Montevecchia: le bellezze del colle in onda su CR1

Il comune di Montevecchia e il suo territorio sono stati al centro della puntata di giovedì 22 ottobre della trasmissione televisiva "Gioielli sotto casa", il format curato dall'emittente CR1 e realizzato con la collaborazione della Camera di Commercio di Como e Lecco. Il servizio televisivo ha condotto gli spettatori in un viaggio attraverso il paesaggio collinare dall'eccezionale valore naturalistico e storico, che per la presenza dei caratteristici terrazzamenti e dei cipressi riesce ad evocare i panorami toscani.
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A guidare la prima parte del racconto è stato Giovanni Zardoni, presidente dell'Ente Parco di Montevecchia e della Valle del Curone. Zardoni ha innanzitutto inquadrato la posizione geografica del paese, situato a circa trenta chilometri da Milano e venti da Lecco, definendolo il cuore della Brianza storica. Nel descrivere la rete dei collegamenti, il Presidente ha ricordato la facilità d'accesso sia in auto, tramite la statale 36 Valassina o la Tangenziale Est, sia in treno, facendo riferimento alla stazione ferroviaria di Cernusco-Merate dalla quale è possibile raggiungere la cima del colle con circa un'ora di camminata lungo i sentieri.
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Spostandosi presso la sede dell'Ente Parco a Cascina Butto, Zardoni ha illustrato le peculiarità dell'area protetta, un parco agricolo-forestale regionale di 3.800 ettari che si estende su dodici Comuni. All'interno di questa riserva sono custoditi habitat di altissimo valore tutelati dalla Rete Natura 2000 dell'Unione Europea, come le sorgenti petrificanti che rappresentano l'ambiente ideale per il gambero di fiume, oltre ai boschi umidi e ai prati magri popolati da diverse specie di orchidee selvatiche.
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La narrazione si è poi concentrata sull'interazione secolare tra l'uomo e l'ambiente. Zardoni ha spiegato la storia dei terrazzamenti, un tempo modellati dai contadini per ricavare foraggio per gli animali, colture officinali e primizie destinate ai mercati milanesi. Oggi questa vocazione agricola rivive sia grazie al rilancio vitivinicolo promosso dal Consorzio IGT Terre Lariane, che produce vini di qualità attenti alla biodiversità, sia attraverso la produzione dei tradizionali formaggini di Montevecchia, i tipici furmagétt, che costituiscono una vera eccellenza a chilometro zero. Il Parco – ha proseguito Zardoni nel presentare l'Ente e le sue attività – promuove inoltre la tutela del territorio attraverso la consapevolezza, proponendo programmi didattici per le scolaresche e visite guidate con le Guardie Ecologiche Volontarie, valorizzando una rete di sentieri ben segnalati e fruibili da famiglie, escursionisti, cavalieri e ciclisti in e-bike. Tra le peculiarità scientifiche dell'area rientrano infine le testimonianze archeologiche rinvenute a cascina Barbabella, dove sono state trovate tracce di insediamenti preistorici contemporanei alla cultura di Golasecca.
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Nella seconda parte della trasmissione, le telecamere si sono trasferite in cima alla collina per visitare il Santuario della Beata Vergine del Carmelo, con la guida di Domenico Piazza, volto noto di Montevecchia, attivo nella vita sociale, parrocchiale e musicale del paese. Piazza ha ripercorso le profonde radici storiche del luogo, spiegando che le fondamenta poggiano sulle rovine di un antico tempio celtico del 500 a.C., poi sostituito da un castrum – accapamento fortificato – e da una torre di avvistamento romana costruiti dopo la vittoria sugli Insubri del 222 a.C. per inviare segnalazioni alla città di Mediolanum. Piazza ha quindi ripercorso i passaggi che hanno trasformato la struttura in un luogo di culto, citando la menzione documentale di Goffredo da Bussero nel 1200, l'inventario delle opere stilato dal presbitero Giacomino de Regibus de Ello a fine 1400 e l'elevazione a parrocchia promossa da San Carlo Borromeo nel 1564.
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All'interno dell'edificio a navata unica, Piazza ha illustrato diverse pregevoli testimonianze artistiche, tra cui la pala d'altare ottocentesca raffigurante San Grato e San Spiridione, tradizionali santi protettori dei lavori agricoli. Nel percorso artistico figurano inoltre affreschi della cappella di Sant'Antonio, sculture Seicentesche in radica e importanti legami con la scuola pittorica cremonese dei maestri Bernardino e Giulio Campi – due tra i massimi esponenti del manierismo lombardo del Cinquecento. La visita si è conclusa dinanzi alla statua lignea di fine Cinquecento raffigurante la Beata Vergine del Monte Carmelo, opera sacra al centro della storica processione paesana che si tiene tradizionalmente nel giorno del Lunedì dell'Angelo.
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Per chi desidera rivedere il servizio televisivo, la puntata è disponibile in streaming sul sito dell'emittente all'indirizzo www.cr1.it  o consultando il canale YouTube ufficiale (https://youtu.be/l_LAhHb1PfE?si=kZ3iHgSX6a5LZkyy).
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