Palestina e Israele
Articolo: I nazisti agivano così
Gentile Sig. Francesco C., ho letto e riletto la sua lunga lettera e, con franchezza, ho faticato a coglierne la logica. La mia lettera era semplice: la cultura di un popolo - lingua, musica, cucina, tradizioni - non è il terrorismo. Il terrorismo è opera di minoranze estremiste che quella cultura la strumentalizzano. Come l'IRA non era l'Irlanda, l'ETA non erano i Paesi Baschi e le BR non erano l'Italia. Lei per confutare questa distinzione costruisce una ricostruzione storica che contiene però gravi anacronismi, che non aiutano a capire e rischiano di aumentare proprio quella credulità popolare che denuncia. Ne cito alcuni: 1. "Arabi musulmani in Palestina nel 135 d.C." L'Islam nasce intorno al 610 d.C., quasi 500 anni dopo. 2. "La Società delle Nazioni concesse la Palestina con la Dichiarazione Balfour del 1917" La Balfour è una lettera del 2 novembre 1917 del ministro britannico Balfour a Lord Rothschild. La Società delle Nazioni interviene solo nel 1922, con il Mandato britannico, che ne recepisce il testo. 3. "Nel 1947 a rifiutare furono i fondamentalisti islamici" Nel 1947 il rifiuto fu di tutto il mondo arabo, allora dominato da nazionalismo laico panarabo, per ragioni geopolitiche e anti-coloniali, non religiose. 4. "Sadat assassinato dopo Camp David perché Gaza era egiziana" Sadat fu assassinato il 6 ottobre 1981 dalla Jihad islamica per la pace con Israele e per ragioni interne. Gaza fu sotto amministrazione egiziana dal 1948 al 1967, ma a Camp David l'Egitto non la rivendicava: vi rinunciò per riavere il Sinai. 5. "I due popoli due Stati falliscono per colpa dei paesi filo-iraniani" Il principio è del 1947. L'Iran diventa esportatore di islamismo radicale sciita solo dopo il 1979. Prima era alleato di Israele. Non può essere la causa di un fallimento di 30 anni prima. In realtà, nella lunga storia di questo conflitto le responsabilità sono condivise e molteplici: gli europei - inglesi e francesi - che con Sykes-Picot e promesse contraddittorie disegnarono i confini, i paesi arabi che a volte rifiutarono la spartizione, a volte occuparono Gaza e Cisgiordania, a volte tentarono la mediazione, e gli estremismi di entrambe le parti. Sulla parte finale del suo intervento: il 7 ottobre come più grave strage di ebrei dalla Shoah è un dato fondato. Condivido meno il resto. Dire che la cronaca di Gaza è gestita "in toto" da Hamas è inesatto: operano anche ONU, OMS, Mezzaluna Rossa. E affermare che "se l'uniforme del terrorista è l'invisibilità, chi può dirsi estraneo?" rovescia il diritto umanitario: in caso di dubbio, una persona va considerata civile, non il contrario. Io non vado in piazza a sventolare bandiere, ma rivendico il diritto morale di criticare le scelte di un governo - in questo caso israeliano - senza essere tacciata di antisemitismo. Proprio perché credo che israeliani e palestinesi siano stati, a seconda dei momenti, vittime e carnefici, e che una storia così dolorosa non sopporti semplificazioni a senso unico.
Gentile Sig. Francesco C., ho letto e riletto la sua lunga lettera e, con franchezza, ho faticato a coglierne la logica. La mia lettera era semplice: la cultura di un popolo - lingua, musica, cucina, tradizioni - non è il terrorismo. Il terrorismo è opera di minoranze estremiste che quella cultura la strumentalizzano. Come l'IRA non era l'Irlanda, l'ETA non erano i Paesi Baschi e le BR non erano l'Italia. Lei per confutare questa distinzione costruisce una ricostruzione storica che contiene però gravi anacronismi, che non aiutano a capire e rischiano di aumentare proprio quella credulità popolare che denuncia. Ne cito alcuni: 1. "Arabi musulmani in Palestina nel 135 d.C." L'Islam nasce intorno al 610 d.C., quasi 500 anni dopo. 2. "La Società delle Nazioni concesse la Palestina con la Dichiarazione Balfour del 1917" La Balfour è una lettera del 2 novembre 1917 del ministro britannico Balfour a Lord Rothschild. La Società delle Nazioni interviene solo nel 1922, con il Mandato britannico, che ne recepisce il testo. 3. "Nel 1947 a rifiutare furono i fondamentalisti islamici" Nel 1947 il rifiuto fu di tutto il mondo arabo, allora dominato da nazionalismo laico panarabo, per ragioni geopolitiche e anti-coloniali, non religiose. 4. "Sadat assassinato dopo Camp David perché Gaza era egiziana" Sadat fu assassinato il 6 ottobre 1981 dalla Jihad islamica per la pace con Israele e per ragioni interne. Gaza fu sotto amministrazione egiziana dal 1948 al 1967, ma a Camp David l'Egitto non la rivendicava: vi rinunciò per riavere il Sinai. 5. "I due popoli due Stati falliscono per colpa dei paesi filo-iraniani" Il principio è del 1947. L'Iran diventa esportatore di islamismo radicale sciita solo dopo il 1979. Prima era alleato di Israele. Non può essere la causa di un fallimento di 30 anni prima. In realtà, nella lunga storia di questo conflitto le responsabilità sono condivise e molteplici: gli europei - inglesi e francesi - che con Sykes-Picot e promesse contraddittorie disegnarono i confini, i paesi arabi che a volte rifiutarono la spartizione, a volte occuparono Gaza e Cisgiordania, a volte tentarono la mediazione, e gli estremismi di entrambe le parti. Sulla parte finale del suo intervento: il 7 ottobre come più grave strage di ebrei dalla Shoah è un dato fondato. Condivido meno il resto. Dire che la cronaca di Gaza è gestita "in toto" da Hamas è inesatto: operano anche ONU, OMS, Mezzaluna Rossa. E affermare che "se l'uniforme del terrorista è l'invisibilità, chi può dirsi estraneo?" rovescia il diritto umanitario: in caso di dubbio, una persona va considerata civile, non il contrario. Io non vado in piazza a sventolare bandiere, ma rivendico il diritto morale di criticare le scelte di un governo - in questo caso israeliano - senza essere tacciata di antisemitismo. Proprio perché credo che israeliani e palestinesi siano stati, a seconda dei momenti, vittime e carnefici, e che una storia così dolorosa non sopporti semplificazioni a senso unico.
Patrizia

























