Brivio: illustrata la Variante al Pgt. A breve l’adozione in cc
Riduzione del consumo di suolo, recupero del patrimonio edilizio esistente, potenziamento dei servizi pubblici, miglioramento della viabilità e tutela del paesaggio. Sono questi i principali obiettivi della variante generale al Piano di Governo del Territorio (PGT) di Brivio, presentata nel tardo pomeriggio di giovedì 22 ottobre durante la riunione della Commissione Urbanistica. Si tratta di uno strumento destinato ad aggiornare il documento attualmente vigente, risalente al 2011, e a ridisegnare le prospettive urbanistiche del paese per i prossimi anni.

A illustrare il nuovo Piano è stato l'architetto Fabrizio Ottolini, estensore del documento. Alla seduta hanno preso parte l’assessore all’Urbanistica Elisa Rossi, i capigruppo di maggioranza e minoranza Roberta Agostoni e Claudio Saldarini, il responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale, geometra Marco Manzoni, i componenti della Commissione Roberta Sella e Marco Scaccabarozzi, l’architetto Dario Ronchi e l’architetto Alessandro Mauri. Collegato da remoto, perché influenzato, anche il sindaco Federico Airoldi.

L'architetto Ottolini ha aperto la presentazione spiegando come il lavoro sia partito dagli indirizzi forniti dall'Amministrazione comunale, con quattro priorità: limitare il consumo di nuovo suolo, favorire il recupero degli edifici e delle aree già urbanizzate, rafforzare il sistema dei servizi e dell’accessibilità e salvaguardare le caratteristiche paesaggistiche e ambientali del territorio. Un lavoro complesso, che ha dovuto tenere conto anche delle numerose novità normative intervenute negli ultimi quindici anni, dalla legge regionale sul consumo di suolo del 2014 a quella sulla rigenerazione urbana del 2019, passando per gli aggiornamenti degli strumenti di pianificazione regionale, provinciale e del Parco Adda Nord.
Uno degli aspetti più significativi della variante riguarda proprio la riduzione del consumo di suolo. Per Brivio, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale prevede una riduzione del 22% delle superfici destinate a trasformazioni residenziali e del 20% di quelle riservate ad altre funzioni urbane, rispetto alle previsioni presenti al 2 dicembre 2014. Tradotto in numeri, il Comune era chiamato a rinunciare a 7.813 metri quadrati di previsioni residenziali e a ulteriori 2.172 metri quadrati destinati ad altre funzioni, per un totale di 9.985 metri quadrati. La variante elaborata da Ottolini raggiunge una riduzione complessiva di 10.623 metri quadrati, vale a dire 638 in più rispetto a quanto richiesto dalla Provincia.
Un risultato ottenuto attraverso la revisione di alcuni ambiti di trasformazione previsti dal vecchio PGT. Tra questi figurano l’area della Malpensata, il cui perimetro è stato ridimensionato, e quella delle ex Fornaci, dove si punta maggiormente sulla rigenerazione del patrimonio esistente. A Beverate, invece, è stato eliminato l’ambito di trasformazione precedentemente identificato con il numero 6, mantenendo comunque le previsioni relative alla realizzazione di parcheggi a servizio del nucleo abitato.
Entrando nel dettaglio, il nuovo assetto urbanistico prevede cinque ambiti di trasformazione, cinque ambiti di rigenerazione e tre ambiti di completamento del tessuto urbano. Tra gli interventi più rilevanti figura quello relativo al sistema delle ex Fornaci, una delle aree su cui si concentrano maggiormente le prospettive di riqualificazione. La variante prevede una riorganizzazione dell’intero comparto, introducendo precise indicazioni legate all’interesse pubblico. Si parla, in particolare, di nuovi parcheggi, percorsi ciclopedonali, riqualificazione delle aree boschive e collegamenti con la viabilità esistente. L’accesso principale sarebbe da via Carozzi, mentre un ingresso ciclopedonale verrebbe ricavato da via Figino, in collegamento con la strada provinciale.

