La sicurezza è necessaria ma ai giovani servono risposte.

Le recenti manifestazioni hanno riportato al centro del dibattito pubblico questioni che la politica non può ignorare: il caro vita e le difficoltà della scuola italiana. Accanto agli episodi riprovevoli di violenza verificatisi a Milano, si sono svolti anche cortei pacifici, ai quali hanno partecipato cittadini e studenti, tra cui alcuni del liceo M.G. Agnesi di Merate.
La violenza va condannata senza ambiguità, ma le ragioni di chi protesta pacificamente meritano ascolto e risposte concrete. Tra le principali preoccupazioni c’è il costo della vita, che incide non soltanto sulle famiglie, ma anche sulle prospettive delle nuove generazioni. Fare la spesa, pagare le bollette e affrontare le spese quotidiane assorbe una parte importante dei redditi familiari, riducendo le risorse disponibili per sostenere i figli negli studi e accompagnarli verso l’autonomia.
Per molti giovani, infatti, diventare indipendenti è sempre più difficile: trovare un lavoro non significa necessariamente riuscire a mantenersi, soprattutto quando gli stipendi sono insufficienti rispetto ai costi dell’abitazione e dei servizi essenziali. Non è un caso che, secondo Eurostat, nel 2025 i giovani italiani abbiano lasciato la casa dei genitori mediamente a 30,2 anni, un dato che riflette anche le difficoltà del percorso verso l’autonomia economica. 
Particolarmente delicata è la situazione degli studenti universitari fuori sede, che devono sostenere affitti spesso elevati, oltre alle spese per trasporti, alimentazione, libri e tasse universitarie. Quando queste spese diventano insostenibili, il rischio è che la scelta del percorso di studi non dipenda più soltanto dalle capacità e dalle aspirazioni individuali, ma dalle possibilità economiche della famiglia. Il diritto allo studio, invece, deve rappresentare un’opportunità concreta per tutti, non un privilegio riservato a chi può permetterselo. Il caro vita può inoltre costringere i giovani a rinviare l’uscita dalla famiglia d’origine, rinunciare a esperienze formative, accettare lavori poco retribuiti o rimandare progetti personali importanti. È così che una difficoltà economica si trasforma in un problema sociale, perché limita le opportunità e rende più difficile costruire il proprio futuro.
A queste preoccupazioni si aggiungono le criticità serie della scuola italiana: edifici che necessitano di manutenzione e che non possono essere a esclusivo carico dei bilanci dei comuni e delle province, carenza di insegnanti e insufficienza del sostegno per gli studenti con disabilità. Occorrono investimenti, continuità didattica, maggiore attenzione all’inclusione e programmi capaci di preparare i ragazzi alle trasformazioni del mondo del lavoro e della società, tutti elementi contenuti nel Piano Scuola di Azione.
Di fronte agli episodi di disordine, lo Stato deve tutelare i cittadini e far rispettare la legge, ma gli interventi di ordine pubblico non possono sostituire le risposte ai problemi economici ed educativi. Come Azione, riteniamo necessario affrontare queste sfide con un approccio riformista e concreto: sostenere il potere d’acquisto, favorire l’accesso ad alloggi a prezzi sostenibili, rafforzare il diritto allo studio e programmare un piano serio di investimenti per l’ammodernamento delle scuole.
Non si tratta di promettere soluzioni semplici a problemi complessi, ma di stabilire priorità chiare e verificare i risultati delle politiche adottate. I giovani non chiedono soltanto di essere ascoltati: chiedono condizioni che permettano loro di studiare, lavorare e diventare autonomi senza partire svantaggiati per ragioni economiche. La politica deve saper distinguere la protesta pacifica dalla violenza, ma soprattutto deve trasformare il disagio in un’occasione per intervenire. Perché la credibilità delle istituzioni si costruisce non soltanto facendo rispettare le regole, ma garantendo alle nuove generazioni opportunità reali e la possibilità di progettare il proprio futuro.
Giuseppe Lanzillotti, Responsabile U30 di Azione Lecco
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.