Osnago: il 23 incontro con Farid Adly
Venerdì 23 ottobre 2026 alle ore 20,45 presso lo Spazio Aperto di Osnago si terrà l'incontro con Farid Adly, per parlare della situazione della Palestina oggi.
Farid Adly è un giornalista libico che da anni risiede in Italia. Ha collaborato con Radio Popolare, Il Corriere della Sera, il Manifesto, L’Unità. Ha pubblicato saggi, racconti e poesie, in italiano e arabo.
Durante gli anni della formazione universitaria è stato presidente del Movimento degli studenti libici in Europa, ed è anche stato il segretario milanese della Lega per i Diritti e la Liberazione dei Popoli.
Nel 1999 ha fondato ANBAMED, agenzia stampa bilingue in italiano e arabo. È stato costante il suo impegno di solidarietà con le lotte di liberazione dei popoli oppressi, ma allo stesso tempo è stato forte il suo rifiuto della guerra e del terrorismo. Nello stesso anno, ha lanciato in Italia la campagna per la salvezza di Safya Hussaini Tudu, la donna nigeriana condannata a morte per lapidazione, perché rimasta incinta dopo aver subito uno stupro.
Nel 2002 ha dichiarato, in una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio italiano, l'obiezione di coscienza contro le impronte digitali, imposte ai cittadini stranieri dal governo con la legge Bossi-Fini.
Ha ricevuto varie minacce di morte di stampo mafioso per aver denunciato delle discariche abusive nel comune di Acquedolci (ME), dove vive.
E’ stato insignito del Premio Testimone di Pace
<https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Testimone_di_Pace> per l'intensa attività svolta durante la primavera araba e ha ricevuto dalle mani della Presidente Nazionale dell'ARCI, Francesca Chiavacci, il premio giornalistico Prato Città Aperta.
Farid Adly è un giornalista libico che da anni risiede in Italia. Ha collaborato con Radio Popolare, Il Corriere della Sera, il Manifesto, L’Unità. Ha pubblicato saggi, racconti e poesie, in italiano e arabo.
Durante gli anni della formazione universitaria è stato presidente del Movimento degli studenti libici in Europa, ed è anche stato il segretario milanese della Lega per i Diritti e la Liberazione dei Popoli.
Nel 1999 ha fondato ANBAMED, agenzia stampa bilingue in italiano e arabo. È stato costante il suo impegno di solidarietà con le lotte di liberazione dei popoli oppressi, ma allo stesso tempo è stato forte il suo rifiuto della guerra e del terrorismo. Nello stesso anno, ha lanciato in Italia la campagna per la salvezza di Safya Hussaini Tudu, la donna nigeriana condannata a morte per lapidazione, perché rimasta incinta dopo aver subito uno stupro.
Nel 2002 ha dichiarato, in una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio italiano, l'obiezione di coscienza contro le impronte digitali, imposte ai cittadini stranieri dal governo con la legge Bossi-Fini.
Ha ricevuto varie minacce di morte di stampo mafioso per aver denunciato delle discariche abusive nel comune di Acquedolci (ME), dove vive.
E’ stato insignito del Premio Testimone di Pace
<https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Testimone_di_Pace> per l'intensa attività svolta durante la primavera araba e ha ricevuto dalle mani della Presidente Nazionale dell'ARCI, Francesca Chiavacci, il premio giornalistico Prato Città Aperta.
























