Stroke Unit: quella mattina c'ero all'inaugurazione con il dr. Ferdinando Schieroni
Articolo: Cura dell’Ictus ischemico acuto: il Mandic può proporsi come “Stroke Ready”. Intervento del dr. Filippo Galbiati
Chiusura Stroke Unit
Io c’ero, quel sabato mattina. Avevo il compito di occuparmi del catering . 300 cittadini, insieme a sindaci, autorità regionali, medici e operatori del Mandic,si sono riuniti per inaugurare la Stroke Unit della Neurologia dell’ospedale di Merate. Era una struttura unica in provincia, fortemente voluta dal dottor Ferdinando Schieroni, pensata per affrontare ictus ed emorragie cerebrali nella fase più delicata: quella acuta. Con la sua personalità istrionica, Schieroni aveva costruito uno staff medico e infermieristico di assoluto livello, trasformando la Stroke Unit di merate in un’eccellenza riconosciuta e invidiata in tutta la regione. Quando si verifica un ictus, il tempo non è soltanto importante: è decisivo. Intervenire rapidamente può salvare una vita e segnare la differenza tra il recupero dell’autonomia e una disabilità grave. Può restituire a una persona la possibilità di vivere con dignità. E altrettanto decisiva è la vicinanza al territorio: significa garantire cure tempestive, senza costringere i pazienti a percorrere distanze che, in quei momenti, possono diventare determinanti. Da anni, invece, si è scelto di orientare la Neurologia di merate verso le malattie neurodegenerative, rinunciando al trattamento tempestivo dell’ictus , riparandosi dietro le consuete giustificazioni burocratiche. Dopo il punto nascita, la psichiatria, l’oculistica e la chirurgia pediatrica, viene così cancellato un altro pezzo dell’offerta sanitaria del territorio. Di quel sabato di febbraio del 1999 oggi non resta più nulla: né la Stroke Unit, né quella visione, né un’assistenza d’eccellenza per il territorio. Resta il ricordo di ciò che il Mandic era riuscito a costruire e che, negli anni, è stato lasciato andare.
Chiusura Stroke Unit
Io c’ero, quel sabato mattina. Avevo il compito di occuparmi del catering . 300 cittadini, insieme a sindaci, autorità regionali, medici e operatori del Mandic,si sono riuniti per inaugurare la Stroke Unit della Neurologia dell’ospedale di Merate. Era una struttura unica in provincia, fortemente voluta dal dottor Ferdinando Schieroni, pensata per affrontare ictus ed emorragie cerebrali nella fase più delicata: quella acuta. Con la sua personalità istrionica, Schieroni aveva costruito uno staff medico e infermieristico di assoluto livello, trasformando la Stroke Unit di merate in un’eccellenza riconosciuta e invidiata in tutta la regione. Quando si verifica un ictus, il tempo non è soltanto importante: è decisivo. Intervenire rapidamente può salvare una vita e segnare la differenza tra il recupero dell’autonomia e una disabilità grave. Può restituire a una persona la possibilità di vivere con dignità. E altrettanto decisiva è la vicinanza al territorio: significa garantire cure tempestive, senza costringere i pazienti a percorrere distanze che, in quei momenti, possono diventare determinanti. Da anni, invece, si è scelto di orientare la Neurologia di merate verso le malattie neurodegenerative, rinunciando al trattamento tempestivo dell’ictus , riparandosi dietro le consuete giustificazioni burocratiche. Dopo il punto nascita, la psichiatria, l’oculistica e la chirurgia pediatrica, viene così cancellato un altro pezzo dell’offerta sanitaria del territorio. Di quel sabato di febbraio del 1999 oggi non resta più nulla: né la Stroke Unit, né quella visione, né un’assistenza d’eccellenza per il territorio. Resta il ricordo di ciò che il Mandic era riuscito a costruire e che, negli anni, è stato lasciato andare.
Luigi
Sì il Mandic degli anni ottanta e novanta era una autentica eccellenza. Ma nonostante tutto ancora oggi è in grado di erogare cure e prestazioni offrendo anche alte specialità che altri ospedali non hanno come le cure palliative pediatriche, il Dama (l'assistenza medica alla disabilità grave). Nel caso della Stroke il problema viene dalla regione e dalla pessima volontà di centralizzare in 12-13 hub la prima cura in emergenza, appunto la Stroke. Così ha ottenuto due risultati entrambi negativi: ha intasato gli hub designati, come il San Gerardo, e ha tolto ai presidi medi la possibilità di intervenire in tempo reale, perchè il tempo fa la differenza sulle condizioni, anche post fase acuta, del paziente. L'auspicio è che l'assessorato di Guido Berolaso riveda la scelta, evidentemente sbagliata, e torni a assegnare ai presidi territoriali i mezzi per mantenere il servizio. Ma nell'attesa? Il progetto della Direzione strategica di avviare il servizio di cura dopo le classiche 48 ore d'urgenza va nella direzione di mantenere la struttura neurologica che già soffre per la partenza di due medici. Senza una vera prospettiva si rischia di perdere anche la Neurologia. Se il progetto, bene illustrato dal dottor Filippo Galbiati, andrà in porto il Mandic avrà un'opportunità in più di crescita. Viceversa sarà un'altra grave perdita.
