Sempre in quest’area è previsto un ulteriore ambito di trasformazione lungo via del Figino, precedentemente compreso nel comparto delle Fornaci e ora individuato separatamente. Per questa porzione è stata modificata anche la destinazione prevista, passando da commerciale a residenziale.
Un altro intervento interessa l’area compresa tra via Roncaccio e via Malpensata, dove la riduzione del perimetro edificabile sarà accompagnata dalla previsione di parcheggi e opere di mitigazione ambientale. Gli ultimi due ambiti di trasformazione, originariamente riuniti in un’unica area e ora distinti, riguardano invece le attività economiche.
Un secondo capitolo importante è quello della rigenerazione urbana, con cinque aree individuate per favorire il recupero degli insediamenti già esistenti, evitando per quanto possibile nuove edificazioni su terreni liberi. Il primo ambito riguarda ancora una volta le ex Fornaci, dove il recupero delle strutture dismesse sarà accompagnato dalla creazione di spazi verdi pubblici e percorsi di collegamento, con l’obiettivo di integrare il comparto con il vicino polo dei servizi.
In via Collina è previsto il recupero di un’area già edificata, attraverso un permesso di costruire convenzionato che dovrà garantire anche nuove dotazioni di sosta e sistemazioni degli spazi circostanti. In via ai Campi l’attenzione sarà invece rivolta al riutilizzo degli insediamenti esistenti e alla riqualificazione degli spazi aperti.

Un quarto ambito, lungo la Statale 342 e via San Giorgio, punta alla rifunzionalizzazione degli edifici presenti, introducendo una maggiore flessibilità nelle destinazioni d’uso compatibili. Il quinto interessa infine la Bella Venezia, inserita tra gli ambiti di rigenerazione anche per chiarire il rapporto tra la pianificazione comunale e quella del Parco Adda Nord. In questo caso si punta al recupero dell’esistente e alla valorizzazione della fruizione del territorio, nel rispetto delle disposizioni di tutela ambientale.
Per quanto riguarda invece il completamento del tessuto urbano, il Piano individua tre ambiti: due nella frazione di Foppaluera e uno a Beverate. Gli interventi dovranno accompagnarsi al miglioramento dell’accessibilità e alla realizzazione delle necessarie dotazioni pubbliche.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla cosiddetta "città pubblica", vale a dire l’insieme dei servizi, delle infrastrutture e degli spazi destinati alla collettività. L’obbiettivo è rafforzare i poli scolastici e i servizi esistenti, rivedendo alcune delle previsioni contenute nel vecchio PGT e considerate oggi meno sostenibili. Particolare attenzione è riservata al comparto di via Carozzi e delle ex Fornaci, dove si ipotizzano nuove aree di sosta e una struttura polifunzionale, potenzialmente integrabile con il vicino centro sportivo. Rispetto alle previsioni precedenti, tuttavia, l’intervento è stato ridimensionato.
A Beverate, invece, il Piano conferma la volontà di migliorare la disponibilità di parcheggi a servizio del centro abitato e introduce la possibilità di realizzare una piccola piazza, con l’obiettivo di riqualificare il nucleo storico e migliorarne la vivibilità.
Sul fronte della mobilità, la variante affronta diverse questioni, tra cui lo svincolo dalla Statale 342, il miglioramento della rete viaria locale e la continuità dei collegamenti ciclopedonali, con particolare attenzione anche ai percorsi che consentono di raggiungere e vivere le aree lungo il fiume Adda.
Rispetto alla tutela ambientale Ottolini ha spiegato che la lettura paesaggistica contenuta nel precedente PGT è stata sostanzialmente confermata, ritenendola ancora valida e ben strutturata. Tra gli elementi da salvaguardare figurano naturalmente il fiume Adda e la Palude di Brivio, ma anche la direttrice della Bevera, i varchi ecologici e le connessioni ambientali tra le diverse parti del territorio. La variante introduce inoltre misure legate al contrasto ai cambiamenti climatici, prevedendo una minore artificializzazione dei terreni, maggiori spazi verdi e piantumazioni all’interno dei comparti urbanistici. Sono stati recepiti anche gli interventi relativi al rischio idraulico, mentre la componente geologica è stata aggiornata per definire le prescrizioni da rispettare nelle future trasformazioni.
Un altro aspetto approfondito durante la presentazione riguarda la tutela dei nuclei storici. Il nuovo Piano amplia la perimetrazione del centro storico includendovi anche la chiesa e la casa delle suore, introducendo una disciplina più dettagliata per gli edifici e gli interventi di recupero. Proprio su questo tema sono emerse alcune questioni legate alle indicazioni della Soprintendenza, in particolare per quanto riguarda l’installazione di pannelli fotovoltaici e gli interventi di demolizione e ricostruzione. Sul fotovoltaico, in particolare, Ottolini ha evidenziato la necessità di ulteriori approfondimenti, ritenendo problematico prevedere un divieto generalizzato.

