Merate: concluso il progetto accoglienza tra liceo Agnesi e Casa Amica

Nove classi prime coinvolte nelle scorse settimane in un percorso alla scoperta di Casa Amica Cooperativa Sociale ETS, realtà attiva a Merate dal 1987 che promuove l'inclusione delle persone con disabilità attraverso servizi socioeducativi e opportunità di inserimento lavorativo.
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Un'esperienza che ha portato gli studenti a conoscere da vicino anche le attività della Cooperativa di tipo B, dove il lavoro diventa uno strumento concreto di inclusione e valorizzazione delle capacità individuali. Dal lavoro condiviso alle testimonianze personali, fino alla riflessione sui propri punti di forza e sulle proprie fragilità: un'occasione per incontrare realtà ed esperienze diverse, conoscere meglio gli altri e imparare a guardare con maggiore consapevolezza anche a se stessi.
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Merate, 22 ottobre 2026 – Si è concluso il percorso che, a partire dal 22 settembre, ha portato le nove classi prime del Liceo Statale M. G. Agnesi di Merate all’interno di Casa Amica nell’ambito del Progetto Accoglienza 2026/2027. Un’esperienza che, giornata dopo giornata, ha messo al centro l’incontro diretto con le persone, le loro capacità e le loro storie.
Ogni classe ha iniziato la propria giornata negli spazi della Cooperativa B, l’area di Casa Amica dedicata all’inserimento lavorativo di persone con disabilità e in condizioni di svantaggio. Dopo averne conosciuto il funzionamento e le diverse attività produttive, gli studenti hanno potuto mettersi alla prova in prima persona in una delle mansioni svolte quotidianamente dai lavoratori della Cooperativa, affiancandoli nell’attività.

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Un’esperienza concreta, costruita sul fare insieme, che ha permesso ai ragazzi di entrare nella quotidianità di Casa Amica e di scoprire come abilità differenti possano trovare spazio all’interno di un contesto di lavoro condiviso.
Dal fare insieme, la giornata si è poi spostata sul piano della relazione e dell’esperienza personale. Laura Biffi, vicepresidente di Casa Amica, ha raccontato agli studenti il proprio incontro con la Cooperativa, sottolineando quanto sia stato importante, nella sua esperienza, sentirsi accolta. Una testimonianza che ha riportato il tema dell’inclusione a una dimensione universale: il bisogno di trovare luoghi e relazioni nei quali potersi sentire riconosciuti, accolti e liberi di essere se stessi.
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Proprio l’autenticità è diventata il filo conduttore anche del momento successivo, dedicato a Marco, lavoratore della Cooperativa B e autore di un libro. Attraverso la lettura e l’ascolto di alcune sue pagine, gli studenti hanno incontrato il suo modo personale di raccontare esperienze, emozioni e relazioni.
Tra le parole condivise, un passaggio ha assunto un significato particolare:
“Se si vuole realmente sorprendere qualcuno basta semplicemente essere se stessi.”
Nel racconto di Marco, questa consapevolezza nasce dalla spontaneità: non cercare di apparire diversi agli occhi degli altri, ma riconoscere il valore del proprio modo di essere. Un messaggio particolarmente significativo per ragazzi che stanno vivendo l’ingresso in una nuova scuola, costruendo nuovi legami e iniziando a trovare il proprio spazio all’interno del gruppo classe.
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Da quella frase è nata anche l’attività conclusiva proposta agli studenti, invitati a fermarsi e a riflettere su ciò che riconoscono come proprio punto di forza e ciò che, invece, percepiscono come una debolezza. Un esercizio che ha riportato su ciascuno il tema affrontato durante la giornata: ogni persona porta con sé capacità, difficoltà, caratteristiche e differenze che contribuiscono a definirne l’identità.
Le classi hanno inoltre avuto l’opportunità di conoscere la dimensione socioeducativa di Casa Amica attraverso l’intervento di Nicoletta Rigamonti, educatrice del Centro Socio Educativo, che ha presentato il CSE e alcune delle principali esperienze proposte alle persone che lo frequentano: dalla creatività e dalla manualità alle attività motorie, dalla lettura alla relazione con gli animali e alle esperienze a contatto con la natura.
Le nove giornate si sono così sviluppate attraverso linguaggi diversi ma collegati tra loro: fare, incontrare, ascoltare e infine riflettere. Un percorso nel quale gli studenti hanno potuto avvicinarsi alla realtà di Casa Amica senza filtri, entrando nei suoi spazi e soprattutto nelle relazioni che ogni giorno li animano.
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La conclusione del Progetto Accoglienza lascia quindi un messaggio che va oltre la singola esperienza: riconoscere il valore delle differenze significa anche imparare a riconoscere le proprie. Essere accolti e sentirsi liberi di essere se stessi può diventare il primo passo per accogliere, a propria volta, ciò che rende unico chi abbiamo di fronte.
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