Col manganello aumenta la rabbia
Articolo: Serve il manganello
Enrico, capisco la rabbia. Anch'io quando ho visto le vetrine spaccate e i ragazzi che rubavano cinture da 1000 euro e alcolici ho pensato: "che schifo". Non erano poveri affamati, hai ragione tu. Ma tra Bolzaneto e non intervenire non c'è solo il vuoto, c'è in mezzo una cosa che si chiama educazione. Lei propone la manganellata terapeutica, la sospensione della responsabilità genitoriale e pene severe. Io le propongo di rileggere Don Bosco. Il suo Sistema Preventivo dell’educazione giovanile è del 1800, ma diceva l'opposto del suo. Don Bosco aveva in casa ragazzi ben peggiori di quelli di Milano: ex carcerati, orfani, senza famiglia, violenti. Eppure non usava mai il manganello. Diceva che il sistema repressivo - faccio la regola e punisco dopo - è per chi non ha voglia di educare. Il Sistema Preventivo si basa su tre principi: 1) Ragione: spiegare, non picchiare. Un ragazzo che capisce perché esistono le regole le rispetta di più di uno che ha solo paura della manganellata. 2) Religione, cioè senso della vita: dare un futuro e un orizzonte di valori. Se un 15enne pensa che rubare una cintura Hermes sia un atto politico o un trofeo da ostentare su TikTok, qualche domanda su che valori gli stiamo trasmettendo dovremmo farcela tutti, come comunità. 3) Amorevolezza: stare in mezzo a loro, prima che sbaglino. Don Bosco stava in cortile a giocare. Se la famiglia è assente, come dice giustamente lei, la comunità educante deve essere più presente, non meno. La manganellata non è terapeutica, è anestetica: fa passare la rabbia del momento a noi adulti, ma lascia il ragazzo più arrabbiato di prima. E quel ragazzo, divenuto maggiorenne, odierà ancora di più lo Stato che lo ha manganellato. Le pene servono, certo. Pagare i danni è sacrosanto, e i genitori devono rispondere civilmente. Ma se pensiamo che basti punire più forte, la prossima volta non se ne staranno a casa come dice lei. Torneranno più incazzati e con il casco in testa. Don Bosco diceva: "In ogni giovane, anche il più disgraziato, c'è un punto accessibile al bene. Compito dell'educatore è trovarlo." Non chiamiamolo buonismo del 1800. È l'unica cosa che funziona da 200 anni.
Enrico, capisco la rabbia. Anch'io quando ho visto le vetrine spaccate e i ragazzi che rubavano cinture da 1000 euro e alcolici ho pensato: "che schifo". Non erano poveri affamati, hai ragione tu. Ma tra Bolzaneto e non intervenire non c'è solo il vuoto, c'è in mezzo una cosa che si chiama educazione. Lei propone la manganellata terapeutica, la sospensione della responsabilità genitoriale e pene severe. Io le propongo di rileggere Don Bosco. Il suo Sistema Preventivo dell’educazione giovanile è del 1800, ma diceva l'opposto del suo. Don Bosco aveva in casa ragazzi ben peggiori di quelli di Milano: ex carcerati, orfani, senza famiglia, violenti. Eppure non usava mai il manganello. Diceva che il sistema repressivo - faccio la regola e punisco dopo - è per chi non ha voglia di educare. Il Sistema Preventivo si basa su tre principi: 1) Ragione: spiegare, non picchiare. Un ragazzo che capisce perché esistono le regole le rispetta di più di uno che ha solo paura della manganellata. 2) Religione, cioè senso della vita: dare un futuro e un orizzonte di valori. Se un 15enne pensa che rubare una cintura Hermes sia un atto politico o un trofeo da ostentare su TikTok, qualche domanda su che valori gli stiamo trasmettendo dovremmo farcela tutti, come comunità. 3) Amorevolezza: stare in mezzo a loro, prima che sbaglino. Don Bosco stava in cortile a giocare. Se la famiglia è assente, come dice giustamente lei, la comunità educante deve essere più presente, non meno. La manganellata non è terapeutica, è anestetica: fa passare la rabbia del momento a noi adulti, ma lascia il ragazzo più arrabbiato di prima. E quel ragazzo, divenuto maggiorenne, odierà ancora di più lo Stato che lo ha manganellato. Le pene servono, certo. Pagare i danni è sacrosanto, e i genitori devono rispondere civilmente. Ma se pensiamo che basti punire più forte, la prossima volta non se ne staranno a casa come dice lei. Torneranno più incazzati e con il casco in testa. Don Bosco diceva: "In ogni giovane, anche il più disgraziato, c'è un punto accessibile al bene. Compito dell'educatore è trovarlo." Non chiamiamolo buonismo del 1800. È l'unica cosa che funziona da 200 anni.
Patrizia

























