Imbersago: la Comunità ha accolto don Virginio Resnati

Domenica 25 ottobre in una chiesa gremita, la Comunità pastorale dei Santi Marcellino e Pietro di Imbersago e Cassina Fra Martino ha accolto ufficialmente don Virginio Resnati, arrivato dopo 24 anni di servizio a Valbrona, nel comasco.
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A dargli il benvenuto è stato il sindaco di Imbersago Fabio Vergani, che gli ha augurato di trovare una comunità accogliente, pronta ad accompagnarlo non solo nell'ascolto della Parola di Dio, ma anche nelle iniziative condivise tra la parrocchia e il paese. Un saluto è arrivato anche dal sindaco di Merate, Mattia Salvioni, che ha sottolineato il valore della presenza dei parrocchiani giunti da Valbrona, testimoni del forte legame che il sacerdote è riuscito a costruire negli anni: «Questa è una comunità bella, viva e quindi sicuramente ci troveremo bene insieme. Saprà seminare e raccogliere frutti che sono stati seminati».
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Presente alla celebrazione anche il sindaco di Valbrona, Luca Ghezzi che ha ricordato quanto la figura di Don Virginio sia rimasta nel cuore dei suoi ex parrocchiani: «C'è ancora qualche cittadino che vaga un po' perso perché non vede più la figura di don Virginio» e da qui l'augurio che il sacerdote possa lasciare un segno altrettanto importante anche nella sua nuova comunità.

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Durante l’omelia don Virginio ha ringraziato le autorità, le associazioni parrocchiali, i familiari e tutti i fedeli presenti, invitando però a guardare oltre la solennità dell'ingresso e a concentrarsi sul significato del cammino che si apre. Al centro della sua riflessione, una domanda che vorrebbe condividere con la comunità durante il proprio ministero: «Non dobbiamo più domandarci che cosa dobbiamo fare, ma come dobbiamo essere».
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Un interrogativo che il nuovo parroco ha rivolto innanzitutto a sé stesso, chiamato a vivere il proprio ruolo non come quello di chi deve fare tutto nel modo migliore e senza errori, ma come quello di un pastore e di un credente che cerca di seguire il Signore. «Come dobbiamo vivere il Vangelo oggi, in questo mondo così complesso?» ha chiesto ai fedeli, invitandoli a non fermarsi ai confini della propria comunità, ma a guardare anche a chi vive percorsi diversi, a chi arriva in paese e a chi, per ragioni differenti, non si sente vicino alla vita della Chiesa. La fede, ha ricordato, richiede fedeltà e pazienza, ma anche disponibilità a interrogarsi e a mettersi in gioco, soprattutto quando le richieste del Vangelo sembrano andare in direzione diversa rispetto a quelle del mondo. È una sfida da affrontare insieme: «Questa è un po' la domanda che ho nel cuore e che vorrei fosse condivisa con voi in questo giorno di inizio ufficiale del mio ministero», ha spiegato.
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Don Emanuele e don Virginio

Il sacerdote è poi tornato al Vangelo ascoltato durante la celebrazione, invitando i fedeli a lasciarsi guidare dalla Parola, facendo in modo che Cristo diventi sempre più parte della vita quotidiana è che la parrocchia diventi sempre più una "casa" in cui Gesù e la sua Parola siano al centro e dove ciascuno possa sentirsi accolto.
A esprimere la volontà di intraprendere questo cammino insieme sono stati anche i parrocchiani, che richiamando le parole del Vangelo di Matteo, «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» hanno accolto don Virginio con l'auspicio di crescere insieme nella fede, lasciandosi guidare dalla Parola di Dio e dall'invito di papa Leone a costruire ponti e a vivere nell'unità.
F.Ri.
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