volti della violenza". Ogni personaggio, difatti, pur subendo chi violenza fisica e chi psicologica, riesce a risollevarsi e a ricostruire dalle macerie, nonostante il dolore spesso si trasmetta da generazione in generazione, lacerando relazioni e certezze.
Una componente sempre presente negli scritti di Danielon è la musica: il titolo "Una ferita in fondo al cuore" deriva ad esempio dalla famosa canzone "Il cuore è uno zingaro", portata al successo da Nicola Di Bari e Nada. Nell'ultimo romanzo la musica ha un ruolo ben definito, essendo il motore che mette in moto l'ispirazione poetica di uno dei personaggi, Giuseppe. Ed è proprio nella figura di quest'uomo che l'autrice ha lasciato maggiormente, senza neanche accorgersi, una traccia di sé. "Anche per me la scrittura è arrivata da un evento scatenante preciso: il mio cambio improvviso di carriera. Era il 2019 e da lì non ho più smesso di scrivere".
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Il cuore di "Insieme era il mondo" si ritrova nel titolo stesso, una citazione da Siddharta di Hermann Hesse. Alla fine del romanzo, uno dei protagonisti scopre l'interconnessione tra ogni essere umano osservando l'acqua del Danubio. Ed è proprio questa la sensazione che l'autrice vuole lasciare ai suoi lettori: la consapevolezza di un legame indissolubile che unisce ogni essere umano.
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