Olgiate: il maestro Ficara va n pensione, ma non si ferma  La sua storia tra libri e studio

«Il maestro venuto dal mare» è il titolo scelto da Franco Ficara per raccontare la propria storia, quella di un uomo arrivato da Brancaleone, in Calabria, e approdato in Brianza dove dopo percorsi professionali diversi ha trovato nella scuola una seconda vita. 
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Franco Ficara ha trascorso gli ultimi cinque anni della sua carriera da insegnante a Olgiate Molgora, ma il rapporto con la scuola era iniziato molto prima di arrivare in cattedra. Dopo esperienze lavorative diverse era approdato alla Protezione civile, dove si occupava anche di formazione. È stato proprio lì che ha coltivato sempre più la passione per l'insegnamento, fino alla decisione di partecipare al concorso e trasformarla nella sua professione.
Gli anni trascorsi a Olgiate Molgora sono rimasti tra i ricordi più cari della sua esperienza scolastica. In aula aveva portato temi come la sicurezza online e l'intelligenza artificiale, arrivando anche a sviluppare software pensati appositamente per i bambini. Tra le esperienze che ricorda con maggiore affetto c'è il percorso dedicato alla legalità e in particolare una frase di Nicola Gratteri a cui era particolarmente legato: “Ragazzi, studiate. Freghiamoli”, diventata un cartellone e poi lo spunto per affrontare il tema con gli alunni, anche attraverso gli incontri con l'Arma dei Carabinieri. 
«La dirigente mi ha dato molta fiducia», racconta Ficara, ricordando gli anni trascorsi nell'istituto. Una fiducia che gli ha permesso di sperimentare e di portare in classe quella che per lui non è mai stata soltanto una materia ma un modo di insegnare. Il rapporto con i bambini è uno degli aspetti che più gli sono rimasti dentro: ancora oggi, quando incontra alcuni dei suoi ex alunni si accorge di quanto quelle esperienze abbiano lasciato un segno. C’è chi lo invita alle partite di calcio, ai saggi di danza, alle competizioni di karate e chi, a distanza di anni, lo ringrazia perché quelle prime esperienze con l'informatica hanno contribuito a orientarlo verso il proprio percorso. «Per me la scuola non è mai stata un lavoro, ma una passione», racconta. Alla fine della carriera ammette di essere arrivato un po' più stanco, ma non di aver perso l'entusiasmo per ciò che aveva fatto. Infatti, per il docente essere in pensione non significa smettere di imparare, né tantomeno di insegnare. 
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Oggi continua a coltivare gli stessi interessi che lo hanno accompagnato negli anni: tecnologia, informatica, formazione e curiosità. A tenerlo impegnato c'è innanzitutto “Corto Circuito”, un giornale indipendente online nato dal desiderio di informarsi e, soprattutto, di verificare ciò che circola in rete. Le notizie vengono raccolte da diverse fonti e riguardano principalmente Brancaleone, Lecco e la Brianza, con uno sguardo rivolto anche all'attualità nazionale. Accanto alla cronaca trovano spazio una sezione dedicata al fact-checking, cultura, storie e, soprattutto, la satira. L'attenzione alla verifica delle informazioni è in fondo lo stesso atteggiamento che Ficara aveva portato tra i banchi: «Molte notizie sono false oppure vengono costruite ad arte per sviare le persone», spiega. Da qui la necessità di risalire alle fonti, confrontare le informazioni e capire quanto ci sia di vero prima di raccontarlo.
Anche la tecnologia continua a occupare una parte importante delle sue giornate: sul web ha messo a disposizione diversi strumenti innovativi tra cui Radio Luma, AntiTruffa e MaestroKit. Inoltre, Ficara realizza autonomamente i contenuti del proprio sito e utilizza l’intelligenza artificiale per creare video e materiali che pubblica sul proprio canale youtube. 
A queste attività affianca quella editoriale, che negli ultimi anni lo ha portato a pubblicare cinque libri, tutti disponibili su Amazon. 
Il primo, non a caso, è proprio “Il maestro venuto dal mare”, che racconta l'arrivo nella scuola di un uomo che, quando molti pensano di avere ormai trovato la propria strada, si ritrova invece a intraprendere una seconda vita tra i banchi brianzoli. Con sé porta il mare della Calabria e, in aula, il desiderio di trasmettere ai bambini non solo ciò che conosce, ma anche che la curiosità può essere uno dei motori più preziosi per guardare al futuro.
Con “Manuale di sopravvivenza per umani analogici” Ficara racconta con ironia situazioni quotidiane legate al mondo digitale, osservando con uno sguardo comico ma anche affettuoso un universo che negli anni è entrato nella vita di tutti. 
Ne “Il grande inganno della connessione” torna invece sul rapporto tra esseri umani e tecnologia: non una condanna del digitale, che considera inutile e ingenua, ma un invito a utilizzarlo con maggiore consapevolezza. «La tecnologia deve accompagnare le persone e non renderle schiave» spiega, ricordando un principio che aveva cercato di trasmettere anche ai propri alunni: imparare a usare gli strumenti digitali senza diventarne dipendenti.
“I figli del vinile” è un viaggio personale nella musica della sua generazione, quando la musica passava ancora dai 33 giri e quei dischi finivano per diventare parte della storia personale di chi li ascoltava. 
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L'ultimo lavoro è stato pubblicato il 1° settembre 2026 e si intitola “L'intelligenza artificiale spiegata agli umani”: un nuovo tentativo di avvicinare le persone alle possibilità offerte dalla tecnologia, mantenendo però quello stesso approccio prudente e consapevole che Ficara ha sempre cercato di trasmettere ai ragazzi.
Ora che la scuola è alle spalle e il registro è stato messo da parte, a Franco Ficara resta il piacere di continuare a imparare con ciò che lo ha sempre incuriosito, ma con la consapevolezza che ogni tanto il computer va spento. Perché, per quanto la tecnologia possa essere uno strumento prezioso, per lui i momenti più importanti restano quelli in cui ci si siede davanti a un caffè e ci si raccontano le cose più strane della propria vita.
F.Ri.
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