Merate: corso di italiano per i genitori della materna di v. Verdi
Refezione scolastica, trasporto, piedibus, servizio di ingresso anticipato e di post scuola. Sono alcune delle voci che compongono il piano di diritto allo studio. Le slides con i numeri, solo in formato bozze e per questo proiettate pubblicamente nel corso della commissione ma non fornite dall’assessore Patrizia Riva per la pubblicazione, hanno presentato il piano di diritto allo studio della città di Merate che sarà poi discusso in consiglio.

Numeri a parte di frequentanti, iscritti ai vari servizi, costi degli stessi il punto che ha “fermato” per un attimo i giochi della commissione è stato quello relativo all’asilo di viale Verdi.
Ricordando il "grande progetto" 0-6 anni con un importante investimento per il rinnovo degli ambienti, l'assessore ha spiegato che essendo gli iscritti di diversa provenienza e cultura, magari italiani ma con un background socio-economico diverso, con le insegnanti è stato deciso un nuovo percorso pedagogico per facilitare la comprensione della lingua italiana e le relazioni. La scuola ha così offerto la possibilità di un corso di lingua italiana per i genitori con un servizio di baby sitteraggio in un'aula vuota del CDD.
A domanda precisa del consigliere Paola Panzeri su quante fossero le mamme in grado di parlare italiano, l'assessore Riva detto di non esserne a conoscenza e, di rimando, l'esponente di Più Prospettive ha precisato che sarebbe bastato vedere gli iscritti al corso. Dati, però, al momento non disponibile. Numeri che si auspica arriveranno con il consiglio.
Sono stati poi annunciati i primi incontri a partire da gennaio per l’avvio dei patti digitali, finalizzati a un uso consapevole delle tecnologie a partire dalle famiglie.

Numeri a parte di frequentanti, iscritti ai vari servizi, costi degli stessi il punto che ha “fermato” per un attimo i giochi della commissione è stato quello relativo all’asilo di viale Verdi.
Ricordando il "grande progetto" 0-6 anni con un importante investimento per il rinnovo degli ambienti, l'assessore ha spiegato che essendo gli iscritti di diversa provenienza e cultura, magari italiani ma con un background socio-economico diverso, con le insegnanti è stato deciso un nuovo percorso pedagogico per facilitare la comprensione della lingua italiana e le relazioni. La scuola ha così offerto la possibilità di un corso di lingua italiana per i genitori con un servizio di baby sitteraggio in un'aula vuota del CDD.
A domanda precisa del consigliere Paola Panzeri su quante fossero le mamme in grado di parlare italiano, l'assessore Riva detto di non esserne a conoscenza e, di rimando, l'esponente di Più Prospettive ha precisato che sarebbe bastato vedere gli iscritti al corso. Dati, però, al momento non disponibile. Numeri che si auspica arriveranno con il consiglio.
Sono stati poi annunciati i primi incontri a partire da gennaio per l’avvio dei patti digitali, finalizzati a un uso consapevole delle tecnologie a partire dalle famiglie.
