Terminata l’illustrazione tecnica, i presenti hanno avuto modo di chiedere alcuni chiarimenti sulle previsioni contenute nel documento. L’assessore Rossi è intervenuta in particolare sugli aspetti di maggiore interesse pubblico, tra cui parcheggi, rotatorie, viabilità e questioni legate alle prescrizioni della Soprintendenza. A chiudere la seduta è stato il sindaco Federico Airoldi, che ha ringraziato Ottolini e il suo gruppo di lavoro, l’assessore Rossi, i tecnici comunali e i componenti delle commissioni coinvolte nel percorso. “Questa variante è il risultato di un lavoro complesso, coordinato dall'Amministrazione e sviluppato attraverso il confronto con i professionisti e gli uffici comunali, con l’obiettivo di arrivare a uno strumento non soltanto aggiornato dal punto di vista normativo, ma anche chiaro e concretamente applicabile”. Airoldi ha ricordato come il PGT vigente risalga ormai a quindici anni fa. Da qui la necessità di dotare Brivio di un Piano capace di recepire le innovazioni intervenute, tutelando le peculiarità paesaggistiche del paese senza rinunciare alle opportunità di riqualificazione e sviluppo.
Il prossimo passaggio è già fissato per giovedì 29 ottobre, quando la variante generale al Piano di Governo del Territorio approderà in Consiglio comunale per la sua adozione.

Il geometra Marco Manzoni, l’architetto Fabrizio Ottolini,
l’architetto Alessandro Mauri e l’architetto Dario Ronchi
l’architetto Alessandro Mauri e l’architetto Dario Ronchi
A illustrare il nuovo Piano è stato l'architetto Fabrizio Ottolini, estensore del documento. Alla seduta hanno preso parte l’assessore all’Urbanistica Elisa Rossi, i capigruppo di maggioranza e minoranza Roberta Agostoni e Claudio Saldarini, il responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale, geometra Marco Manzoni, i componenti della Commissione Roberta Sella e Marco Scaccabarozzi, l’architetto Dario Ronchi e l’architetto Alessandro Mauri. Collegato da remoto, perché influenzato, anche il sindaco Federico Airoldi.

