Quando prevale il silenzio

Caro direttore
La scorsa settimana è stata caratterizzata da due vicende che, secondo me, non hanno avuto il dovuto risalto.

Parto dalla notizia secca: dal 1° novembre chiude di fatto la Stroke Unit all’ospedale San Leopoldo Mandic. Nella fase acuta dell’ictus questa “unità” è in grado di ridurre la mortalità e l’invalidità causate dalla malattia, attraverso una terapia specifica, la trombolisi, eseguita entro le tre ore dall’inizio dei sintomi. Il direttore generale Marco Trivelli ha detto che con sole tre trombolisi dall’inizio dell’anno non ha senso mantenere il servizio e poi la Regione lo ha centralizzato a una dozzina di hub tra cui il San Gerardo. Però un paziente di Merate, dopo aver avvertito i sintomi (Come? Quali? Quanto impiega a comprenderne la gravità?) deve chiamare l’ambulanza, sperando che arrivi rapidamente e farsi trasportare a Monza dove, si spera altrettanto rapidamente l’equipe entri in funzione con il trattamento. Una corsa contro il tempo, una corsa per la vita o contro una invalidità permanente anche grave. Il dr. Trivelli ha comunicato ai sindaci questa decisione la settimana scorsa ma nessuno di essi ha girato l’informativa ai cittadini. Un fatto gravissimo a mio parere per quanto la notizia abbia poi goduto della copertura mediatica del tuo giornale e del Giorno. Possibile che una informazione così importante non meriti di essere diffusa a tutta la cittadinanza? Ma che sindaci abbiamo eletto, semplici passa carte?

La seconda vicenda l’hai meritoriamente portata alla luce: l’ennesima regalia a un privato con soldi pubblici. La Provincia di Lecco nelle persone dei suoi massimi esponenti, la presidente Alessandra Hofmann e il vice Mattia Micheli, intanto avrebbero dovuto spiegare le ragioni dell’allontanamento (volontario o “spinto”?) dell’ex direttore generale Mario Blandino, perché pare davvero strano che la causa sia stata soltanto la relazione affettiva con la consigliera Silvia Bosio. Mi sembra di intravvedere qualcosa di boccaccesco in tutto ciò che mal si concilia con l’interesse superiore della collettività. A ciò si aggiunge l’assurda iniziativa di realizzare a beneficio del lecchese una pagina promozionale per ciascuno degli 84 comuni della provincia. Non c’è ragione e il motivo addotto di far conoscere le bellezze del nostro territorio suona come un abuso della credulità popolare. Non ci crede nessuno, ma, soprattutto, nessuno dei consiglieri provinciali, di maggioranza e di opposizione ne sapeva qualcosa. Alcuni lo hanno appreso dalla deliberazione, altri dal tuo giornale. Questo per dire che va bene, non sono pagati, ma un po’ di attenzione per il ruolo voluto ci deve essere. Certo che se un livello istituzionale basso come la Provincia usa i soldi pubblici con questa spregiudicatezza chissà ai livelli superiori che cosa accade. Mi auguro che qualcuno di centrosinistra, ma anche del centrodestra al governo di Villa Locatelli, chieda conto ai due artefici di questa trovata. Intanto aspettiamo l’esito del bando per un altro lavoro di informazione varato dalla Provincia per diecimila euro. Qui un bando, che immagino già a chi andrà la vittoria, mentre per 36.900 oltre Iva affidamento diretto. Ma Silvia Maria Gisella Bosio, Luca Caremi, Alessandro Negri, Antonio Leonardo Pasquini, Stefano Simonetti, nulla hanno da obiettare? E Cesare Colombo, Gaetano Caldirola, Paolo Lanfranchi, Luca Pigazzini, Patrizia Riva e Felice Rocca non riescono a mettere assieme quattro parole di critica oppure condividono?
Matrix
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