Claudio Saldarini e Marco Scaccabarozzi
L'architetto Ottolini ha aperto la presentazione spiegando come il lavoro sia partito dagli indirizzi forniti dall'Amministrazione comunale, con quattro priorità: limitare il consumo di nuovo suolo, favorire il recupero degli edifici e delle aree già urbanizzate, rafforzare il sistema dei servizi e dell’accessibilità e salvaguardare le caratteristiche paesaggistiche e ambientali del territorio. Un lavoro complesso, che ha dovuto tenere conto anche delle numerose novità normative intervenute negli ultimi quindici anni, dalla legge regionale sul consumo di suolo del 2014 a quella sulla rigenerazione urbana del 2019, passando per gli aggiornamenti degli strumenti di pianificazione regionale, provinciale e del Parco Adda Nord.
Uno degli aspetti più significativi della variante riguarda proprio la riduzione del consumo di suolo. Per Brivio, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale prevede una riduzione del 22% delle superfici destinate a trasformazioni residenziali e del 20% di quelle riservate ad altre funzioni urbane, rispetto alle previsioni presenti al 2 dicembre 2014. Tradotto in numeri, il Comune era chiamato a rinunciare a 7.813 metri quadrati di previsioni residenziali e a ulteriori 2.172 metri quadrati destinati ad altre funzioni, per un totale di 9.985 metri quadrati. La variante elaborata da Ottolini raggiunge una riduzione complessiva di 10.623 metri quadrati, vale a dire 638 in più rispetto a quanto richiesto dalla Provincia.
Un risultato ottenuto attraverso la revisione di alcuni ambiti di trasformazione previsti dal vecchio PGT. Tra questi figurano l’area della Malpensata, il cui perimetro è stato ridimensionato, e quella delle ex Fornaci, dove si punta maggiormente sulla rigenerazione del patrimonio esistente. A Beverate, invece, è stato eliminato l’ambito di trasformazione precedentemente identificato con il numero 6, mantenendo comunque le previsioni relative alla realizzazione di parcheggi a servizio del nucleo abitato.
Entrando nel dettaglio, il nuovo assetto urbanistico prevede cinque ambiti di trasformazione, cinque ambiti di rigenerazione e tre ambiti di completamento del tessuto urbano. Tra gli interventi più rilevanti figura quello relativo al sistema delle ex Fornaci, una delle aree su cui si concentrano maggiormente le prospettive di riqualificazione. La variante prevede una riorganizzazione dell’intero comparto, introducendo precise indicazioni legate all’interesse pubblico. Si parla, in particolare, di nuovi parcheggi, percorsi ciclopedonali, riqualificazione delle aree boschive e collegamenti con la viabilità esistente. L’accesso principale sarebbe da via Carozzi, mentre un ingresso ciclopedonale verrebbe ricavato da via Figino, in collegamento con la strada provinciale.

Il geometra Marco Manzoni e l’architetto Ottolini
Sempre in quest’area è previsto un ulteriore ambito di trasformazione lungo via del Figino, precedentemente compreso nel comparto delle Fornaci e ora individuato separatamente. Per questa porzione è stata modificata anche la destinazione prevista, passando da commerciale a residenziale.
Un altro intervento interessa l’area compresa tra via Roncaccio e via Malpensata, dove la riduzione del perimetro edificabile sarà accompagnata dalla previsione di parcheggi e opere di mitigazione ambientale. Gli ultimi due ambiti di trasformazione, originariamente riuniti in un’unica area e ora distinti, riguardano invece le attività economiche.
Un secondo capitolo importante è quello della rigenerazione urbana, con cinque aree individuate per favorire il recupero degli insediamenti già esistenti, evitando per quanto possibile nuove edificazioni su terreni liberi. Il primo ambito riguarda ancora una volta le ex Fornaci, dove il recupero delle strutture dismesse sarà accompagnato dalla creazione di spazi verdi pubblici e percorsi di collegamento, con l’obiettivo di integrare il comparto con il vicino polo dei servizi.
In via Collina è previsto il recupero di un’area già edificata, attraverso un permesso di costruire convenzionato che dovrà garantire anche nuove dotazioni di sosta e sistemazioni degli spazi circostanti. In via ai Campi l’attenzione sarà invece rivolta al riutilizzo degli insediamenti esistenti e alla riqualificazione degli spazi aperti.

Roberta Sella e l’assessore Elisa Rossi
Un quarto ambito, lungo la Statale 342 e via San Giorgio, punta alla rifunzionalizzazione degli edifici presenti, introducendo una maggiore flessibilità nelle destinazioni d’uso compatibili. Il quinto interessa infine la Bella Venezia, inserita tra gli ambiti di rigenerazione anche per chiarire il rapporto tra la pianificazione comunale e quella del Parco Adda Nord. In questo caso si punta al recupero dell’esistente e alla valorizzazione della fruizione del territorio, nel rispetto delle disposizioni di tutela ambientale.
Per quanto riguarda invece il completamento del tessuto urbano, il Piano individua tre ambiti: due nella frazione di Foppaluera e uno a Beverate. Gli interventi dovranno accompagnarsi al miglioramento dell’accessibilità e alla realizzazione delle necessarie dotazioni pubbliche.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla cosiddetta "città pubblica", vale a dire l’insieme dei servizi, delle infrastrutture e degli spazi destinati alla collettività. L’obbiettivo è rafforzare i poli scolastici e i servizi esistenti, rivedendo alcune delle previsioni contenute nel vecchio PGT e considerate oggi meno sostenibili. Particolare attenzione è riservata al comparto di via Carozzi e delle ex Fornaci, dove si ipotizzano nuove aree di sosta e una struttura polifunzionale, potenzialmente integrabile con il vicino centro sportivo. Rispetto alle previsioni precedenti, tuttavia, l’intervento è stato ridimensionato.
A Beverate, invece, il Piano conferma la volontà di migliorare la disponibilità di parcheggi a servizio del centro abitato e introduce la possibilità di realizzare una piccola piazza, con l’obiettivo di riqualificare il nucleo storico e migliorarne la vivibilità.
Sul fronte della mobilità, la variante affronta diverse questioni, tra cui lo svincolo dalla Statale 342, il miglioramento della rete viaria locale e la continuità dei collegamenti ciclopedonali, con particolare attenzione anche ai percorsi che consentono di raggiungere e vivere le aree lungo il fiume Adda.
Rispetto alla tutela ambientale Ottolini ha spiegato che la lettura paesaggistica contenuta nel precedente PGT è stata sostanzialmente confermata, ritenendola ancora valida e ben strutturata. Tra gli elementi da salvaguardare figurano naturalmente il fiume Adda e la Palude di Brivio, ma anche la direttrice della Bevera, i varchi ecologici e le connessioni ambientali tra le diverse parti del territorio. La variante introduce inoltre misure legate al contrasto ai cambiamenti climatici, prevedendo una minore artificializzazione dei terreni, maggiori spazi verdi e piantumazioni all’interno dei comparti urbanistici. Sono stati recepiti anche gli interventi relativi al rischio idraulico, mentre la componente geologica è stata aggiornata per definire le prescrizioni da rispettare nelle future trasformazioni.
Un altro aspetto approfondito durante la presentazione riguarda la tutela dei nuclei storici. Il nuovo Piano amplia la perimetrazione del centro storico includendovi anche la chiesa e la casa delle suore, introducendo una disciplina più dettagliata per gli edifici e gli interventi di recupero. Proprio su questo tema sono emerse alcune questioni legate alle indicazioni della Soprintendenza, in particolare per quanto riguarda l’installazione di pannelli fotovoltaici e gli interventi di demolizione e ricostruzione. Sul fotovoltaico, in particolare, Ottolini ha evidenziato la necessità di ulteriori approfondimenti, ritenendo problematico prevedere un divieto generalizzato.

Terminata l’illustrazione tecnica, i presenti hanno avuto modo di chiedere alcuni chiarimenti sulle previsioni contenute nel documento. L’assessore Rossi è intervenuta in particolare sugli aspetti di maggiore interesse pubblico, tra cui parcheggi, rotatorie, viabilità e questioni legate alle prescrizioni della Soprintendenza. A chiudere la seduta è stato il sindaco Federico Airoldi, che ha ringraziato Ottolini e il suo gruppo di lavoro, l’assessore Rossi, i tecnici comunali e i componenti delle commissioni coinvolte nel percorso. “Questa variante è il risultato di un lavoro complesso, coordinato dall'Amministrazione e sviluppato attraverso il confronto con i professionisti e gli uffici comunali, con l’obiettivo di arrivare a uno strumento non soltanto aggiornato dal punto di vista normativo, ma anche chiaro e concretamente applicabile”. Airoldi ha ricordato come il PGT vigente risalga ormai a quindici anni fa. Da qui la necessità di dotare Brivio di un Piano capace di recepire le innovazioni intervenute, tutelando le peculiarità paesaggistiche del paese senza rinunciare alle opportunità di riqualificazione e sviluppo.
Il prossimo passaggio è già fissato per giovedì 29 ottobre, quando la variante generale al Piano di Governo del Territorio approderà in Consiglio comunale per la sua adozione.
E.Ma.
























